Sbk e corse
Test Qatar SBK: Suzuki in pole
Kagayama primo e Corser secondo. Così si chiudono gli ultimi test della SBK a una settimana dal via del Mondiale, che vede quindi le GSX-R virtualmente favorite. Terzo ancora il sorprendente Cardoso con la Yamaha privata. Brutta caduta di Toseland
Yukio Kagayama, miglior tempo a Losail
Losail – La Suzuki ha chiuso i test precampionato davanti a tutti e la Ducati trema: con le gomme soffici Yukio Kagayama è riuscito a sorprendere perfino il suo compagno di squadra Troy Corser, mentre Jose Luis Cardoso si conferma al terzo posto migliore dei piloti Yamaha. E la Ducati arranca: Règis Laconi ha salvato la giornata centrando il quarto crono con le soft ma con quella da gara si era parcheggiato in un’anoma nona piazza.
Peggio ancora è andata a James Toseland che è scivolato in apertura dell’ultimo turno procurandosi una serie di gravi contusioni costali e una ferita al gomito. Il pilota inglese non ha perduto conoscenza ma è rimasto immobile sulla pista costringendo la direzione di gara ad esporre bandiera rossa per prestare soccorso. Toseland avrà bisogno di un paio di giorni di riposo ma la sua presenza al via del GP del Qatar che si corre sabato 26 settembre non è in dubbio.
L’impresa di Kagayama ha leggermente oscurato il volto di Corser che evidentemente ci teneva a chiudere i test davanti. “Ho un altro mezzo secondo in tasca, lo tiro fuori al momento opportuno” - ha scherzato (ma mica tanto…) il fuoriclase australiano.
Negli ultimi minuti il vertice della classifica è cambiato di continuo e prima degli affondi Suzuki c’era stata gloria anche per Sebastien Gimbert, per qualche minuto primo con la Yamaha France.
L’ultima emozione l’ha offerta Cardoso che allo scadere è transitato con tre decimi di vantaggio su Kagayama al secondo intertempo. “Nella stessa curva di Toseland ho commesso un errore sprecando il miglior tempo, ma va bene anche così” ha detto il trentenne di Siviglia in forza al team DFX. Per adesso le uniche Yamaha un po’ in ritardo sono quelle di Haga, nono, e Pitt, dodicesimo. Ma la squadra italiana ha parecchio materiale da provare e c’è da scommettere che da giovedi prossimo anche Noriyuki tornerà protagonista.
Sul finire delle prove si è svegliata anche la Kawasaki, Walker è settimo ad un secondo esatto da Kagayama. Invece non si è proprio vista la Honda. I due della Ten Kate, Vermeulen e Muggeridge, sono stati messi a terra da una forte forma influenzale e oggi sono scesi in pista solo per onore di firma. Chili attende ancora il motore “buono” che gli arriverà mercoledi, giusto in tempo per le prove. Intanto il bolognese ha offerto qualche sprazzo: prima che tutti mettessero le gomme da tempo era decimo. Lui la soft non l’ha voluta provare, aspetta di avere i cavalli giusti.
Anche Ben Bostrom è in netto ritardo di preparazione, intanto ha tolto tre secondi rispetto al primo giorno ma sono sempre più di due quelli che mancano all’appello…
C’erano pochi dubbi, adesso è una certezza: la Honda sarà anche nel 2005 la moto da battere in Supersport. Yamaha e Ducati hanno fatto passi avanti ma ancora non basta, la CBR600RR è sempre là davanti a menare la danza.
Nella giornata finale dei test di Losail Sèbastien Charpentier ha ribadito la supremazia già emersa il primo giorno. Il francese è stato decisamente il più veloce in tutte le sessioni dando distacchi imbarazzanti, superiori ad un secondo!, a tutti, compagni di marca compresi.
Michel Fabrizio è tornato in albergo nero di rabbia. Non tanto per il quarto tempo, ma perché in due giorni non è riuscito né ad accorciare le distanze dal francese né a trovare una gomma anteriore in grado di reggere oltre quattro-cinque giri.
“Ho provato sempre lo stesso tipo e alla fine delle prove mi hanno detto che Charpentier ne ha usata un’altra, più soffice della mia - si è lamentato il pilota romano - “A questo punto devo dire che sono stati due giorni buttati via, la mia Honda va forte ma se non riesco a trovare il modo di far bastare più a lungo l’anteriore non andrò da nessuna parte.”
Anche Charpentier però non ride da questo punto di vista: ha provato a fare una simulazione ma dopo undici passaggi il suo tempo è salito di brutto. “Avremo tutti problemi, vincerà chi riuscirà ad arrivare a tre-quattro giri dalla fine in condizioni di aderenza accettabili” dice Fabrizio. La gara di sabato 26 febbraio si correrà sulla distanza di 18 tornate. Il nostro eroe non avrà da fare i conto solo con Charpentier, ma anche con lo scomodo compagno di squadra Fabien Foret che alla fine è balzato al secondo posto, due decimi davanti al romano.
E’ in crescita anche la Yamaha: l’australiano Kevin Curtain ha ottenuto infatti il terzo crono, ma è andata peggio al connazionale Broc Parkes, che ha guidato con la mano destra fratturata in un recente incidente con la minimoto. Gianluca Vizziello, che per questa pazzia ha perso un titolo Europeo, evidentemente ha fatto scuola…
Segnali di guerra arrivano anche dal fronte Ducati. La 749R ha fatto segnare la velocità più alta di tutti, 280 km/h contro i 275 di Yamaha e Honda. Gianluca Nannelli non è andato oltre il sesto tempo “ma come ritmo gara non sono lontano, siamo appena scesi in pista e abbiamo sfruttato i test per fare un sacco di prove – spiega il toscano – Non siamo lontani, stiamo preparando qualche bella sorpresa…”
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