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Comparativa 250 4T, l'enduro per davvero!

Redazione
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HONDA REDMOTO CRF250RX ENDURO

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Appena in sella tutto è a portata di mano, le altezze sono quelle giuste e il feeling aumenta di metro in metro. La forcella, perfetta sul veloce dove unita al mono regala una condizione di stabilità importante, è però troppo dura per garantire un lavoro ideale nel misto lento. Curvare sul piatto non è il suo forte, preferisce canaloni e sponde. Il bialbero, aggiornato per guadagnare schiena, nel complesso spinge bene ad andatura medio-alta, ma nonostante una erogazione impeccabile, ai bassi la moto si siede e si fatica a superare ostacoli. Non aiuta la rapportatura del cambio, che resta un po’ crossistica e la frizione che nell’uso molto intenso tende a gonfiarsi (anche se recupera in fretta). Questa alternanza di punti forti e punti deboli si riflette nella forma “a stella” del nostro radar.

SUZUKI VALENTI RM-Z 250E

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La vera e propria rivoluzione arrivata in campo Cross con il MY19 (anche se la mancanza del bottoncino e la frizione a cavo lasciano la RM-Z E un po’ indietro rispetto alla concorrenza) si riflette nella Enduro omologata da Enzo Valenti, che la dota di tutto ciò che serve per l’Enduro, dall’impianto elettrico al cavalletto. Nonostante le importanti novità in tutti i comparti la Suzukina rimane vincente soltanto tra i fettucciatoni veloci: stabile, potente agli alti e sicura, qui dà il meglio di sé. Nello stretto invece soffre: le sospensioni (che avevamo trovato dure già per l’uso crossistico) e la risposta del gas brusca scompensano la guida, nonostante un telaio maneggevole e spostamenti in sella dinamici e rapidi grazie all’ergonomia azzeccata delle belle plastiche. Il radar mostra aree migliorabili: forza!

HUSQVARNA FE250

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Non ce n’è: le austriache impressionano per quanto feeling riescano a dare dopo pochi metri. Tutto è al posto giusto e la dinamica di guida è pazzesca: maneggevole nello stretto, resta ottima anche sul veloce, grazie al bilanciamento del pacchetto sospensioni. Il motore è sempre morbido, rotondo e progressivo, senza perdere nulla agli alti; impeccabile la frizione idraulica, ottimi i freni. Efficace a tutto tondo... come il nostro radar: per un Enduro “vero”, è lei la moto giusta.

KTM 250EXC-F SIX DAYS

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L’avviamento elettrico è il più preciso di tutte, e il pacchetto elettronico il più completo. Il motore è, come per la cugina Husqvarna, rotondo e progressivo; ma qui sembra più brioso, con maggiore schiena ed estensione. È una moto nata per i nostri terreni, e lo si vede: la guida è semplice e intuitiva, curvare al paletto è immediato quanto lanciarsi a tutta birra contro un appoggione. Come la FE 250, anche la EXC-F ha un radar pieno e tondeggiante: perde qualcosa soltanto alle alte velocità, con una feeling un po’ inferiore alle rivali e in particolare alla cugina bianca, sulla quale la forcella pare lavorare meglio con il link posteriore. In compenso la KTM annienta le avversarie quando si parla di trazione: qui il PDS non ha rivali, e nei tratti più estremi la fuoriclasse è sempre lei.

SHERCO 250 SEF FACTORY

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Alta di pedane e stretta di sella, la Sherco ha un’ergonomia piuttosto atipica, ma tra le gambe è snella, e gli spostamenti sono rapidissimi. Fantastico il motore: rotondo, elettrico ma anche aggressivo, strilla fin dai bassi mantenendo poi una discreta forza agli alti. Come sempre spiccate le doti di trazione un po’ ovunque (qui anche con l’aiuto delle mousse). Nello stretto non ha rivali: curva al paletto come nessuno. Sul veloce ancora non eccelle, ma col pacchetto KYB migliora non di poco.
ARIA DI MAGIA Ad accompagnarci alla scoperta dei colli della Valcavallina, ai piedi di Sebino, troviamo Luigi, il papà di Massimo, e Fausto Minini: due guerrieri bergamaschi fatti della vecchia pasta, pronti ad attenderci alle prime luci dell’alba già vestiti da moto. Benzina e caschi allacciati: si parte. Inizia il valzer degli scambi di moto e nascono le prime considerazioni. Le due austriache prendono la testa: con estrema semplicità arrampicano e si districano magnificamente ovunque, tenere il loro ritmo non è facile. La Honda parte bene, ma nelle mulattiere insidiose non convince ai bassi. Sorprende invece la Sherco, che a una dinamicità naturale unisce impressionanti doti di stabilità anche sul veloce. Il motore è elettrico e allo stesso tempo spinge forte. La RM-Z E soffre invece nello stretto, e soltanto quando arriviamo tra pratoni più estesi riusciamo a goderla appieno. Ma siamo soltanto all’inizio... Ad ogni cambio di terreno arrivano nuovi spunti di riflessione, e per tutta la giornata c’è aria di magia. Che ne sarà di noi? Poco importa: l’importante è sopravvivere e poter gustare ancora questo incantesimo. Viva l’Enduro!
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