IL GIAPPONE RIALZA LA TESTA
Se i cinesi sono spaventosamente rapidi (a volte diremmo frettolosi) e gli italiani storicamente molto reattivi,
i giapponesi hanno i loro tempi. Riunioni, pianificazioni, programmi; ma quando arrivano, di solito è nel modo giusto. Ormai hanno preso le misure alla nuova concorrenza cinese e si stanno attrezzando per competere con modelli aggressivi nel prezzo, sempre molto ben fatti e accessibili in fatto di prestazioni.
Kawasaki ha arricchito il suo cavallo di battaglia
Z 900 e annunciato la sua prima Adventure media, la
KLE (probabilmente 650 o 700), Suzuki ha riesumato la
DR-Z 400, ma
i più vivaci sono senz’altro Honda e Yamaha.
Iwata punta forte proprio sulla sua gamma più competitiva dal punto di vista del listino, le
700 con motore CP2 ora dotato di Ride-by-wire con tutti i suoi corollari (riding mode, controllo di trazione, quickshifter, cruise control) che ha rinnovato profondamente e sulla
Tracer 9. Honda ha una gamma impressionante per estensione e per il numero di tecnologie innovative e interessanti: dalla nuova
GB350S alla
Hornet 1000 a quattro cilindri, passando per le 500 aggiornate un anno fa, le
650 con e-clutch (che forse ci saremmo aspettati di vedere su nuovi modelli) e
le 750 e 1100 con DCT, in larga parte rinnovate e declinate in tantissime versioni diverse. La Cina avanza, ma il Giappone non ha certo intenzione di arretrare.