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Brian Gillen: “Dobbiamo riportare Norton al livello che merita”

Carlo Pettinato il 11/11/2025 in Attualità
Brian Gillen: “Dobbiamo riportare Norton al livello che merita”
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A EICMA, in occasione del grande rilancio dello storico marchio britannico, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con uno degli artefici di questo ritorno, parlando di ambizioni, di programmi futuri e di organizzazione aziendale

EICMA 2025 ha coinciso con il debutto assoluto del marchio indiano TVS all’evento milanese, un colosso che si posiziona regolarmente tra i tre o quattro più grossi produttori al mondo per volumi. Ma, a fianco di TVS, ecco un'altra presenza per certi versi clamorosa: ecco Norton, nome forse sconosciuto ai più ma con una storia che affonda le proprie radici addirittura alla fine del secolo XIX.

E che c’entra con TVS? Semplice, il leggendario brand britannico è di proprietà di TVS, che si sta occupando e si occuperà del rilancio su scala internazionale. Per fare ciò, come già stanno facendo diverse aziende cinesi, si parte dall’acquisizione di menti e matite europee.

Noi abbiamo parlato con Brian Gillen, ingegnere nordirlandese con una lunga storia in MV Agusta che dal 2024 milita tra le file Norton. Uno che il mercato e le tecnologie europee le conosce bene, così come conosce il mondo delle moto premium, una fascia cui Norton, sebbene sino ad ora il prodotto orientale sia sempre o quasi sempre stato sinonimo di economia, strizza l’occhio.

Brian, questo di Norton è un grande e piacevole ritorno, o forse lo potremmo chiamare direttamente debutto. Partite da questo EICMA 2025 con una gamma di sostanzialmente tre modelli, in varie declinazioni, ma dove volete arrivare?

Un costruttore come TVS ha l’ambizione di arrivare al punto più alto del mercato delle moto di medio alta cilindrata, e ha anche la potenza industriale e la visione strategica per portare Norton al livello che merita come marchio.

Brian Gillen: “Dobbiamo riportare Norton al livello che merita”
Norton Manx R

Volete espandervi su diversi livelli?

Come segmento di mercato vogliamo essere presenti in tutti i principali settori come tipologia di moto, poi il posizionamento di Norton sarà sempre sicuramente nella zona alta del segmento di riferimento, noi vogliamo porci da subito come brand premium. Vedi la crossover Atlas, è una media cilindrata ma come allestimento, piattaforma elettronica e performance è al top. È l’unica moto della categoria con quick shifter bi-direzionale, cornering ABS, launch control, controllo anti impennata e in più ha sospensioni Kayaba regolabili. Puntiamo sempre al top.

Per gli appassionati con i capelli bianchi o per chi abbia una certa cultura Norton è un nome leggendario, ma molti giovani non lo conoscono. Come vi muoverete?

Come si vede dalla proposta che abbiamo portato qui a EICMA, non stiamo rigurgitando il passato, ci stiamo anzi proiettando verso il futuro, come linee, stile, come modo di comunicare il marchio. La comunicazione in particolare sarà molto importante per andare a ingaggiare i giovani, perché il prodotto partirà già dalle moto guidabili con patente A2.

Quale rapporto c’è o ci sarà con l’elettrico?

Nel nostro piano di sviluppo abbiamo di tutto, ma parlando elettrico stiamo valutando attentamente se e quando entrarci. Attualmente il mercato ha molta concorrenza ma non ci sono volumi di vendita, non è un vero mercato, correre per entrarci ora secondo noi non ha senso. Prima vogliamo essere presenti dove ci sono volumi e vendite vere, per far crescere l’azienda.

Brian Gillen: “Dobbiamo riportare Norton al livello che merita”
Norton Atlas

I motori Norton sono sviluppati ex novo?

Sia il V4 72° delle Manx che il bicilindrico della Atlas sono motori nuovi sviluppati da noi espressamente per le moto su cui li vedete montati.

Come è organizzata l’azienda?

Io come Chief Technology Office, Direttore tecnicocoordino tre gruppi di lavoro, un gruppo di ingegneria di una sessantina di persone a Bologna (la storica Engines Engineering, ndr), un altro è nel Regno Unito con 70 persone e uno è sul campo in India, in sede TVS ma dedicato solo a Norton e sono altre 60 persone. In ognuna di queste 3 sedi ci sono diverse funzioni, non tutto è o in Europa o in India, ciascuno porta le proprie eccellenze, competenze ed esperienze. Nel complesso, con questa organizzazione è come se lavorassimo 24 ore su 24, quando finisce l’India inizia l’Europa e viceversa; questo ci permette di essere ancora più rapidi su tutti i processi.

Sei passato da MV Agusta a Norton-TVS, da fuori sembra un cambio drastico. Che differenza c’è tra lavorare in un’azienda piccola e in un colosso?

TVS ha prodotto l’anno scorso oltre 4 milioni di veicoli, quest’anno saranno 6. Come risorse e tecnologie abbiamo una potenza di fuoco incredibile, abbiamo accesso a strutture e mezzi che altri non si possono permettere. Quando decidiamo di fare qualcosa, quando ci serve una persona con una competenza specifica o strumenti particolari, semplicemente ce la prendiamo. Anche in tema sviluppo, se puoi permetterti di far girare più moto laboratorio raccogli più dati, vengono fuori più problemi, quindi arrivi con un prodotto più pronto o altrettanto pronto in meno tempo. 

Norton ha un’importantissima storia di corse, anche se è un passato ormai lontano, ci pensate?

Le corse sono molto vicine al mio cuore, il marchio ha trascorsi importanti, puoi chiaramente immaginare che ci pensiamo. Questo che vedete, dopotutto, è solo l’inizio, con Norton dobbiamo rimettere il marchio a livello che merita.

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