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Graham Jarvis porta la Jarv-E al traguardo dell'Erzbergrodeo 2026
"Silent Assassin" ha compiuto l'ennesimo miracolo sportivo, portando la sua moto elettrica fino al traguardo finale, conquistando un clamoroso 10° posto assoluto
Il Red Bull Erzbergrodeo non è semplicemente una gara; è il giudizio universale dell'enduro estremo. Ma l'edizione del trentesimo anniversario della corsa austriaca, andata in scena sul leggendario "Gigante di Ferro", passerà alla storia per una svolta epocale: l'ammissione ufficiale delle moto elettriche e la consacrazione della tecnologia a batteria nei passaggi più impervi del pianeta.
E chi, se non il "Silent Assassin", poteva firmare un pezzo di questa storia? All'età di 51 anni, il cinque volte vincitore Graham Jarvis ha compiuto l'ennesimo miracolo sportivo, portando il prototipo elettrico Jarv-E dritto fino al traguardo finale, conquistando un clamoroso 10° posto assoluto.
Il fine settimana austriaco non era iniziato sotto i migliori auspici cronometrici per Jarvis. Nel velocissimo e polveroso Iron Road Prologue, la Jarv-E si è dovuta accontentare della 259ª posizione. Un piazzamento che ha costretto la leggenda britannica a scattare dalla seconda fila della griglia di partenza della domenica.
In una gara in cui la prima fila è considerata vitale per evitare gli ingorghi iniziali, Jarvis ha tirato fuori la sua proverbiale intelligenza tattica. Sfruttando la trazione fluida ed immediata del propulsore elettrico e una gestione millimetrica della fatica, ha risalito la china ostacolo dopo ostacolo e dopo aver superato indenne il caos delle prime salite, ha danzato con la consueta classe nel micidiale labirinto di massi del Carl’s Dinner.
Jarvis è stato l'unico pilota della seconda fila a raggiungere il traguardo entro il tempo limite di 4 ore e ha fermato il cronometro a 3 ore, 45 minuti e 56 secondi, issandosi in top 10, dimostrando che l'esperienza, unita alla corretta applicazione dell'elettrico, può colmare qualsiasi gap di partenza.
Sviluppare una moto da Hard Enduro competitiva per l'Erzbergrodeo rappresenta una sfida ingegneristica senza precedenti. L'erogazione della potenza deve essere brutale ma gestibile sul bagnato e sulle rocce viscide, e il peso complessivo deve rimanere contenuto per non sfiancare il pilota.
Per questa storica edizione, il team di Jarvis ha collaborato con partner d'eccellenza. Tra questi, l'italiana Formula, che ha sviluppato un impianto frenante ad hoc con trattamento Kashima-coated, fondamentale per garantire costanza di rendimento e dissipazione del calore nelle discese verticali del Gigante di Ferro.
"È una gara unica, molto intensa. Nelle sezioni tecniche l'abilità di guida e la scelta delle traiettorie fanno la differenza. Con la Jarv-E abbiamo dimostrato che il futuro è già qui." Graham Jarvis
L'edizione 2026 dell'Erzbergrodeo ha sancito la fattibilità delle competizioni elettriche su palcoscenici estremi. Grazie anche alla collaborazione con Stark Future, l'organizzazione ha predisposto aree di ricarica rapida e zone autorizzate per il "battery swap" (la sostituzione rapida della batteria) posizionate strategicamente nei punti di rifornimento tradizionali.
Su 15 soli piloti capaci di raggiungere il traguardo finale in questa massacrante edizione, vinta da Manuel Lettenbichler su KTM, al suo 5° sigillo, ben tre moto erano elettriche: le Stark Varg di Eddie Karlsson al 9° posto e Toby Martyn 12°, insieme alla Jarv-E di Jarvis al 10°.
A 51 anni, Graham Jarvis non ha solo scritto una pagina di sport; ha ufficialmente guidato l'Hard Enduro dentro una nuova, silenziosa ed eccitante era tecnologica.
ufficiali di Dueruote
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