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Bayliss fa scintille a Valencia

il 23/04/2006 in Sbk

Due gare fotocopia, con Corser al comando dall’inizio a due giri dalla fine e il campione della Ducati inesorabile sul traguardo. Due terzi posti, conquistati di forza, anche per Lanzi, che aiuta il compagno di squadra a rafforzare il vantaggio in classif

Bayliss fa scintille a Valencia
Il podio della STK 600

Il podio di Gara-2 con Bayliss, Corser e Lanzi. Tra i due ducatisti il loro team manager Davide Tardozzi.

Valencia –
Bayliss scatta in testa e Corser lo supera guadagnando il comando. Fin dal via la seconda manche del GP di Spagna si prospetta come una rivincita privata fra i due protagonisti della prima. Haga però è carico a palla, dopo aver dovuto rinunciare al podio in gara-1 per la rottura del cambio elettronico, e si insedia subito in terza posizione davanti a Lanzi, Abe, Walker, Pitt, Kagayama, Laconi e Toseland.

Corser però questa volta non indugia: spinge forte e al quarto giro ha già 2” su Bayliss, ma commette un errore e in un solo giro si mangia 7 decimi. Bayliss però è sotto pressione perché Haga gli è alle costole e gli fa capire che vuole passare. Brutta faccenda, quando Haga vuole passare...


Così Corser riprende a guadagnare terreno, mentre Fuertes, Clementi e Kagayama cadono e Alfonsi e Iannuzzo si ritirano. Al nono giro Xaus è protagonista di una spettacolare caduta che lo vede rialzarsi zoppicante. Peccato: stava facendo ancora una gran bella gara. La classifica al decimo giro vede Corser al comando con 2”2 su Bayliss, mentre Haga sembra essersi arreso o appagato dal terzo posto che Lanzi, impegnato a difendersi dagli attacchi consistenti di Abe, Walker, Pitt e Laconi, non vede alla sua portata.
La corsa si accende di rinnovato interesse appena ci si accorge che Bayliss ha nel polso, nel motore e nelle gomme, ancora margine sufficiente per riportarsi su Corser. Il suo distacco cala vistosamente: l’australiano della Ducati guadagna oltre mezzo secondo al giro sul suo connazionale della Suzuki, e all’inizio del quattordicesimo giro gli è a ruota. Intanto Abe ha passato Lanzi insediandosi al quarto posto.
L’impressione è che stia per ripetersi il copione della prima corsa: Corser e Bayliss aspettano chiaramente l’ultimo giro, mentre Haga si vede risucchiare dalla coppia Abe - Lanzi il piccolo vantaggio che gli garantiva il terzo posto.


A due giri dalla fine Corser conduce con un decimo di secondo su Bayliss; terzo è Haga a 13”6, seguito da Abe e Lanzi. A un giro dal termine Bayliss si decide, attacca Corser, lo supera senza apparente difficoltà, e guadagna qualche metro; alle spalle dei primi due Abe e Lanzi infilano un rassegnato Haga, quindi Lanzi aumenta il passo, trova la grinta giusta, prende Abe e se lo mette d’autorità alle spalle riprendendosi il terzo posto.
Il finale non riserva altre sorprese, ma solo emozioni forti perché Bayliss fa la lepre e Corser fa dei numeri paurosi per riavvicinarsi alla Ducati. Niente da fare: Bayliss si concede la sua meritata doppietta, e Corser limita i danni col secondo posto. Terzo Lanzi che regola Abe, Haga e il trio dei piloti Kawasaki, nell’ordine Nieto, Walker e Laconi. Decimo, e primo dei piloti Honda, è Michel Fabrizio, che si piglia il lusso di battere in volata Toseland, Nakatomi e Foret, classificatisi tutti entro mezzo secondo.



La rossa Ducati Xerox di Bayliss scatta davanti a tutti, seguita dalla Suzuki di Corser, dall’altra Ducati Xerox di Lanzi e dalla Kawasaki di Nieto. A metà del primo giro, Corser sorprende Bayliss e lo infila d’autorità strappandogli il comando. Bayliss gli si incolla a ruota mentre Lanzi li segue a mezzo secondo e Nieto a 1”7. Intanto Haga si fa avanti e supera Abe conquistando il quinto posto. Al terzo giro Haga approfitta di un errore di Nieto e passa quarto, puntando con decisione su Lanzi, che occupa il terzo posto a 2” dalla coppia di testa.
Formidabile anche in questo caso la compattezza dello squadrone Kawasaki PSG-1: Nieto è sesto, Laconi è settimo e Walker ottavo: tutti in un secondo.
Al sesto giro Haga è a ridosso di Lanzi e comincia a disturbarlo; un giro più tardi gli è davanti, ma Lanzi non lo molla.


totale per le Honda: Toseland, il migliore in sella alla Fireblade, è decimo e lotta con Xaus; seguono Fabrizio e Barros al sedicesimo e diciassettesimo posto, preceduti anche da Foret con la Suzuki privata, quindi Bussei, ventitreesimo.
Al dodicesimo passaggio, Corser taglia il traguardo con otto decimi su Bayliss, invece Lanzi si riprende il terzo posto ai danni di Haga. Per il terzo gradino del podio sono in lotta Lanzi, Haga e Abe, ma Nieto li ha nel mirino e potrebbe ricongiungersi; lo stesso vale per Kagayama, che ha scavalcato in successione Walker e Laconi, e ora punta sul pilota leader della Kawasaki. Xaus ha vinto il duello con Toseland e ora la prima delle Honda è undicesima.


A sei giri dalla fine Nieto è costretto alla resa per un guasto, e un giro più tardi Walker commette un errore, finisce sull’erba e scivola in fondo alla classifica. Al diciannovesimo giro Bayliss supera Corser e allunga rifilandogli un secondo; lo stesso fa Lanzi, che riesce così a scrollarsi di dosso i pericolosi Haga e Abe. Sesto è Kagayama che precede Xaus, Laconi, Toseland, Pitt e Barros. All’ultimo giro Bayliss spinge a fondo e stacca Corser di 2”7 andando a vincere in tutta tranquillità; Lanzi è terzo a 14”2, mentre Abe vince il duello con Haga per il quarto posto; per un soffio il pilota della Yamaha-Italia riesce a conservare almeno il quinto, difendendosi in volata da un Kagayama in fortissimo recupero. Grande gara di Xaus, che si piazza settimo davanti a Laconi e Toseland.

Nessuno batte Charpentier, nemmeno nello scatto iniziale, che anche in questo terzo episodio del Mondiale Supersport 2006 lo proietta subito al vertice della corsa fin dalla partenza. Un giro solo, e il suo vantaggio è già di sette decimi su Fores e Curtain, che hanno passato Fujiwara, a sua volta insidiato da Sofuoglu, mentre Parkes è già in forte ritardo. Al quarto giro cade Sofuoglu e Parkes passa quinto davanti a Tiberio, Harms e a Brooks, che difende meglio che può i colori della Ducati, visto che anche Zaiser è già fuori gara per una caduta.


In sei giri Charpentier ha già messo quasi 2” fra sé e i più vicini avversari, che sono Curtain, Fores, Fujiwara e Parkes in accesa battaglia; Roccoli e Vizziello, primi degli Italiani, duellano all’undicesimo e dodicesimo posto.
Al decimo giro Curtain e Fujiwara sono a contatto di gomito, mentre Parkes è quarto dopo aver avuto ragione di Fores che arretra, superato anche da Tiberio e Harms. La corsa prosegue, piuttosto monotona: Charpentier si amministra senza pressione, pago di guadagnare una manciata di decimi al giro e anche Fujiwara non insiste a pungolare Curtain, avendo probabilmente deciso di controllarlo in vista di un possibile attacco decisivo nel finale.


L’unico motivo di interesse è la rimonta dello spagnolo Jordi Torres, che in forte progressione ha rimediato a una brutta partenza con sorpassi a ripetizione che lo hanno portato al quinto posto.
I giochi sono comunque fatti: Charpentier a due giri dalla fine è al comando con 7” su Curtain, che ha il secondo posto in mano poiché Fujiwara ha chiaramente mollato, facendosi staccare di 2” dall’australiano della Yamaha. Il traguardo finale non vede cambiamenti e i piloti lo passano sgranati, senza volate, ma forse con una certa dose di rassegnazione. Speriamo che a Monza il gioco delle scie porti qualche emozione in più.

Polita è il più lesto a lasciare la linea di partenza, seguito da Napoleone, Martinez, Badovini, Silva, Scassa e Rocamora. Al secondo giro in testa si è già formato un terzetto, composto da Polita, Silva e Napoleone, che ha staccato di oltre 1” un gruppo guidato da Badovini, che è seguito da Saltarelli, Martinez, Rocamora, Scassa, Morais, Baiocco, Corti e Sacchetti. Al terzo giro Napoleone commette un errore che lo riporta nelle ultime posizioni, e Silva passa al comando ai danni di Polita, che un giro più tardi gli restituisce il favore. Badovini ora è terzo e aumenta il ritmo per ricongiungersi coi primi due, mentre Scassa, settimo, sembra aver trovato il passo giusto.


Effettivamente lo ha trovato, e lo dimostra presto stabilendo il giro più veloce e migliorandoloil giro dopo con un limite eccellente: 1’39”9, considerando le cattive condizioni della pista.
A tre giri dalla fine Silva si riporta al comando tallonato da Polita, mentre Badovini è ormai staccato a 2”2 dai primi. Scassa invece è in piena rimonta ed è alle spalle di Rocamora, che attacca per il quarto posto. Quattro Italiani seguono dall’ottavo all’undicesimo posto, sono Sacchetti, Corti, Saltarelli e Baiocco. Sacchetti passa Morais e si insedia al settimo posto, mentre Scassa abbassa ancora il primato sul giro portandolo a 1’39”8.


Al’ultimo giro Polita torna al comando davanti a Silva e prova a tenerlo a distanza. Lo spagnolo invece gli si incolla a ruota e tenta in tutti i modi di trovare un varco in cui infilarsi, ma Polita è bravissimo, freddo e corretto: non concede un solo spiraglio, stabilisce il nuovo giro più veloce in 1’39”789 e taglia il traguardo per primo vincendo una corsa ampiamente meritata. Badovini coglie un bellissimo podio per sé e per la MV, mentre Rocamora pur pressato da Scassa, riesce a conservare il quarto posto per tre decimi di secondo. Sesto si piazza Sacchetti con la Kawasaki del Team PSG-1 e ottavo Corti, che alla vigilia era stato inserito d’autorità fra i favoriti, visti gli eccellenti tempi ottenuti su questa pista durante i test invernali.

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