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SBK Portimao: Jonathan Rea ha una marcia in più

il 18/09/2017 in Sbk

Sul circuito di Portimao Jonathan Rea vince entrambe le gare, regala alla Kawasaki un’altra doppietta e mette le mani sul terzo titolo Mondiale. Ducati si difende con Chaz Davies e Marco Melandri. La Yamaha alza la testa con Michael van der Mark secondo in Gara2. Vittoria storica per Ana Carrasco nella SSP300

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Sulla pista di Portimao, decimo atto del Mondiale SBK, sul tracciato su cui debuttò in SBK al termine della stagione 2008 Jonathan Rea quest’anno ha mostrato ancor più di altre volte di essere il pilota che fa la differenza. Forte di una Kawasaki che gli consente di esprimere al massimo il suo potenziale su ogni circuito, in Portogallo il nordirlandese ha corso due gare magistrali in cui, che scattasse dalla pole position o dalla nona casella dello schieramento è stato capace di scavare un margine fra sé e i suoi avversari incolmabile.

DOMINIO KAWASAKI

Con un Jonathan Rea in stato di grazia che ha ormai le mani sul suo terzo titolo consecutivo della SBK, in Kawasaki resta la delusione per l’uscita di scena di Tom Sykes. Il campione del 2013 dopo la violenta caduta nelle prove in cui ha rimediato una frattura al mignolo della mano sinistra, seppure sia già stato operato con successo, non è detto che riesca a rientrare fra due settimane a Magny Cours per difendere la sua seconda posizione in classifica dagli assalti di Chaz Davies. Il gallese della Ducati dopo la doppietta del Lausitzring, in Portogallo non è stato così incisivo e la caduta nella Superpole lo ha costretto a scattare indietro anche nella prima manche che ha comunque chiuso al secondo posto. Peggio è andata la gara della domenica, che l’ha visto scivolare mentre era sempre in seconda posizione.

Restando in Ducati, per Marco Melandri già vincitore in passato su questo tracciato due terzi posti, ma la consapevolezza di poter fare molto di più. “Sono contento perché la squadra ha fatto un grande lavoro, ha commentato Melandri - ed oggi la mia Panigale R era più competitiva, soprattutto per quanto riguarda il grip, ma purtroppo ancora una volta non siamo riusciti a sfruttare al 100% il nostro potenziale ed abbiamo faticato in gara. Ero partito bene ma poi ho avuto un problema con il freno posteriore a pollice, finendo fuori traiettoria alla curva 10. Inoltre la moto si muoveva molto in rettilineo. Mentre cercavo di risalire ho perso un po’ di tempo con alcuni piloti che non avevano il nostro passo e ci hanno ostacolato un po’. Quando sono arrivato alle spalle di VD Mark, lui era ormai troppo lontano. Nei test di domani faremo delle prove importanti per migliorare la stabilità: nelle prossime gare voglio tornare sul gradino più alto del podio”.

ANA CARRASCO UNA RAGAZZA VELOCISSIMA 
Menzione d’onore in questo fine settimana per Leon Camier capace di far ancora volare la “vecchia” MV Agusta F4. Dopo il quarto posto di sabato Camier domenica che scattava dalla pole aveva iniziato a sognare l'impresa ma mentre era in lotta per il podio è stato tradito da un problema tecnico che non gli ha consentito di finire la gara. Plauso anche per Michael Van der Mark che ha portato al secondo posto la Yamaha. Per l’olandese che fra una settimana dovrebbe salire sulla Yamaha M1 di Valentino Rossi, un bel biglietto da visita. Con Yamaha che ha alzato la testa le Aprilia di Eugene Laverty e Lorenzo Savadori dopo l’exploit nelle qualifiche in gara non sono state incisive. Meglio è andata al nordirlandese ma il podio è rimasto un miraggio. Così come per la BMW del team Althea che ha in Jordi Torres il miglior interprete.


In Portogallo giornata storica: primo successo per una ragazza nella neonata categoria SSP300. Ana Carrasco, 20 anni, spagnola, con esperienze nel Motomondiale classe Moto3 ha vinto la corsa battendo Alfonso Coppola, che ora è il nuovo leader della categoria.

Ora una breve pausa. I piloti del Campionato Mondiale Superbike torneranno in pista a Magny Cours in Francia dal 29 settembre all’1 ottobre per l’undicesimo round della stagione.

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  • ga0102
    Rea e' sicuramente bravo, ma... - Secondo me il vero abisso e' fra 4 cilindri Kawasaki e 2 cilindri Ducati, senza, fra l'altro, un vero telaio. Gli sbacchettamenti in rettilineo di Melandri erano spaventosi. Chaz Davies fa' miracoli, ma piu' di tanto non puo' neanche lui contro le Ninja, e questo lo costringe a rischiare oltre il dovuto. Speriamo nel nuovo Desmo16, che correra' dal 2019.