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Loris Reggiani, la storia del "Reggio"

foto Archivio Dueruote, Milagro, Mei-Grazia Neri, Snapshot Riccione© Fabio Fagnani il 03/09/2019 in Piloti
Loris Reggiani, la storia del "Reggio"
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Nella sua lunga carriera ha corso, vinto, perso e lottato tantissimo e oggi è ancora uno che di moto da corsa ne capisce moltissimo e di piloti pure. È lui che ha fatto vincere per la prima volta nel 1987 l'Aprilia nel Motomondiale nella classe 250

Loris Reggiani è nato a Forlì il 7 ottobre 1959. Romagnolo doc, fin da piccolo ha una grande passione per i motori.

Il suo primo successo lo conquista a 20 anni nel campionato monomarca organizzato da Aspes Yuma. Sempre nel 1979, Loris riesce a chiudere al terzo posto assoluto nel campionato italiano juniores della 500. Una stagione più tardi (1980), all’età di 21 anni, con la Minarelli fa il suo esordio nel motomondiale nella classe 125 conquistando la sua prima vittoria durante il Gran Premio di Gran Bretagna. Lo stesso anno prende parte anche ad una gara della classe 350.

Loris Reggiani, la storia del "Reggio"

Vicecampione del mondo della 125

Nel 1981, nella ottavo di litro, riesce ad andare vicinissimo alla vittoria del titolo, ma si deve accontentare di un secondo posto, alle spalle dello spagnolo Angel Nieto, uno specialista della categoria. Il forlivese è riuscito a ben figurare grazie alle due vittorie, ottenute al GP di Jugoslavia e al GP di San Marino e ai quattro secondi posti, conquistati in Argentina, Austria, Italia e Olanda. Nella stessa stagione, Loris corre anche una gara in 250 e partecipa e vince il campionato italiano con la Minarelli.

Un grande salto: la 500

Nel 1982 corre nella classe 500 con la Suzuki, la stessa moto che aveva visto vincere la stagione precedente Marco Lucchinelli. Loris al debutto nella massima categoria del mondiale chiude con un tredicesimo posto la stagione, il miglior risultato è un terzo posto in Germania nell’ultima gara del campionato. Al termine del campionato sono solo 21 i punti raccolti per via anche dei tanti ritiri. Il suo compagno di squadra, invece, Franco Uncini, riesce a vincere il titolo con tre gare di anticipo

Sempre sulla Suzuki, sempre in 500, anche nella stagione 1983: prende parte a soli tre GP e il miglior risultato lo ottiene in Sudafrica con l’undicesimo posto.
Nel 1984 Loris passa in 250 sulla Kawasaki. Corre cinque prove del campionato del mondo, fa un sesto in Austria e chiude la stagione al 22esimo posto finale.
Nel 1985 inzia l'avventura sull’Aprilia. Loris sale sul podio due volte in Jugoslavia e nel GP di San Marino, alla fine chiude sesto in campionato. Nel 1986 lo sviluppo dell’Aprilia 250 AF1 viene rallentato da un grave incidente stradale occorso a Reggiani che è sostituito da Manfred Herweh e Stefano Caracchi. Rientrerà solo in Spagna. Non è una stagione fortunata per Aprilia, la moto non è competitiva e solo Herweh raccoglie qualche punto, mentre per Loris in classifica finale sono zero i punti.

Loris Reggiani, la storia del "Reggio"

1987, la prima vittoria di Aprilia

Il 1987 è un anno importante nelle vita di Reggiani che corre ancora nella classe 250 con l’Aprilia e conquista tre secondi posti (Austria, Jugoslavia e Gran Bretagna) e una vittoria (storica!) sul circuito di casa, a Misano, nel Gran Premio di San Marino. 

La casa di Noale,  che in quegli anni muoveva i primi passi nel mondo della velocità su pista, grazie a lui ottenne il suo primo successo in una gara mondiale. Quella vittoria rappresenta il punto di inizio di una grande storia sportiva per Aprilia, coronata da trionfi, successi e titoli mondiali. Al termine del campionato 1987 solo 68 i punti conquistati dal pilota di Forlì, punteggio che vale un meritato sesto posto.

Nel 1988 resta sulla moto della Casa di Noale, ma non ripete i risultati della passata stagione. Chiude il campionato al 13esimo posto con 44 punti. La Honda arriva nella sua vita nel 1989 per Loris Reggiani la stagione va in archivio con un podio nel GP del Brasile e l’undicesimo posto finale.

Loris Reggiani, la storia del "Reggio"

Anni 90, Loris torna sull’Aprilia

Iniziano gli Anni 90 e Loris torna sulla Aprilia. La stagione 1990 lo vede al via di 15 gare, salire sul podio in Francia e si conclude al 13esimo posto finale. 

Nel 1991 è sempre in sella all’Aprilia nella classe 250. Proprio nel 91 riesce a chiudere al sesto posto del campionato con 128 punti grazie ai tre terzi posti conquistati negli Stati Uniti, in Spagna e a San Marino e all’unica vittoria ottenuta nel GP di Francia.

Nella stagione successiva (1992) tre italiani comandano la classe 250. I loro nomi sono Luca Cadalora, Loris Reggiani e Pierfrancesco Chili. Già campione del mondo della stessa classe nel 91, Cadalora (Honda), parte alla grande riuscendo a vincere le prime tre gare, mentre Loris è costretto a due ritiri e Chili trova solo un terzo posto nelle prime uscite del mondiale. Reggiani si riprende lo scettro (del vincitore) nel GP di Spagna, ma il vantaggio di Cadalora inizia già ad essere pesante e a fine campionato sono ben 7 le vittorie su 13 gare per Cadalora che bissa il successo dell’anno precedente totalizzando 203 punti. Reggiani come nel 1981 nella 125 si deve accontentare del secondo posto. Non sono bastate le due vittorie, la seconda ottenuta in Francia, i cinque secondi posti (Italia, Europa, Ungheria, Gran Bretagna e Sudafrica) e i tre terzi posti (Germania, Olanda e Brasile).

Nel 1993 l’avversario di decine di duelli, Cadalora, passa alla classe 500, ma Reggiani non ha vita facile perché ad assediare la possibilità di titolo arrivano altri giovani e affamati italiani come Loris Capirossi, Max Biaggi e Doriano Romboni. Nonostante i tanti e veloci italiani, a vincere il titolo in questa stagione sarà il giapponese Tetsuya Harada, in sella alla Yamaha, per soli quattro punti su Capirossi, mentre Reggiani chiude al terzo posto assoluto con 158 punti conquistati grazie ai tre terzi posti (Gran Bretagna, Italia, Stati Uniti), ai due secondi posti (San Marino, Europa) e all’unica vittoria in stagione ottenuta sul circuito di Brno, in Repubblica Ceca.

Il ritorno in 500 è con l’Aprilia

Nel 1994 all’età di 35 anni Reggiani torna in 500. La stagione è difficile, la sfida di Aprilia alla Case giapponesi lo vede protagonista ma è dura durissima competere con i migliori della classe come Mick Doohan, John Kocinski e lo stesso Luca Cadalora. Chiude la stagione con soli 7 punti ottenuti tutti con il nono posto nel GP di Spagna. Nel 1995 prende parte all’ultimo anno di corse per poi decidere di ritirarsi dall’attività agonistica. La stagione è sicuramente più positiva della precedente, chiude al decimo posto con 59 punti.

Loris Reggiani, la storia del "Reggio"

Dalla pista alla cabina di commento

Lasciato il mondo delle gare, almeno per quel riguarda l’attività di pilota, Loris Reggiani diventa prima la spalla di Federico Urban, giornalista e telecronista del Motomondiale per la Rai e poi di Guido Meda, quando le corse entrano a tutta velocità nel palinsesto di Mediaset. Conclusa quell’esperienza nel 2012 Reggiani resta legato anche al mondo della televisione e continua a fare l’opinionista ancora oggi su TV8, insieme a Giacomo Agostini e a Marco Lucchinelli nel programma sulla MotoGP condotto da Davide Camicioli. Una nuova sfida lo vede protagonista nel 2018: Loris presenta la sua creazione, le Thundervolt NK-E, delle innovative pit-bike elettriche perfette per allenarsi e divertirsi.

 

Loris Reggiani, la storia del "Reggio"
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