Sbk e corse
Esordio di Melandri sulla Yamaha SBK
A Valencia un solo giorno di test, giusto un assaggio, che seguiremo perché, al di là delle polemiche, Marco e la Yamaha puntano ad essere protagonisti del campionato 2011
Dopo il primo test di Valentino Rossi sulla Desmosedici MotoGP di una Ducati che per lui ha tradito la Superbike, sul circuito di Valencia scende in pista la Yamaha R1 Superbike, per la prima volta guidata da Marco Melandri che ha detto addio alla MotoGP.
È un evento importante che si consumerà nella sola giornata odierna e che seguiremo da vicino offrendovi un commento a fine mattinata e uno alla conclusione del test in serata.
È un evento importante che si consumerà nella sola giornata odierna e che seguiremo da vicino offrendovi un commento a fine mattinata e uno alla conclusione del test in serata.
Perché è importante? In fondo Melandri è un altro dei campioni della categoria regina dello sport motociclistico, quella dei prototipi, che nella fasce discendente della carriera è approdato alle derivate di serie. L'anno scorso abbiamo visto Guintoli, prima erano arrivati Checa, Biaggi, Okada, Chili, Kocinski e altri.
Ma Melandri entra in Superbike nell'anno in cui Max Biaggi ha vinto il primo titolo mondiale della categoria, primo italiano ad esservi riuscito e per giunta su moto italiana, l'Aprilia. Non è un mistero che l'accoppiata Biaggi-Aprilia sia favorita anche per il campionato 2011 – non per niente sul nuovo circuito di Alcaniz è stata subito la più veloce – e non è un mistero nemmeno che la Yamaha abbia portato a termine nel 2010 una stagione molto deludente in Superbike, dopo un trionfale 2009 con Ben Spies. Ecco dunque che Melandri è stato voluto sulla R1 con un compito ben preciso e presumibilmente molto ben pagato: battere chiunque possa ostacolare la rivincita della Yamaha, Biaggi per primo, naturalmente.
In più c'è la polemica generata dallo stesso Melandri in occasione dell'annuncio del suo passaggio alla Superbike. "Vado a correre in un campionato molto, molto, molto inferiore a quello della MotoGP" - aveva detto Marco senza evidentemente pensare che si stava dando una pesante zappata sui piedi. Eh sì, perché adesso tutti i cultori delle derivate di serie l'aspettano al varco: dopo una simile frase, la vittoria è d'obbligo: e non ne basta una...
Bene, il prologo è durato abbastanza. Adesso la palla passa a Marco Melandri, e fra poco vi sapremo dire come se l'è cavata all'esordio.
Ma Melandri entra in Superbike nell'anno in cui Max Biaggi ha vinto il primo titolo mondiale della categoria, primo italiano ad esservi riuscito e per giunta su moto italiana, l'Aprilia. Non è un mistero che l'accoppiata Biaggi-Aprilia sia favorita anche per il campionato 2011 – non per niente sul nuovo circuito di Alcaniz è stata subito la più veloce – e non è un mistero nemmeno che la Yamaha abbia portato a termine nel 2010 una stagione molto deludente in Superbike, dopo un trionfale 2009 con Ben Spies. Ecco dunque che Melandri è stato voluto sulla R1 con un compito ben preciso e presumibilmente molto ben pagato: battere chiunque possa ostacolare la rivincita della Yamaha, Biaggi per primo, naturalmente.
In più c'è la polemica generata dallo stesso Melandri in occasione dell'annuncio del suo passaggio alla Superbike. "Vado a correre in un campionato molto, molto, molto inferiore a quello della MotoGP" - aveva detto Marco senza evidentemente pensare che si stava dando una pesante zappata sui piedi. Eh sì, perché adesso tutti i cultori delle derivate di serie l'aspettano al varco: dopo una simile frase, la vittoria è d'obbligo: e non ne basta una...
Bene, il prologo è durato abbastanza. Adesso la palla passa a Marco Melandri, e fra poco vi sapremo dire come se l'è cavata all'esordio.