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Luca Marini: la storia del "Maro"

Fabio Fagnani il 10/09/2019 in Piloti
Luca Marini: la storia del "Maro"

Storie e biografie dei piloti

Luca Marini

Dai primi passi sulle minimoto, al titolo MiniGP, passando per il Campionato italiano velocità e quello spagnolo fino agli esordi nel Motomondiale, ripercorriamo i passi principali della carriera di Luca Marini

Luca Marini, nato il 10 agosto del 1997, è figlio di Stefania Palma, madre di Valentino Rossi, e di Massimo Marini. Cresce nella tranquilla Tavullia e si avvicina al mondo dei motori fin da piccolo.

All'età di quasi 5 anni, si avvicina al mondo delle minimoto e inizia a correre. Sin da piccolo sulla sua moto ha sempre un logo, un bulldog con il numero 97. È il cane di famiglia che viene rappresentato con il suo anno di nascita, come fosse un porta fortuna… E rovesciato diventa un 46, più avanti passerà al 10. 

Dai kart alle minimoto

Marini inizia a sfidare amici con i kart e poi con le minimoto. Nel 2004 fa il suo esordio nell'ultima gara di campionato europeo di minimoto nei Paesi Bassi, chiudendo con un ottimo quinto posto. Nello stesso anno prende parte al torneo di endurance organizzato da Telethon e ottiene la sua prima vittoria che riesce a bissare subito nella gara di Natale a Cattolica. Mentre conquista il sesto posto nelle gare del campionato regionale, valevole per selezionare i piloti che prenderanno parte al campionato italiano minimoto. Qualche anno più tardi, nel 2008, Luca partecipa all'Honda Junior Trophy, riuscendo a vincere diverse gare e ottenendo buoni piazzamenti. Sono in tanti a pensare che Luca sia lì solo perché parente di una leggenda come Valentino Rossi, ma Luca non si è mai fatto intimorire e ha sempre dimostrato il suo valore.

Luca Marini: la storia del "Maro"

Campione MiniGP

Nel 2010 prende parte al campionato italiano MiniGP con una Honda 125cc a quattro tempi del Team Gresini. La stagione successiva (2011) decide di lasciare la sella della Honda per accomodarsi su quella della RMU, prendendo parte al campionato Italiano MiniGp80 (motociclette a due tempi 80 cm³ di cilindrata). In questa stagione riesce a conquistare sei pole position e sei vittorie su sei gare, ottenendo il titolo nazionale con due gare d'anticipo. Un risultato che ha sorpreso tantissimi piloti e addetti ai lavori, un campionato da incorniciare che ha dato a Luca la fiducia e l’esperienza per provare a vincere di nuovo.

Foto by Antonio Inglese

Gli anni nel CIV

Nel 2011, all’età di quattordici anni, decide di debuttare nella gara di apertura del campionato Italiano Velocità (CIV). La tappa è quella del Mugello, la pista preferita di Luca. Sale in sella a una Honda nella classe Moto3, riuscendo a chiudere nella top ten nelle prove libere e il tredicesimo nelle qualifiche, ma in gara non riesce andare più avanti di un dodicesimo posto, che è comunque un risultato molto positivo per un esordiente.  

Nel 2012 Marini resta nel campionato italiano velocità dove corre tutta la stagione con il team Bierreti Racing chiudendo all’ottavo posto in classifica.

Luca Marini: la storia del "Maro"

Nel mondo di Vale

Nel 2013 Luca Marini entra a far parte ufficialmente dell’Academy di Valentino Rossi insieme a Franco Morbidelli e a Nicolò Bulega. Sempre durante quest’anno corre con il team Twelve Racing nella categoria Moto3 del campionato italiano velocità, prendendo parte come wild card in alcune gare del campionato spagnolo (CEV) e due volte anche nel motomondiale. Queste occasioni danno la possibilità a Luca di mettersi in mostra e infatti arriva la chiamata dell’Aspar Team che inizia a osservare “il Maro”, così lo chiamano gli amici, per poi interessarsi seriamente al suo profilo. Qualche settimana dopo arriva la firma di un contratto per la stagione 2014: Marini guiderà una Kalex-KTM nel campionato spagnolo di velocità.

Luca Marini: la storia del "Maro"

L’esordio in Moto2

Generalmente i motociclisti sono alti intorno al metro e settanta, qualcuno di meno, altri poco di più, ma Luca ha il gene di Valentino Rossi e l’altezza non gli permette di essere confortevole su una Moto3, uno dei motivi per cui lascerà ben presto questa categoria a favore di cilindrate maggiori. Nel 2015 decide quindi di esordire in Moto2 del CEV con il team Pons Racing, alla guida di una Kalex 600 cc, moto più giusta per lui visti i 184 cm di altezza. 

La prima stagione, al debutto nella categoria, lo vede al quinto posto nella classifica generale e primo italiano a salire sul podio di Moto2 del campionato spagnolo. Proprio in questa stagione la FIM riconosce il CEV, ufficialmente, come Campionato Europeo. 

Sempre nel 2015 decide di correre come wildcard al Gran Premio di San Marino in Moto2, ma termina la gara solamente al ventunesimo posto ad oltre un minuto di distacco dal leader della corsa. Nonostante questa non fortunata apparizione nel Motomondiale, il team Forward Racing decide di ufficializzare l'entrata di Luca Marini nella squadra che prenderà parte alla classe Moto2. Insieme a Marini ci sarà Lorenzo Baldassarri, anch'egli facente parte della VR46 Riders Academy.

Al debutto Mondiale, Marini riesce a chiudere soltanto in decima posizione. Anche se per apprezzare al meglio questo piazzamento bisogna considerare che nelle qualifiche Luca si era conquistato solamente il ventiseiesimo tempo. In Argentina, due settimane più tardi, conclude la gara diciottesimo e ad Austin, in Texas, non conclude la gara a causa di un incidente dal quale esce illeso. Dopo il trittico internazionale, si inizia il cammino europeo con la tappa spagnola, a Jerez. Qui Luca va forte, ma in gara ottiene solo il sedicesimo posto. Poteva andare peggio poiché durante la gara perde l'anteriore e cade al terzo giro mentre era in lotta per la settima posizione. Fortunatamente la moto non si è fatta nulla e riesce a riprendere la corsa, ma senza puntare in alto. In Francia, la tappa successiva, chiude al dodicesimo posto, ma il momento buio arriva al Mugello. Luca parte bene e prova a recuperare terreno sui primissimi, ma Álex Márquez cercando un sorpasso estremo, lo centra, facendo cadere entrambi. Dopo il ritiro al Mugello, Luca Marini incombe in altri due ritiri consecutivi, Catalogna e Olanda. Riuscendo però a trovare un ottimo sesto posto in Germania, sul circuito del Sachsenring. Risultato che si rivela il migliore della sua prima stagione in Moto2. L’annata si chiude con 34 punti, al 23° posto in classifica.

Nel 2017 inizia in modo sicuramente più positivo rispetto alla stagione precedente riuscendo a conquistare un sesto posto in Qatar, dodicesimo in Argentina e decimo ad Austin. Passi in avanti significativi per Luca che è sempre parte integrante del team Forward in Moto2. A Jerez ottiene addirittura un quinto posto, fino a quel momento il suo miglior risultato nel Motomondiale. Cade in Francia, ma al Mugello giunge sesto. Una buona prova dietro i più veloci, tra cui Mattia Pasini, davanti a tutti nella tappa italiana, Tom Luthi, Alex Marquez e Oliveira. C’è anche Franco Morbidelli, che ha chiuso quarto davanti al portoghese, che si sta giocando la possibilità di vincere il titolo di Moto2.

Dopo la tappa italiana però qualcosa non va e ancora incrocia un momento difficile nella stagione. Tra la Catalogna e la Germania conquista zero punti per poi ripresentarsi in Repubblica Ceca, a Brno, conquistando un ottimo quarto posto. Il migliore della stagione e della carriera, fino a questo momento. Da quel grande risultato fino a fine stagione Marini affronta altre difficoltà: cinque ritiri e due 23° posti. Termina la stagione al 15° posto con 59 punti davanti al suo compagno di squadra Lorenzo Baldassarri.

A fine stagione prende parte alla 100KM dei Campioni, un torneo amichevole di “flat track” organizzato al Ranch di Valentino Rossi. Maro partecipa in coppia con il fratello, ma è l’anno di Morbidelli che dopo aver vinto il Mondiale di Moto2 vince anche questa competizione insieme a Mattia Pasini.

Luca Marini: la storia del "Maro"

La prima vittoria nel giorno di Pecco Bagnaia

Nel 2018 passa allo SKY Racing Team VR46, che gli affida una Kalex. Luca affronta la sua terza stagione in Moto2 insieme a Francesco Bagnaia. I due dimostrano di aver sin da subito un grande feeling che va oltre le due ruote. “Il Maro” non riesce a migliorare le prestazione della passata stagione nelle prime tre uscite: nono in Qatar, sedicesimo in Argentina e tredicesimo in Texas. Passa per due ritiri, a Jerez e a Le Mans, ma poi dopo un settimo posto al Mugello e un ottavo piazzamento ad Assen, arriva il suo primo podio in carriera in Moto2 sulla pista tedesca del Sachsenring, chiudendo in terza posizione dietro al vincitore Brad Binder e Joan Mir. A Brno, il GP successivo, ottiene la sua prima pole position in carriera, ma in gara non agguanta per pochissimo la gioia della vittoria, ottenuta da Miguel Oliveira, l’avversario di Bagnaia per il Mondiale. Marini ottiene un secondo posto che lo lancia verso un altro grande terzo posto al Red Bull Ring, in Austria, conquistando tre podi consecutivi. Dopo il ritiro a San Marino e l’undicesimo posto ad Aragon, uno dei circuiti che meno digerisce di tutto il calendario, trova il quarto podio In Thailandia, riuscendo a tagliare il traguardo secondo, dietro solamente al compagno Bagnaia. Questo risultato segna una storica doppietta in Moto2 per lo Sky Racing Team VR46. In Giappone e in Australia chiude al nono e al quinto posto, ma la magia arriva in Malesia, a Sepang. Luca Marini riesce a ottenere la sua prima vittoria in Moto2 davanti ad Oliveira e al neoiridato, nonché, suo compagno di squadra, Pecco Bagnaia. Una gioia immensa che lo proietta direttamente tra i migliori talenti per la stagione 2019.

A Valencia, durante l’ultimo gran premio della stagione, conquista la pole position, ma in gara è costretto al ritiro. Corre nuovamente la 100 km dei campioni e si prepara ad affrontare una nuova stagione in Moto2 sempre con il team SKY. Una stagione che affronta con la massima motivazione.

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