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MotoGP: Joan Mir, il talento tardivo

Christian Cavaciuti
di Christian Cavaciuti il 06/02/2025 in Piloti
MotoGP: Joan Mir, il talento tardivo
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Widget Pilota MotoGP — Joan Mir (compatto, light v2)

Joan Mir

Data di nascita:
Altezza:
181 cm
N. con cui corre:
36

Il campione del mondo 2020 era stato lanciato dalla splendida stagione 2017, con il titolo in Moto3 ottenuto minacciando il record di vittorie stabilito da un certo Valentino Rossi….

Nato a Palma de Maiorca nel 1997, come Jorge Lorenzo 10 anni prima, Joan Mir ha una storia del tutto diversa. Lorenzo infatti inizia piccolissimo, spinto dal padre; a 10 anni si trasferisce in Spagna e a 15 esordisce nel Mondiale 125. Joan invece non ha tradizioni motociclistiche in famiglia: il padre ha un negozio di skateboard e surf, e lui inizia a correre soltanto a 10 anni e quasi per caso, spinto da uno zio a iscriversi alla scuola di Chicho Lorenzo: sì, il padre di Jorge.

Come Max Biaggi, Joan è quindi un talento tardivo, ma non per questo meno puro: inizia con la Rookies Cup di KTM perché la famiglia non ha soldi, nel 2013, a 16 anni. Ci resta tre stagioni, non vince ma si fa notare dal team Leopard, che nel 2015 lo lancia in Moto3, a fianco dei velocissimi Fabio Quartararo e Andrea Locatelli. Dopo un breve apprendistato, Joan si trasforma in cigno diventando addirittura implacabile: dieci vittorie, due secondi e un terzo posto in 18 gare, arrivando a sfiorare il record di 11 vittorie (a dire il vero su 15 gare) di Valentino nel 1997, proprio l’anno in cui Joan veniva al mondo. Contro di lui, per dire, corre Jorge Martin che di gare ne vincerà soltanto 2.

MotoGP: Joan Mir, il talento tardivo

Joan Mir: il titolo in MotoGP

Non precoce, non ricco, ma determinato e umile, Joan resta per tanti versi un pilota atipico. Non scalpita per bruciare le tappe ma gli succede: dopo il titolo passa in Moto2 nel 2018, sulla Kalex del team Marc VDS Racing dove sostituisce Franco Morbidelli: non vince gare (due secondi e due terzi posti) e chiude sesto, ma viene ingaggiato dalla Suzuki del rientrante Davide Brivio per la MotoGP.

Brivio vede lungo, perché nella stagione 2020, peraltro anomala per l’imperversare della pandemia, Mir non è forse mostruosamente veloce ma è il più regolare: tre secondi e tre terzi posti, più la ciliegina sulla torta della vittoria nel GP d’Europa a Valencia. A fine anno, soltanto alla sua seconda stagione nella categoria e con una moto "outsider" come la Suzuki, Mir si laurea campione del mondo MotoGP.

Resta con Suzuki nel 2021 provando a difendere il titolo, ma deve accontentarsi di sei podi e del terzo posto finale. Nel 2022 è ancora con Suzuki, ma anche a causa di un lungo infortunio è solo quindicesimo.

Il passaggio in HONDA: anni difficili

Nel 2023 viene ingaggiato come pilota ufficiale da una Honda HRC purtroppo in crisi tecnica, collezionando tanti ritiri e poche soddisfazioni: ventiduesimo a fine campionato.

Non ha avuto un risvolto positivo neanche la stagione 2024, pochi punti e poche lotte, un campionto completamente in sordina. termina con un ventunesimo posto nel campionato piloti.

MotoGP: Joan Mir, il talento tardivo

La stagione MotoGP 2025: resistenza, numeri e contesto

Il 2025 rappresenta una stagione di resistenza più che di risultati per Joan Mir. Il pilota maiorchino chiude il campionato in undicesima posizione, totalizzando circa 145 punti, con 12 piazzamenti nella top 10 e come miglior risultato stagionale un quarto posto.

I numeri raccontano una stagione priva di podi, ma estremamente significativa sul piano tecnico. Mir è spesso il miglior pilota Honda al traguardo e uno dei pochi in grado di portare la RC213V stabilmente in zona punti.

Riduce sensibilmente il numero di cadute rispetto alle stagioni precedenti e diventa una figura cardine nello sviluppo della moto, lavorando a stretto contatto con gli ingegneri per rendere il progetto più guidabile. In un contesto difficile, il suo contributo è meno appariscente ma strategicamente fondamentale.

MotoGP: Joan Mir, il talento tardivo

Joan Mir: la vita privata

In compenso Joan ha una grande solidità mentale e un grande equilibrio nella sua vita personale: nel 2022 sposa Alejandra e nel 2023 festeggia la nascita del suo primo figlio. Le difficoltà nel paddock non lo spaventano, cresciuto com'è in una famiglia che non ha mai dato nulla per scontato e in cui i genitori, dopo la prima vittoria di un GP in Moto3 (Austria 2016) gli hanno detto: "ricordati che non hai ancora vinto niente".

Questo gli permette di sostenere la pressione dei piloti arrivati dopo di lui e apparentemente più veloci in MotoGP, come Martin o Acosta, aiutati da moto più competitive della sua. Ma Joan ha anche la massima fiducia nel progetto Honda, che può contare dal 2025 sulla direzione tecnica di Romano Albesiano, e il suo talento non è in discussione. Chicho Lorenzo ha detto di lui “è il pilota con più talento che abbia mai visto in vita mia. E io ho visto i migliori.”

Joan è uno che ama allenarsi, combinando la moto (tanto Motard) con l’esercizio fisico. È sempre in movimento, si allena con le 600, le 1000 ma anche con le 125 4T, per abituarsi alla reattività di una moto agile e leggera.

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