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Motorbike Expo: ecco perché la fiera veronese rappresenta il modo migliore di iniziare l'anno per i motociclisti

Marco Gentili
di Marco Gentili il 23/01/2026 in Attualità
Motorbike Expo: ecco perché la fiera veronese rappresenta il modo migliore di iniziare l'anno per i motociclisti
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Nata come appuntamento per gli appassionati del custom, la kermesse ha cambiato pelle. E oggi è un riuscito mix di anime differenti, che legano mondi apparentemente così diversi. E visitarla è sempre un piacere

Moto uguale passione. Sarà anche una formula retorica, ma basta fare un giro per i padiglioni della fiera di Verona per capire che dietro a questa frase c'è un forte fondamento. La differenza che passa tra Motorbike Expo ed EICMA è tutta qui. Intendiamoci, non è questione di innescare rivalità (a livello dimensionale e di proposta, i due appuntamenti non potrebbero essere più diversi, e sono difficilmente commensurabili), ma è un dato di fatto che l'appuntamento iniziato oggi a Verona - e che durerà fino a domenica - non è una fiera di periferia.

Nata come appuntamento per il mondo del custom, MBE ha cambiato pelle, ha saputo intercettare i gusti di un pubblico sempre più generalista ed è diventato un piccolo EICMA. Qui si possono ammirare le novità di prodotto, ma soprattutto le Case hanno la possibilità di intercettare i loro potenziali clienti. Una fiera dedicata ai clienti-motociclisti, insomma. E non è un caso che (tra concessionari e presenze ufficiali) qui a Verona sono presenti tutti i principali costruttori. Anche quelli che (ad esempio i produttori di scooter) apparentemente c'entrano meno. E quelli che a EICMA (esposizione dove affittare lo spazio costa di più) non c'erano proprio, vedi KTM e Fantic Motor.

 

Motorbike Expo: ecco perché la fiera veronese rappresenta il modo migliore di iniziare l'anno per i motociclisti
Ospite del primo giorno di MBE il nuovo ceo di Harley-Davidson, Artie Starrs (al centro, nella foto)

NUOVO, CUSTOM, MERCATO, FIERA: IL MIX VINCENTE DI MBE

Ma tant'è: MBE tiene sempre vivo il collegamento col suo pubblico storico (e infatti non manca il tradizionale pubblico appassionato di custom, i chapter e tutto quel côté appariscente e a modo suo allo stesso tempo esoterico e folkloristico), ma si apre all'adventure e all'off-road. Nei vari padiglioni della fiera tutte queste anime vivono benissimo: entrando, i padiglioni coi numeri più bassi (1, 2 e 4) sono quelli dello zoccolo duro del custom e dei suoi protagonisti. Tra cui ha spiccato, nel primo giorno della manifestazione, il nuovo ceo di Harley-Davidson Arthur Starrs.

Dal 6 al 12 si trova tutto il resto: le Case costruttrici, praticamente tutte (eccetto Honda), presenti direttamente o attraverso grossi dealer, i produttori di accessori, pneumatici e componenti, gli organizzatori di viaggi ed esperienze su due ruote, la parte di mercato (che qui, come nelle fiere di una volta, si viene anche per comprare la giacca o il casco) e l'area esterna, tra esibizioni e i molti test ride organizzati dalle Case. MBE, nel suo piccolo (che poi tanto piccolo non è, alla luce delle 170mila visite attese nella tre giorni) continua a crescere e a recitare un ruolo fondamentale nel panorama motociclistico italiano. Il suo mix è sapiente e ben riuscito. Bene così.

 

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