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Tokyo Auto Salon: le 5 moto che non ti aspetti

Christian Cavaciuti
di Christian Cavaciuti il 13/01/2026 in Attualità
Tokyo Auto Salon: le 5 moto che non ti aspetti
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Il primo salone dell'anno raccoglie tutte le ultime novità delle Case giapponesi e mette in evidenza l'ampiezza delle loro sperimentazioni tra intelligenza artificiale e moto a quattro.... zampe

Abituati da decenni ai fuochi d’artificio tecnologici del Tokyo Motor Show (che ora si chiama Japan Mobility Show) e del Tokyo Motorcycle Show, di solito non guardiamo al Tokyo Auto Salon, la terza grande manifestazione della capitale giapponese dedicata in particolare agli appassionati di versioni speciali e di tuning a quattro ruote.

Un Salone che è normalmente focalizzato su questi filoni e riserva poche sorprese su due ruote, ma che nell’edizione 2026, appena tenuta, ha risentito del generale clima di incertezza e rimescolamento: non solo ospitando molte più moto e concept del solito, ma anche facendo da occasione per mostrare i muscoli da parte delle Case giapponesi, che evidentemente sentono la pressione della concorrenza cinese. Basti dire che Honda ha portato uno stand enorme, il più grande di sempre a questa manifestazione e che ospitava, oltre all’intera gamma moto e all’intera gamma auto, anche un jet e addirittura un razzo prodotti dalla Casa dell’Ala.

Per questo, anche in assenza di vere e proprie novità, le Case giapponesi hanno colto l’occasione per far vedere i loro ultimi sprazzi di creatività, a volte notevolmente folli in piena tradizione nipponica. E nonostante il contesto, parliamo spesso e volentieri di mezzi a 2 ruote… o perlomeno con un manubrio. Ecco le 5 cose più interessanti dal nostro punto di vista.

Tokyo Auto Salon: le 5 moto che non ti aspetti

5. Suzuki e-PO

Suzuki e-Po: il Ciao della Gen Z

Suzuki ha portato diverse elettriche fatte e finite come l’e-Address (scooter) o la e-Van Van (moto), ma la più simpatica ci è sembrata la e-Po, che possiamo vedere come una versione moderna e giapponese del Piaggio Ciao o come una versione legale delle e-bike da rider.

In sostanza funziona o come e-bike pedalando o come ciclomotore accelerando; presentato per la prima volta al Japan Mobility Show 2025 come parte della visione Suzuki per il futuro della mobilità sostenibile, è un mezzo elettrico compatto e pieghevole classificato come ciclomotore equivalente, con una potenza nominale da e-bike (250 Watt) ma prestazioni di fatto superiori.

La ciclistica è studiata per la massima praticità: il design pieghevole permette un facile trasporto e stivaggio, anche in caso di spostamenti “multimodali” (leggi: salire sui mezzi pubblici con l’e-Po al seguito). La batteria garantisce un’autonomia di oltre 30 km in modalità completamente elettrica, sufficiente per la maggior parte degli spostamenti urbani. Il progetto e-PO riflette la classica filosofia Suzuki: concretezza e versatilità.

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4. Yamaha Proto BEV / HEV / PHEV

Yamaha Proto BEV / HEV / PHEV: Yamaha esplora tutte le strade

Li abbiamo già visti, ma tutti insieme i prototipi di Yamaha per tre ipotesi di motorizzazioni del futuro (BEV / elettrica; HEV / ibrida; PHEV / ibrida plug-in) non possono non lasciare ammirati per come la Casa di Iwata si stia muovendo su tutti i fronti.

La Proto BEV è una sportivetta elettrica sul filone delle R6 ed R9, con specifiche non indicate ma che sembra un tentativo di fare esperienza sulla strada già imboccata da Ducati con la MotoE. Una trasposizione diretta del pacchetto moto di oggi in un futuro elettrico, esercizio mai facile ma nemmeno particolarmente creativo; ci sembrano più interessanti nel medio termine i tentativi di integrazione tra motore elettrico e motore termico, i Proto HEV e PHEV.

Il Proto HEV, visto pochi mesi fa al Japan Mobility Show 2025, esplora un’architettura ibrida “serie-parallelo” (SPHEV) su una base ciclistica da maxiscooter. Integra i due motori in un pacchetto compatto che permette varie modalità di guida, che estraggono dalla convivenza prestazioni “Serene” (calma e silenzio in città) o “Spiritate” (vivacità e prontezza fuori città). La gestione energetica proprietaria migliora l’efficienza nell'uso del carburante di oltre il 35 % rispetto a una moto a benzina di pari prestazioni.

Il Proto PHEV è invece un ibrido plug-in, che permette quindi di marciare in puro elettrico e di ricaricare la batteria da colonnina o a casa. Deriva dalla piattaforma MT-09, cui aggiunge un motore elettrico e un pacco batterie ricaricabile puntando però a conservare la sensazione di guida di una moto sportiva pur con capacità elettrica per brevi tratti, un po’ come la Kawasaki Ninja 7 Hybrid.

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3. Yamaha MOTODROiD Lambda

Yamaha MOTODROiD: Lambda, il compasso su due ruote

Restiamo in casa Yamaha, forse quella che esplora da più tempo l’interazione uomo-macchina e la mobilità del futuro. Al Salone da Iwata è arrivata l’ultima versione, siglata “Lambda”, del Motodroid, concept assolutamente futuristico che ricorda un po’ un compasso su due ruote (o la lettera greca Lambda, da cui prende il nome) e ha senz’altro un look pulitissimo e radicale.

Spinto da due motori-ruota integrati, dotato di snodo a 360° sull’anteriore e di una specie di fulcro centrale, il Motodroid Lambda può ruotare o inclinarsi grazie alla cooperazione di motori dei bracci e ruote, offrendo un comportamento quasi “biomeccanico”: si “apre” completamente stendendosi a terra e può alzarsi, restare in equilibrio e muoversi autonomamente, grazie anche all’integrazione con l’immancabile intelligenza artificiale. La moto (moto?) analizza dati come frenata, accelerazione e traiettoria per personalizzare le reazioni e può imparare dal comportamento del pilota adattandovisi progressivamente.

Inoltre può identificare il volto e i gesti dell’utente per rispondere in modo interattivo e offre una interfaccia HMI di tipo aptico, ovvero comunica con il pilota anche tramite stimoli tattici e vibratori. Una visione del futuro comunque lontana dalla moto tradizionale, ma senz'altro affascinante.

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2. Kawasaki Z900 RS Café

Kawasaki Z900 RS Café: 4 cilindri di muscoli, come una volta

Vi mancano i riferimenti e la terra sotto i piedi? Ecco un po' di normale muscolarità motociclistica allo stand Kawasaki, Casa che guarda avanti (e per gli smanettoni a 4 ruote presenta un ATV con motore H2 sovralimentato) ma sa bene da dove viene: e lo rimarca con la serie “W” in edizione anniversario che celebra i 60 anni del marchio festeggiati nel 2025. Venendo a un modern classic un po’ meno classic e un po’ più modern, da notare questa versione con cupolino della Z 900 RS, che per il momento da noi non si era ancora vista (o meglio, era scomparsa con la vecchia Z 900 RS Café MY20) mentre in Giappone arriverà a fine febbraio.

Aggressiva nella livrea full black con filetti argento, è fondamentalmente ancora quella moto, caratterizzata da cupolino, manubrio basso e spiovente e sella café racer; gli aggiornamenti riguardano l’app Rideology più recente con tanto di comandi vocali, la presa USB al manubrio (ovviamente occultata) e un motore rivisto in senso sportivo di una volta, con diversi assi a camme e pistoni per trovare un po’ meno schiena ai medi, ma molta più grinta in alto: i CV passano da 111 a 8.500 giri a 116 a 9.300 giri. Ricetta magari tradizionale, ma sempre ricca di fascino.

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1. Suzuki MOQBA 2

Suzuki MOQBA 2: moto, cavallo o cosa?

Suzuki aveva come vera novità la DR-Z4S Monster Hunbter Wilds Edition, allestimento ispirato a un popolare videogioco; ma a far girare le teste ci ha pensato il MOQBA2, veicolo ibrido a 4 ruote montate su "zampe" articolate che ricorda un po’ il Kawasaki Corleo ma ha ambizioni un po’ meno rivoluzionarie e più concrete: vuole essere una piattaforma per agevolare la mobilità individuale nel modo più pratico possibile, con le piccole ruote indipendenti che consentono anche di salire e scendere le scale.

Evoluzione del MOQBA presentato al Japan Mobility Show nel 2023, il MOQBA2 è arrivato nell’edizione 2025 dello stesso salone. Riproposto al Tokyo Auto Salon, offre 3 assetti cui corrispondono diverse dimensioni esterne (cambia la posizione delle “zampe”): modalità moto, modalità commerciale, modalità poltrona. Senz’altro futuristico, diciamo che promette emozioni diverse da quelle di una vecchia RG 500 Gamma...

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