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Honda: e se l'azienda finisse a pezzi?

Redazione
dalla Redazione aggiornato il 28/04/2026 in Attualità
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Troppe difficoltà industriali (specialmente sul fronte auto) e azionisti fin troppo intraprendenti: il colosso nipponico potrebbe rischiare la separazione delle attività. E le moto che fine fanno?

Secondo il Financial Times, Honda si trova in una fase particolarmente delicata, stretta tra difficoltà produttive, la complessa transizione verso l’elettrico e la crescente pressione degli azionisti attivisti. Per il colosso giapponese stanno emergendo scenari fino a poco tempo fa considerati improbabili, come fusioni difensive o addirittura una possibile separazione di alcune attività del gruppo.

Il quotidiano economico evidenzia come Honda stia affrontando un rallentamento delle vendite nei mercati principali, aggravato da una serie di scelte strategiche poco efficaci che ne hanno indebolito la competitività. In questo contesto, ipotesi come una fusione sfavorevole o uno smembramento societario non vengono più escluse, anche per effetto delle pressioni sempre più forti da parte degli investitori.

Uno dei nodi principali riguarda la mobilità elettrica. Honda ha recentemente deciso di interrompere lo sviluppo di tre modelli elettrici destinati al mercato nordamericano, una scelta che potrebbe comportare perdite fino a 15,7 miliardi di dollari. Il rischio è compromettere il ritorno alla redditività e registrare la prima perdita annuale dalla sua quotazione in Borsa negli anni ’50. I risultati dell’ultimo esercizio fiscale, chiuso a marzo, saranno presentati il 13 maggio.

 

IL PROBLEMA DELLE MOTO (CHE VANNO FIN TROPPO BENE)

Sempre nel settore EV, il gruppo ha anche rinunciato al progetto sviluppato insieme a Sony per una vettura elettrica ad alta tecnologia. Allo stesso tempo, l’obiettivo di arrivare entro il 2040 a vendere esclusivamente veicoli elettrici e a idrogeno appare oggi molto più difficile da raggiungere.

Il Financial Times sottolinea inoltre il crescente distacco competitivo rispetto ai produttori cinesi, capaci di abbattere tempi e costi di sviluppo grazie a processi altamente automatizzati. Simbolica, in questo senso, la frase pronunciata dal presidente Toshihiro Mibe dopo una visita in un impianto di Shanghai: “contro questo non abbiamo alcuna possibilità”.

A complicare ulteriormente la situazione c’è anche la struttura interna del gruppo: il comparto motociclistico continua a generare profitti elevati ed è leader a livello mondiale, mentre la divisione automobilistica fatica tra ritardi e criticità operative. Per questo, conclude il giornale britannico, Honda si trova davanti a una scelta decisiva: avviare rapidamente una profonda riorganizzazione oppure esporsi al rischio di operazioni straordinarie capaci di cambiare radicalmente il futuro industriale dell’azienda.

 

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