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Superpole: Corser vince il duello

aggiornato il 22/04/2006 in Sbk e corse

Ritmi non elevatissimi, a causa del vento e del freddo, ma Lanzi, Bayliss e Corser hanno dato comunque il meglio, e il campione del mondo alla fine ha imposto la sua legge. Grande affermazione di squadra della Kawasaki, Charpentier inattaccabile nella SS.

Superpole: Corser vince il duello
L'australiano della Yamaha Motor Germany, Kevin Curtain, prenderà il via dalla seconda posizione in griglia.

di Luigi Rivola, foto Alex Photo


Corser e Lanzi si fanno i complimenti a vicenda per i risultati ottenuti nella Superpole. L'australiano partirà per primo, l'italiano terzo.

Valencia –
Rolfo parte per primo, guida pulito, ma un po’ troppo prudente per una superpole. Il risultato è 1’36”786, un tempo più lento di quello stabilito in prova. Parte Pitt e già al primo intertempo è in vantaggio su Rolfo; il margine raggiunge i 7 decimi nel secondo intertempo e si mantiene su mezzo secondo alla fine.

Laconi, uno che ha scalato la vetta della superpole più volte con la Ducati, con la Kawasaki si butta con grande impeto e dopo un giro tutto all’attacco chiude in 1’35”410, portandosi provvisoriamente al comando.

Grande attesa per Barros, ma le difficoltà della Honda a Valencia, priva del controllo di trazione, sono note, e la superpole è deludente per i tifosi del brasiliano, che devono rassegnarsi a vederlo in fondo alla classifica provvisoria. La prova del nove per la Honda viene subito dopo l’arrivo di Barros, quando prende il via Toseland. L’ex campione del mondo guida al massimo delle possibilità sue e della moto, con derapate lunghissime e paurose, ma il cronometro è inesorabile e gli consente solo, con1’35”784, di piazzarsi alle spalle di Laconi.
È il turno di Foret con la Suzuki; il francese non commette errori e non si esibisce in prodezze; in conclusione si trova alle spalle di Pitt. Considerando che Laconi è ancora primo, interessante è la prova di Nieto, suo compagno di squadra che quest’anno sta mostrandosi in gran forma; Nieto è all’altezza di questa sua ritrovata fama e con un giro pulitissimo e molto redditizio compie il sorpasso che vale doppio: primo nella classifica provvisoria e primo dei piloti del Team PSG-1. Ma c’è ancora Walker...
Sorprendente il terzo tempo di Abe con la Yamaha France in 1’35”7, ma gli occhi sono puntati ora su Lanzi, che dopo aver pareggiato i conti coi migliori nei primi due intertempi, accelera nel terzo tratto cronometrato e si porta al comando con 1’35”203. Da uno come Xaus, in possesso di una validissima Ducati privata, ci si può aspettare di tutto, ma l’inizio di questa sua superpole è scoraggiante: perde sei decimi nel primo tratto, è sotto di quasi 1” alla fine del secondo, e chiude in 1’36”362 piazzandosi al settimo posto provvisorio alle spalle di Pitt.
E ora la verifica viene anche per la Yamaha: scende in pista Haga, sfreccia sul rettilineo alla fine del giro di lancio e si avventa sul percorso a caccia del risultato eclatante, che però gli sfugge: nonostante il suo impegno, la R1 taglia il traguardo in 1’36”1, lasciando al suo pilota la magra soddisfazione di sistenarsi davanti al compagno di squadra.


Martin invece stupisce: conquista il primato nel primo intertempo, lo stesso fa nel secondo, ma perde qualcosa nel finale; il suo tempo, 1’35”203, lo colloca al secondo posto, dietro a Lanzi. Ma arriva Walker e anche il fresco primato di Martin crolla nel primo tratto, ma non nel secondo, e al termine del giro l’inglese della Kawasaki si ritrova solo quinto, ultimo del terzetto del Team PSG-1, che si riconferma in questa occasione squadra fortissima.
Ed ecco il gran finale. Tocca prima a Bayliss, che spinge forte, batte tutti nei tre intertempi e alla fine è primo non solo in classifica, con 1’35”175, ma anche in velocità massima: 283 km/h. Quando parte Corser, il silenzio è totale: il campione del mondo accusa un ritardo di 2 decimi nel primo tratto, ma recupera subito e conclude il secondo con 65 millesimi di vantaggio; insiste, non commette errori, magnificamente assecondato da quella Suzuki che si è ritagliato su misura, e quando taglia il traguardo è primo, definitivamente primo, con 183 millesimi su Bayliss, unico ad essere sceso sotto 1’35”.

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 Valencia -Tutto è rimandato alla Superpole, sperando che non sia bagnata. A Bayliss non è servito essere il più veloce del secondo turno di prove ufficiali per portarsi al vertice della graduatoria dei tempi, e Corser non ha perso neanche una posizione piazzandosi addirittura undicesimo. Il tempo qui a Valencia non è clemente: ci aspettavamo un anticipo dell’estate, invece, anche se non è freddo, a sorpresa è arrivata l’acqua. Le prove della mattinata di sabato si sono disputate con molto vento e senza pioggia, ma era piovuto durante la notte e le condizioni non si sono rivelate ideali per limare decimi su decimi rispetto all’approccio di ieri.


Così Bayliss è stato il più rapido, in 1’35”260, ma non è riuscito a migliorare il tempo di ieri neanche di quei pochi millesimi che gli sarebbero bastati per passare davanti a Corser.
L’unica novità interessante del secondo turno è il passo in avanti di Walker, che con la sua Kawasaki ha guadagnato parecchie posizioni portandosi al terzo posto ai danni di Martin e della sua Petronas.


I due Italiani che debuttano sulla Honda Fireblade SBK: Nannelli col Team DFX in sostituzione di Chili per quattro GP e Bussei, che ha preso provvisoriamente il posto di Muggeridge nel pluridecorato team Ten Kate, stanno ancora facendo apprendistato: il primo è attualmente ventitreesimo in 1’37”0 e il secondo è ventiseiesimo in 1’37”5.


Le Honda comunque sembrano piuttosto impacciate qui a Valencia; al momento la migliore è quella di Toseland solo dodicesima davanti a quella di Barros.

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Valencia – Charpentier gioca al gatto e al topo. Dopo aver cercato e ottenuto il tempone nel primo turno di prove, nel secondo si è tenuto un buon margine, sicuro che nessuno sarebbe riuscito a strappargli la pole. E dire che ci hanno provato! Curtain, dopo aver lasciato sfogare il compagno di squadra, leader venerdì dei piloti Yamaha, ha deciso che era il momento di ribadire chi detta legge fra i due piloti australiani del team tedesco e ha aperto con decisione risparmiando 1” sulle sue precedenti qualifiche e installandosi con 1’37”698 alle spalle dell’irraggiungibile Charpentier. Parkes non ha reagito, anzi ha girato più piano di ieri, facendosi quindi superare in classifica anche da Fujiwara con la Honda del Team Megabike.


I primi tre nel secondo turno di prove sono racchiusi in tre decimi, e questo potrebbe indurre a sperare in una grande battaglia domani, se la pioggia non vorrà metterci lo zampino. Ma è una speranza comunque latente, perché è chiaro, dopo aver preso atto dell’1’36”91 di Charpentier nel primo turno, che il campione del mondo ha nel polso – ben supportato dalla sua CBR600RR – il margine sufficiente per regolare gli avversari e le loro attuali dotazioni tecniche.
Veneman, con un onorevole settimo posto, ha ottenuto la piccola soddisfazione di essere il primo pilota della Suzuki, precedendo tra l’altro Kenan Sofuoglu, seconda guida del Team Ten Kate e staccato di 1”50 dal caposquadra Charpentier. Zaiser è quattordicesimo con la Ducati, mentre Berger e Chambon navigano tristemente in venticinquesima e ventiseiesima posizione con le Kawasaki.


I due piloti del Team Italia hanno invertito le posizioni rispetto a ieri: Vizziello, che sembrava essersi adattato meglio alla pista spagnola, è scivolato dalla undicesima alla quindicesima posizione, mentre Roccoli, ieri in crisi, oggi ha guadagnato sei posti e partirà dodicesimo.

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Valencia – La MV c’è. Davvero. Non è un sogno. Se ieri la pole provvisoria di Scassa aveva generato entusiasmo, ma anche perplessità, viste le prestazioni ben meno eclatanti delle altre F4, oggi a Valencia è arrivata una conferma importante della competitività della blasonata quattro cilindri italiana, che è stata sì superata di un soffio dalla Kawasaki di Silva, un pilota molto veloce, oltretutto avvantaggiato dal fatto di giocare in casa, ma che ha comunque mantenuto il secondo posto con Scassa e soprattutto si è fatta largo con grande autorevolezza, verso il quarto posto e la prima fila, anche con Badovini. Due MV in prima fila in una corsa valida per un titolo mondiale, che non è quello della ipertecnologia, ma quello delle moto di serie di altissimo prestigio: un confronto che i Giapponesi non vorranno certo perdere.


Lasciatemi fare il tifo: sapeste quante volte ho sentito la frase: contro i Giapponesi non c’è niente da fare... Eppure la Ducati ce l’ha fatta tante volte nella SBK e qualche volta anche nella MotoGP. Perché dunque non può farcela anche la MV? Magari cominciando dal pur difficile terreno delle Superstock?


ha dato fondo alle sue risorse ed ha portato la sua Kawasaki in pole position girando in 1’39”194, il che significa che neanche un decimo lo difende dagli attacchi che certamente Scassa gli porterà domani, quando molti dei dieci piloti che hanno chiuso le prove nello spazio di 1” , tra cui senz’altro Polita – oggi terzo – uno che ci sguazza nella bagarre, si troveranno a sgomitare per i tre gradini del podio. Ci sarà anche Badovini, che pur avendo girato molto meno degli avversari, a causa di una sequenza di problemi, nel secondo turno ha spiccato con apparente facilità il tempo di 1’39”484, pochi millesimi di distacco dai primi tre.


invece il dodicesimo posto di Corti, che non è riuscito a scendere sotto 1’40”, e invece c’è da compiacersiper il ritorno di Matteo Baiocco, che con la R1 si è lasciato alle spalle piloti esperti e capaci di ottimi risultati, come Chiarello e Dionisi.

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