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SBK, Melandri: "L'età non è un problema, finché c’è la manetta continuerò a correre!"

Marco Gentili foto Ducati Corse Press il 03/01/2018 in Sbk

A tu per tu col pilota romagnolo: "La Panigale ha perso 600 giri e contro i 4 cilindri faremo più fatica. Siamo al lavoro sull'elettronica per recuperare coppia ai bassi regimi. Il fatto di essere il pilota più vecchio? Non è un problema, ci so ancora fare"

SBK, Melandri: "L'età non è un problema, finché c’è la manetta continuerò a correre!"
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Irriverente, diretto, sanguigno. A 35 anni ha sempre lo stesso spirito di quando, nel 1998, ha vinto il suo primo GP ad Assen, in 125. Marco Melandri può dire di aver vinto la sua scommessa: tornato in sella a una Superbike dopo una lunga assenza, Macio è tornato alla vittoria con la Ducati e chiuso il Mondiale al quarto posto, alle spalle delle Kawasaki e del compagno di squadra Chaz Davies.

Marco, ti aspettavi un 2017 così?
“Sapevo che la Ducati poteva darmi delle soddisfazioni, avevo delle buone sensazioni. E invece è arrivata anche una vittoria. Devo dire che è stata una stagione al di là delle aspettative”.

Un pilota competitivo in Ducati rischia di essere un ostacolo per Davies, che nel 2017 è stato l’unico in grado di far vacillare Jonathan Rea?
“In Ducati non esistono prime e seconde guide, quindi non credo di essere un problema per Chaz. Anzi, avere un compagno di squadra che vince è uno stimolo per fare meglio. Per me gli avversari sono i piloti di altre squadre”.

Lo scorso anno hai detto di temere la partenza con la griglia rovesciata.
“È una regola demenziale che scontenta tutti i piloti e non cambia gli equilibri. Avete visto le gare della stagione? Tempo uno, due giri e alla fine i più forti tornano subito in testa. La formula serve solo a far perdere tempo ai piloti veloci, che fanno più fatica a star dietro alle Kawasaki. Spero che la Dorna ci ripensi”.

A proposito di regole, come giudichi il nuovo regolamento Superbike 2018?
“Ci danneggia moltissimo. Ci hanno tolto 600 giri di picco massimo e il nostro bicilindrico, che ha molta coppia agli alti regimi, è il motore che più soffre le regole. È vero che anche Kawasaki, Honda e Yamaha hanno perso dei giri, ma il picco del loro 4 cilindri è molto più alto del nostro. Adesso dobbiamo lavorare molto sull’elettronica per guadagnare più coppia ai bassi”.

Il fatto di essere il pilota più vecchio in griglia di partenza per te è un problema?
“Quest’anno temevo che il corpo a corpo coi colleghi più giovani fosse un problema, invece ho visto che nella bagarre ci so ancora fare. L’età non è un problema, finché c’è la manetta continuerò a correre”.

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