Sbk e corse

Sconvolgente! Droga e armi sul camion della Kawasaki

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Su un TIR del Team Paul Bird, che gestisce ufficialmente le Superbike della Casa di Akashi, trovate a Dover quasi 200 chili fra cocaina, anfetamine e cannabis. C'era anche una pistola con 35 colpi

Ci risiamo con la droga. Alla vigilia di una delle prove più attese della stagione, quella di Monza, il Campionato del Mondo Superbike è scosso da una notizia che getta un'ombra su di una squadra che di tutto al momento avrebbe bisogno tranne che di questo tipo di pubblicità. I camion del Team Paul Bird Motorsport, la squadra che gestisce le Kawasaki ufficiali, sono stati fermati per un controllo a Dover in Inghilterra, al rientro da una trasferta via strada e traghetto molto probabilmente dall'Olanda, ma su questo le fonti si contraddicono. Ciò che è stato scoperto all'interno del bilico ha dell'incredibile: la cronaca, del "The Telegraph", parla di 8 chili di cocaina, 71 chili di anfetamine in tavolette, oltre a 100 chili di cannabis. Come se tutto questo non fosse sufficiente è stata trovata anche una pistola con 35 pallottole, tra l'altro neppure nascosta, ma lasciata in evidenza su un tavolo.
Al momento della perquisizione, sui camion erano presenti Philip Roe, autista e meccanico, Gary Matthews, pure lui autista e tecnico degli pneumatici ed i due meccanici Daniel Swyer e Mattia Fontana, quest'ultimo un ventisettenne italiano in forza alla squadra inglese. Dopo gli interrogatori del caso sono stati rilasciati su cauzione, ma a fronte di un reato di così grandi proporzioni (importazione illegale di sostanze stupefacenti ed armi da fuoco), c'è la certezza che le indagini non si fermeranno giustamente solo a questo episodio.
La droga purtroppo fa parte della quotidianità ed è risaputo, anche se purtroppo non se ne parla in modo approfondito e chiaro, che anche lo sport non è immune. Crediamo di non sbagliare però nel dire che difficilmente possano essere i piloti ad essere fruitori di tale sostanzi e, tutto sommato, è anche più difficile credere che siano essi stessi a fare da corrieri speciali durante le trasferte in Europa o nel mondo.
Probabilmente è tutto ciò che orbita intorno al circus dei motori a dare queste opportunità, con i frequenti spostamenti di automezzi o casse, anche di grandi dimensioni, dove stivare facilmente anche merci illegali. D'altronde anche la F.1 non è immune, ma ciò non toglie che nel nostro settore certe notizie destino ancora scalpore ed incredulità. Non c'è bisogno di ricordare i tristi trascorsi di Marco Lucchinelli, peraltro condannato per uso personale e non per spaccio, o l'altrettanto deprimente storia di Mauro Lucchiari, detenuto in Francia ancora per un periodo molto lungo per esportazione e probabile smercio di polveri bianche. È risaputo che nelle trasferte nell'Europa dell'Est, anni fa c'era chi nascondeva droga dentro i tubi del telaio dei mezzi da corsa…
Il Team PBM ha inoltrato un comunicato stampa ufficiale dove dichiara di essere del tutto all'oscuro della cosa, confidando sulla correttezza delle persone che erano presenti al momento della verifica. Nello stesso comunicato asserisce che le moto saranno regolarmente al via del GP d'Italia a Monza con la stessa struttura e con gli stessi piloti.
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