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SBK, Alex Lowes: "Con Yamaha la vittoria è possibile"

di Stefano Borzacchiello il 03/12/2015 in Sbk

Dopo i primi test con la Yamaha YZF-R1 l’ex campione britannico, dopo due anni difficili con la Suzuki GSX-R, ha ritrovato gli stimoli e il sorriso. Per questa stagione ha già le idee chiare

SBK, Alex Lowes: "Con Yamaha la vittoria è possibile"
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Yamaha nel 2016 tornerà nel Mondiale SBK per essere protagonista. Le premesse ci sono. La moto anche. Il team è di alto livello e i piloti, Sylvain Guintoli e Alex Lowes ,non sono una sorpresa.

Guintoli, campione del mondo nel 2014, dopo un anno a rincorrere con la Honda, fin dal primo test sulla Yamaha YZF-R1 ha ritrovato il sorriso: le sensazioni del trentatreenne francese sono state più che buone. Al suo fianco Alex Lowes, già campione britannico nel 2013, da due anni nel Mondiale SBK con la Suzuki.

Alex, nonostante una caduta settimana negli ultimi test di Jerez, in cui ha rimediato la lussazione della spalla e dovrà sottoporsi a un intervento per ridurla, dopo la prima uscita in pista aveva confermato le impressioni di Guintoli. Del resto, anche lui dopo le ultime stagioni difficili sulla Suzuki GSX-R ha voglia di riscatto e di lottare per il podio…

"L’avventura in Suzuki è stata una buona cosa per me, ma che fatica -ci ha raccontato Alex Lowes durante la presentazione dei caschi Shark. Nel 2015 è stato difficilissimo lottare per stare davanti, sono stato veloce alcune volte ma non sono mai riuscito a vincere e… penso di esserne capace. Ora vediamo se ci riesco l'anno prossimo! Adesso con Yamaha mi sento molto meglio. Ho un grande supporto dal team e la YZF-R1 per me è davvero nata bene. Sono felice. Certo, abbiamo tanto da fare, perché la moto è nuova, ma penso che quest'anno faremo un ottimo lavoro".

Qual è stata la tua prima impressione dopo averla guidata?

“Dopo pochi giri mi era tornato il sorriso. Poi certo, quando mi sono fermato ai box mi sono reso conto che per vincere, come ti dicevo, bisogna lavorare ancora molto e fare moltissimi test. Ma la prima impressione, la più importante, è stata buona. E fra la R1 e la Suzuki GSX-R, c'è una differenza… abissale. Diciamo che il confronto tra le due moto non regge”.

Sono cambiate molte persone all’interno del team?
“Rispetto alla fine della stagione molte persone del team Crescent sono cambiate. Con l’arrivo dello staff Yamaha credo ci siano almeno 9 uomini in più nel box. È strano… il team è per certi versi lo stesso, ma col supporto di Yamaha la situazione è completamente diversa”.

Pensi che potrete essere subito protagonisti?
“Sono fiducioso, ma dobbiamo vedere il livello della moto in gara come sarà. Di sicuro possiamo arrivare primi in qualche pista. Non so in quale circuito, se Phillip Island alla prima gara o a metà anno, ma sono certo che a un certo punto della stagione potremo vincere. Sperando sia il prima possibile”.

Come ti sei trovato nel box con Sylvain Guintoli?
“Ho un buon rapporto con lui, è un bravo ragazzo, il suo inglese è perfetto ed è stato campione del mondo... Quindi tutto bene, molto bene anzi. Poi sai, come tutte le cose della vita, anche con gli altri piloti inglesi che corrono in SBK, se c'è di mezzo la competizione tu puoi essere amichevole, ma è raro che tu sia amico. C'è rispetto, certo. Ma l'amicizia è un'altra cosa”.

Se ti dico MotoGP…?
“Nel mio futuro il top sarebbe arrivare in MotoGP con una moto competitiva, perché è comunque il top. È il mio sogno. Però andarci per arrivare sedicesimo o quindicesimo non mi interessa. Preferisco restare fra i top della SBK. Comunque, ora il mio obiettivo è vincere in SBK. Se in futuro avrò delle buona opportunità vedremo, ma ripeto, se non ci saranno resterò sulle derivate”.

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