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8 Ore di Suzuka: prime prove

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Fortissime nel primo turno di qualificazione le Honda gommate Bridgestone. La Suzuki è terza e la Yamaha quinta. Gli equipaggi italiani puntano a concludere la gara

Samuela De Nardi, in gara con l'Aprilia RSV Mille

foto Alex Photo

Kazuki Tokudome con la Honda-Bridgestone ha ottenuto il miglior tempo

SUZUKA (Giappone)
– il caldo è soffocante, l’umidità non ti lascia respirare e 77 equipaggi sono pronti a gettarsi nell’inferno. Benvenuti alla 8 ore di Suzuka, l’unica gara di durata che si corre a ritmo da gran premio su una pista che solo a girarci in motorino mette i brividi: dopo la tragedia di Daijiro Katoh qualcosa è stato fatto, il terribile curvone a destra dove nel 2003 Marco Melandri cadde in prova con la Yamaha M1, adesso è rallentato da una nuova chicane.
Ma è un semplice palliativo, le barriere negli altri punti restano vicinissime.
Le teste matte giapponesi ignorano il pericolo e non si risparmiano, il record Superbike è già stato abbassato di un secondo. E siamo appena all’inizio…


Oggi si sono disputate le prove di qualificazione che hanno designato i venti equipaggi che sabato pomeriggio si giocheranno una Superpole doppia: il pilota più lento di ciascuna squadra va in pista per l’Attack Stage, l’altro si gioca il Jump Up. Vale la migliore prestazione per definire posizioni di partenza che qui conta poco: il via viene dato con la procedura tipo Le Mans, le moto schierate in fila al muretto dei box rette da un meccanico e il pilota che scatta dall’altra parte delle pista.
La 8 ore è la gara della Honda che non perde dal 1996: l’ultimo sgambetto fu firmato da Nori Haga e Colin Edwards con la Yamaha R7. Da allora l’HRC ha sempre dominato schierando molto spesso anche gli assi della 500-MotoGP. Valentino Rossi ha disputato questa gara nel 2000 (caduta e ritiro dopo 4 ore) e nel 2001, trionfando in coppia con Edwards. Quest’anno era stato convocato Marco Melandri, ma gli ultimi cambiamenti di calendario MotoGP hanno sovrapposto Suzuka con il GP di Germania e addio nuova sfida italiana.


La Honda allora ha puntato sulla promessa Superbike Chris Vermeulen(che farà coppia con Katsuaki Fujiwara, ufficiale Supersport) e sui senatori come Tohru Ukawa che ha già vinto quattro volte e può diventare il plurivittorioso. Avrà a fianco il 23enne Riyuichi Kiyonari, solitamente impegnato nella SBK britannica dov’è secondo dietro il compagno Michael Rutter. I due equipaggi utilizzano la CBR-RRW, versione “factory” della Fireblade. Le gomme sono Michelin e lo sponsor principale è la Seven Star, marchio della Japan Tobacco che è titolare pure della Winston che colora le moto del Mondiale. Per andare sul sicuro poi la HRC ha affidato altre quattro moto a formazioni satellite. Una di queste, affidata a Yamaguchi e Tokudome ed equipaggiata con le Bridgestone, ha realizzato il migliore tempo in 2’08”245 facendo restare tutti a bocca aperta. Tra i due, a firmare l’impresa è stato Kazuki Tokudome, 23enne ex della 125GP. Le gomme soffici Bridgestone hanno strappazzato la concorrenza centrando il primo e il secondo tempo. Ci sono cinque moto con gomme nipponiche nei primi dieci: peccato per la Ducati che la MotoGP non faccia più tappa a Suzuka…

Vermeulen ha trovato traffico (non è difficile, visto l’altissimo numero di iscritti!) e non è riuscito a mettersi in luce come avrebbe voluto. L’australiano, mai sceso sotto il muro di 2’”12, è stato più lento anche di Fujiwara che ha fatto 2’11”368 incappando in un’altra scivolata al mattino dopo quella rovinosa nei test d’inizio mese. La Honda numero 11 ha soltanto il dodicesimo tempo. “Ma per la gara sono molto sereno, il nostro passo è molto buono e sono convinto che insieme a Fujiwara ce la possiamo giocare” dice il talento scoperto da Barry Sheene.
La Suzuki fa paura: Kagayama e Watanabe hanno già piegato la Honda nella 300 chilometri che si disputa in giugno e serve per scaldare i motori in vista della 8 ore. E domenica torneranno all’attacco perché la GSX-R non vola solo nel Mondiale, ma anche qua. C’è l’incognita gomme, la Suzuki ha puntato sulle Dunlop che in MotoGP sono anni luce lontane dalle Michelin. Ma Suzuka e la 8 ore sono un altro mondo dove tutto può succedere.
In qualifica è andata forte anche la Yamaha R1: la marca di Iwata corre in veste un po’ mascherata ma la moto è ufficialissima e l’ancora arzillo Wataru Yoshikawa, 38 anni, vecchia conoscenza del Mondiale, l’ha portata al quinto posto con un eccezionale 2’09”597: la vittoria di Haga a Brno non è stata frutto del caso.
I due coraggiosi equipaggi italiani chiudono la fila. Con la Suzuki prenderanno il via Roberto Ruozi, Andrea Giachino e Moreno Codeluppi mentre sull’unica Aprilia RSV saliranno Federico Aliverti, Daniele Veghini e la graziosa Samuela De Nardi. Si gira dieci secondi più pianodei migliori ma il vero obbiettivo è arrivare al traguardo.
I tempi delle qualifiche:



1. Yamaguchi-Tokudome (Honda CBR-RR/Bridgestone) 2’08”245 media 163,400 km/h;
2. Tsujimura-Itoh (Honda CBR-RR/Bridgestone) 2’08”820;
3. Watanabe-Kagayama (Suzuki GSX-R/Dunlop) 2’09”178;
4. Degushi-Teshima (Honda CBR-RR/Bridgestone) 2’09”547;
5. Nakatomi-Yoshikawa (Yamaha R1/Dunlop) 2’09”597;
6. Kiyonari-Ukawa (Honda CBR-RRW/Michelin) 2’09”759;
7. Hamaguchi-Moriwaki (Honda CBR-RR/Bridgestone) 2’10”097;
8. Kitagawa-Philippe (Suzuki GSX-R/Dunlop) 2’10”370;
9. Matsudo-Camier (Honda CBR-RR/Dunlop) 2’10”417;
10. Aoki-Yasuda (Honda CBR-RR/Bridgestone) 2’10”691;
11. Fujiwara N.-Osaki (Yamaha R1/Dunlop) 2’10”705;
12. Fujiwara K.-Vermeulen (Honda CBR-RRW/Michelin) 2’11”368.

La Suzuki è per il momento al terzo posto. Qui è guidata da Kagayama

Chris Vermeulen è il pilota di punta della Honda, ma per ora sta ancora facendo tattica

Samuela De Nardi, in gara con l'Aprilia RSV Mille

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