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Vite da corsa: Nicolò Bulega

Fabio Fagnani
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Dai primi passi, al titolo europeo, l'avventura nella VR46 Riders Academy, lo SKY Racing team, le gioie e le delusioni di un pilota che ora con Gresini sogna di tornare sul podio

Nicolò Jarod Bulega è nato a Montecchio Emilia, il 16 ottobre 1999, da papà Davide, ex pilota professionista, e da mamma Nathalie Carlini. Il suo secondo nome, Jarod, è stato scelto propria dalla mamma Nathalie, originaria della Germania. Con un papà pilota è stao praticamente impossibile non riuscire ad innamorarsi del mondo dei motori e della velocità. Dopo una carriera iniziata sotto i riflettori del Motomondiale e segnata da aspettative altissime, ha saputo reinventarsi e costruire una seconda fase vincente in Superbike.

Nicoló Bulega è certamente da considerarsi tra i migliori talenti italiani sulla piazza e, seppur giovanissimo (20 anni ancora da compiere), vanta già quattro stagioni mondiali alle spalle e due podi

Le origini e l’esplosione nel CEV Moto3

L’anno che dobbiamo segnare come l’inizio della carriera di Nico è il 2007. Aveva otto anni e per la prima volta prende parte al campionato italiano di minimoto. È qui che apprende i primi fondamentali della guida in moto e della bagarre. Stagione dopo stagione i risultati migliorano e il suo nome inizia a girare tra i talent scout della Romagna. È così che si arriva al 2011, la stagione del primo trionfo. Anzi, del doppio trionfoBulega si mette in evidenza giovanissimo vincendo il Campionato Europeo Moto3 Junior CEV e quello italiano, affermandosi come uno dei prospetti più interessanti della sua generazione. L’approdo nel Motomondiale arriva con grande anticipo rispetto a molti coetanei, e con esso anche un carico di aspettative elevatissimo. Il talento tecnico è evidente: guida pulita, grande sensibilità sull’anteriore e velocità naturale sul giro secco. La vicinanza della famiglia lo stimola a fare sempre meglio, anche perché papà Davide è molto attento alla crescita di Nicolò. 

La terra promessa, la Spagna... ed è campione nel 2015

Nel 2014 lascia l’Italia per prendere parte al campionato spagnolo di velocità, partendo dalla categoria Moto3. L’approccio alla nuova classe e al nuovo campionato lo mettono in difficoltà, ma al debutto riesce a chiudere al sesto posto in classifica.
L’apprendistato alla Moto3 del Campionato Spagnolo di Velocità (CEV) vale oro, perché riesce a conquistare delle skills che non sapeva di avere all’interno di quel meraviglioso talento che si ritrova sulle spalle. Ed è così che grazie a tre terzi posti, tre secondi posti e una sola vittoria, caso più unico che raro, riesce a conquistare il CEV della stagione 2015. Il campionato era in bilico fino all’ultima gara, quella del GP di Valencia. Nello stesso anno Bulega prende parte alla classe Moto3 del motomondiale, sempre a Valencia, come wild card a bordo di una KTM RC 250 GP dello SKY Racing Team VR46. Riesce a chiudere in dodicesima posizione, ottenendo quattro punti e arrivando appena dietro il suo futuro compagno di squadra Andrea Migno e davanti al futuro Campione del Mondo di Moto2 Pecco Bagnaia.

VR46 Riders Academy, la grande famiglia di Rossi

È già qualche anno che Nicolò fa parte dell’Academy di Valentino Rossi e si allena, insieme a Franco Morbidelli, Luca Marini e Valentino stesso al Ranch di Tavullia, ma nel 2016 accade qualcosa di importante per Nicolò. Bulega entra a far parte dello SKY Racing Team VR46, con i compagni di squadra Andrea Migno, Romano Fenati e Lorenzo Dalla Porta. Durante il GP del debutto, a Losail, in Qatar, conquista il sesto posto dopo aver lottato a lungo per conquistare un posto nella top five, ma alla fine finisce la sua corsa a ridosso della stessa. Niente male per un esordiente. Nicolò riesce a conquistare altri punti in Texas, ad Austin, rimanendo a secco in Argentina. Ma è a Jerez che avviene la prima grande gara di Bulega in Moto3. Con una rimonta su Brad Binder epica ed incredibile, dal fondo della classifica al primo posto. Bulega riesce a conquistare il suo secondo podio nella stagione del debutto durante il Gran Premio del Giappone. Nonostante i buoni risultati, la stagione non si chiude nel migliore dei modi per via dei due ritiri consecutivi in Australia e in Malesia e il diciassettesimo posto a Valencia. Chiude la stagione al 7º posto in classifica piloti con 129 punti.

Fra alti e bassi

Nella stagione seguente, la sua seconda nel Motomondiale con lo stesso team e la stessa moto dell’anno precedente. Le sue prestazioni non sono migliori dell’anno del debutto, anzi, peggiorano. Nicolò ottiene solo un quarto posto nel GP della Germania e una pole position in Giappone, ma in gara è solo dodicesimo. A Valencia, nel GP finale del calendario, si fa male al piede destro dopo una caduta. Chiude la sua stagione al dodicesimo posto in classifica piloti con 81 punti.
Nel 2018 continua con lo stesso team in Moto3 anche se Nicolò spingeva per salire di categoria. Purtroppo questa stagione parte male e finisce malissimo. Salterà la parte finale della stagione per via di un infortunio che lo terrà lontano dall’asfalto per molte settimane.

Il salto in Moto2

Nella stagione seguente arriva finalmente il passaggio in Moto2. Nicolò lo desiderava da tempo poiché nell’estate di qualche anno prima è cresciuto di quasi quindici centimetri. Insomma, la Moto3 gli stava stretta, in senso dimensionale più che altro, aveva bisogno di aumentare la potenza del motore e della cilindrata per riuscire a esprimere il suo massimo potenziale. Il suo compagno di squadra è Luca Marini, il fratello di Valentino Rossi. Come nel 2018, non riesce a trovare buoni risultati nel corso della stagione se non un settimo posto a Brno, in Repubblica Ceca. Chiude la stagione, al di sotto delle aspettative, in 17° posizione con appena 48 punti conquistati. 

Un nuovo inizio nel team di Fausto Gresini

Per la stagione 2020 Nico approda al team di Fausto Gresini. Sia lui, gli appassionati e gli addetti ai lavori sono curiosi di vedere se Nico riuscirà a riprendere in mano il suo talento e provare a conquistare il primo titolo iridato della sua carriera."C’è tanta convinzione e credo che il percorso che stiamo facendo sia molto positivo, ha affermato lui stesso. Con il team c’è stata subito sintonia. C’è serenità e professionalità nel team e credo fosse esattamente quello di cui avevo bisogno".   Già autore di varie top10 nella sua prima stagione nei pesi medi e con una quarta piazza come miglior qualifica (al Mugello), Nicoló Bulega è certamente da considerarsi tra i migliori talenti italiani sulla piazza e, seppur giovanissimo (20 anni ancora da compiere), vanta già quattro stagioni mondiali alle spalle e due podi.

La svolta in Supersport: il titolo mondiale con Ducati

Il vero cambio di passo arriva con il passaggio nel 2022 al Mondiale Supersport. Sarà poi l'anno successivo, il 2023 che, in sella alla Ducati Bulega trova finalmente continuità, fiducia e un contesto tecnico adatto alle sue caratteristiche di guida. La stagione culmina con la conquista del titolo mondiale Supersport, risultato che rilancia definitivamente la sua carriera. Il successo non è casuale: nasce da una stagione costruita su costanza, gestione intelligente delle gare e solidità mentale.

Il salto in Superbike e la crescita tra i protagonisti

Nel 2024 con il passaggio alla Superbike ufficiale Ducati, Nicolò Bulega compie il salto definitivo nell’élite delle derivate di serie. L’adattamento è rapido: fin dalle prime gare mostra velocità e solidità, entrando stabilmente in lotta per podi e vittorie. La stagione 2025 lo vede tra i piloti di riferimento del campionato, capace di competere con i nomi più affermati della categoria e combattere fino all'ultimo per la lotta al titolo. Finirà il campionato in seconda posizione, giocandosi il titolo all'ultima gara, vinto poi dal campione in carica Troprak, che nella stagione 2026 competerà nel campionato di MotoGP.
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