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Honda: e se l'azienda finisse a pezzi?
Troppe difficoltà industriali (specialmente sul fronte auto) e azionisti fin troppo intraprendenti: il colosso nipponico potrebbe rischiare la separazione delle attività. E le moto che fine fanno?
Secondo il Financial Times, Honda si trova in una fase particolarmente delicata, stretta tra difficoltà produttive, la complessa transizione verso l’elettrico e la crescente pressione degli azionisti attivisti. Per il colosso giapponese stanno emergendo scenari fino a poco tempo fa considerati improbabili, come fusioni difensive o addirittura una possibile separazione di alcune attività del gruppo.
Il quotidiano economico evidenzia come Honda stia affrontando un rallentamento delle vendite nei mercati principali, aggravato da una serie di scelte strategiche poco efficaci che ne hanno indebolito la competitività. In questo contesto, ipotesi come una fusione sfavorevole o uno smembramento societario non vengono più escluse, anche per effetto delle pressioni sempre più forti da parte degli investitori.
Uno dei nodi principali riguarda la mobilità elettrica. Honda ha recentemente deciso di interrompere lo sviluppo di tre modelli elettrici destinati al mercato nordamericano, una scelta che potrebbe comportare perdite fino a 15,7 miliardi di dollari. Il rischio è compromettere il ritorno alla redditività e registrare la prima perdita annuale dalla sua quotazione in Borsa negli anni ’50. I risultati dell’ultimo esercizio fiscale, chiuso a marzo, saranno presentati il 13 maggio.