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Luca Marini: la storia del "Maro"

Fabio Fagnani
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Dai primi passi sulle minimoto, al titolo MiniGP, passando per il Campionato italiano velocità e quello spagnolo fino agli esordi nel Motomondiale, ripercorriamo i passi principali della carriera di Luca Marini

Luca Marini, nato il 10 agosto 1997, è un pilota che ha costruito il proprio percorso nel motociclismo con pazienza e progressione, attraversando tutte le categorie fino alla MotoGP. Figlio di Stefania Palma, madre di Valentino Rossi, e di Massimo Marini, il “Maro” cresce a Tavullia, in un ambiente profondamente legato alle corse, ma fin da giovanissimo dimostra di voler affermarsi per meriti propri. Il suo cammino è fatto di apprendimento continuo, adattamento e maturazione, più che di exploit immediati. Sin da piccolo sulla sua moto ha sempre un logo, un bulldog con il numero 97. È il cane di famiglia che viene rappresentato con il suo anno di nascita, come fosse un porta fortuna… E rovesciato diventa un 46, più avanti passerà al 10. 

Dai kart alle minimoto: le prime vittorie

L’avvicinamento di Luca Marini al mondo dei motori avviene in tenera età. Prima i kart, poi le minimoto, con cui inizia a gareggiare a poco meno di cinque anni. Sulla carena compare fin da subito un simbolo destinato a diventare iconico: un bulldog con il numero 97, l’anno della sua nascita, che nel tempo si trasformerà prima in un 46 rovesciato e poi nel numero 10. Nel 2004 prende parte all’ultima gara del campionato europeo di minimoto nei Paesi Bassi, chiudendo con un ottimo quinto posto, e nello stesso anno ottiene la prima vittoria in un torneo di endurance organizzato da Telethon, risultato che replica poco dopo nella gara di Natale a Cattolica. Nel 2008, con la partecipazione all’Honda Junior Trophy, vince diverse gare e conferma il proprio talento, dissipando i dubbi di chi lo considerava in pista solo per il cognome che portava.

MiniGP e primi titoli nazionali

Il 2010 segna l’ingresso nel campionato Italiano MiniGp80, dove corre con una Honda 125 quattro tempi del Team Gresini. L’anno successivo passa alla categoria MiniGP80 dominando la stagione con sei pole position e sei vittorie su sei gare. Si laurea così campione italiano con largo anticipo e, con una stagione perfetta.

Gli anni nel CIV e l'ingresso nel mondo di Vale

Nel 2011, a soli quattordici anni, Luca Marini debutta nel Campionato Italiano Velocità in Moto3 al Mugello, la sua pista preferita. L’esordio è incoraggiante e, pur senza risultati eclatanti, mostra una buona solidità per un pilota così giovane. Nel 2012 resta nel CIV con il team Bierreti Racing, chiudendo la stagione all’ottavo posto in classifica.
Il 2013 rappresenta un passaggio chiave: Luca entra ufficialmente nella VR46 Riders Academy, insieme a Franco Morbidelli e Nicolò Bulega. Nello stesso anno corre nel CIV Moto3 con il team Twelve Racing, partecipa come wild card in alcune gare del CEV, il campionato spagnolo, oltre che disputare due gare nel Motomondiale. Queste esperienze attirano l’attenzione dell’Aspar Team, che lo ingaggia per la stagione successiva nel campionato spagnolo di velocità.

L'esordio in Moto2 e le difficoltà iniziali

Nel 2015, anche a causa della sua altezza di 184 cm, Marini decide di lasciare definitivamente la Moto3 e debutta in Moto2 nel CEV con il team Pons Racing, alla guida di una Kalex. La stagione si chiude con un quinto posto finale e con il primato di primo italiano sul podio della Moto2 europea, proprio nell’anno in cui la FIM riconosce ufficialmente il CEV come Campionato Europeo.
Nello stesso anno debutta anche nel Motomondiale come wildcard a Misano, ma l’esperienza è complessa. Nonostante ciò, il team Forward Racing decide di ufficializzare l'entrata di Luca Marini per il mondiale Moto2. Le prime stagioni sono caratterizzate da alti e bassi, cadute e risultati altalenanti, ma anche da segnali di crescita, come il sesto posto al Sachsenring, miglior risultato del suo primo anno completo.

La maturazione in Moto2 con VR46

Nel 2017 inizia in modo sicuramente più positivo rispetto alla stagione precedente, ottenendo un sesto in Qatar e addirittura un quinto post a Jerez. Cade in Francia, ma al Mugello conquista l’altro sesto posto della stagione. Una buona prova dietro i più veloci, tra cui Mattia Pasini, davanti a tutti nella tappa italiana. C’è anche Franco Morbidelli, che ha chiuso quarto davanti al portoghese, che si sta giocando la possibilità di vincere il titolo di Moto2. Termina la stagione al 15° posto con 59 punti. A fine stagione prende parte alla 100KM dei Campioni, un torneo amichevole di “flat track” organizzato al Ranch di Valentino Rossi. Maro partecipa in coppia con il fratello, ma è l’anno di Morbidelli che dopo aver vinto il Mondiale di Moto2 vince anche questa competizione insieme a Mattia Pasini.
Dal 2018 Luca Marini entra nello Sky Racing Team VR46, trovando un ambiente ideale per crescere. Affronta così la sua terza stagione in Moto2 insieme a Francesco Bagnaia, e i due dimostrano di aver sin da subito un grande feeling, che va oltre le due ruote. Dopo un inizio complicato, sulla pista tedesca del Sachsenring arriva il suo primo podio in carriera in Moto2, una terza posizione dietro al vincitore Brad Binder e Joan Mir. Al GP successivo, sul circuito di Brno, ottiene la prima pole position e, nel 2019, la sua prima vittoria in Moto2 a Sepang, davanti a Miguel Oliveira e al compagno di squadra Francesco Bagnaia. Una gioia immensa che lo proietta direttamente tra i migliori talenti della stagione. A Valencia, durante l’ultimo gran premio della stagione, conquista la pole position, ma in gara è costretto al ritiro. Corre nuovamente la 100 km dei campioni e si prepara ad affrontare una nuova stagione in Moto2 sempre con il team SKY. Una stagione che affronta con la massima motivazione. Il 2020 è l’anno della definitiva consacrazione nella categoria: Marini vince tre gare e chiude la stagione da vicecampione del mondo Moto2, risultato che gli apre le porte della MotoGP.

LA MOTOGP E L'ARRIVO IN HONDA

Nel 2021 debutta nella classe regina con Esponsorama Racing su Ducati, ottenendo come miglior risultato un quinto posto in Austria. Nel 2022, con il neonato Mooney VR46 Racing Team, migliora costantemente, chiudendo 12º in classifica con una prima fila in Thailandia. Il 2023 è il suo anno migliore: ottiene due podi in India e in Qatar e termina ottavo nel mondiale. Nel 2024 passa alla Honda ufficiale, affrontando un'annata difficile a causa della poca competitività della moto. Chiude il campionato il 22° posizione, con 14 punti totali, risultato legato principalmente alle difficoltà tecniche della Honda riscontrate durante tutto il corso dell’anno. Nonostante ciò, Marini affronta l’annata con professionalità, lavorando sullo sviluppo e accumulando esperienza in un contesto particolarmente impegnativo.  

Il 2025: tra continuità con Honda e stagione di transizione

Il 2025 ha rappresentato per Luca Marini una stagione di transizione e consolidamento con la Honda ufficiale, dopo un 2024 estremamente complicato dal punto di vista tecnico. Nel corso della stagione emergono segnali di maggiore comprensione del progetto, anche se i risultati restano condizionati dai limiti complessivi della moto rispetto ai riferimenti della MotoGP. Il 2025 si chiude così come un anno di lavoro e pazienza, il miglior risultato in gara è stato un 6° posto ottenuto al Gran Premio di Germania, dopo esser rientrato da infortunio e aver gestito bene la gara nonostante condizioni non ottimali. Luca ha chiuso la stagione MotoGP 2025 al 13° posto nella classifica piloti con 142 punti totali, un risultato più utile per la crescita interna che per la classifica finale, fondamentale per affrontare il 2026 con maggiore consapevolezza, esperienza e un ruolo sempre più definito all’interno del progetto Honda.
Luca Marini: la storia del "Maro"
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