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Loris Capirossi: tutto su Capirex

foto Milagro, Mico Lazzari, archivio Dueruote© Fabio Fagnani il 28/08/2019 in Piloti
Loris Capirossi: tutto su Capirex
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Una vita per la moto, tre volte campione del mondo, un pilota capace di vincere (tanto) e di emozionare ancor di più. Ripercorriamo la sua carriera

Loris Capirossi è nato il 4 aprile del 1973 nel piccolo comune di Castel San Pietro Terme.  Cresciuto a Borgo Rivola con il papà Giordano e mamma Patrizia, si avvicina al mondo dei motori grazie alla passione del padre e di suo fratello Davide. Ad appena quattro anni sale sulla sua prima moto da cross, uscendo con il fratello nelle praterie di Borgo Rivola cercando di imparare sempre di più tutto sui mezzi a motore. Anche se l’enduro e il cross fanno parte del suo DNA, è la pista a farlo sognare. La velocità lo affascina e grazie ai sacrifici dei suoi genitori… il sogno inizia a diventare realtà molto presto. 

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I primi passi di Loris Capirossi

La prima stagione di gare arriva nel 1987. Il primo passo è il trofeo monomarca Honda in sella alla Honda NS125. Loris ha talento, è veloce, vuole vincere. Arrivare davanti a tutti è un dovere morale, anche per ripagare sportivamente i sacrifici dei genitori.

Nel 1988 corre il monomarca Gilera con il KZ (è quarto assoluto) e prende parte al campionato Italiano 125 GP in sella a una delle moto realizzate da quel fenomeno di Guido Mancini, un ex pilota con le mani fatate. Artigiano e meccanico, il Mago Mancini, così verrà soprannominato dopo grazie alla sua professionalità, la sua competenza e per aver aiutato nel loro percorso di crescita piloti come Valentino Rossi, Andrea Dovizioso, Michele Pirro, Franco Morbidelli e Romano Fenati, per citarne alcuni. Quell’anno Loris corre con una TM realizzata interamente da Mancini. Chiude la sua prima stagione del campionato italiano dell’ottavo di litro al nono posto complessivo, un debutto comunque positivo in una stagione ricca di colpi scena.

L’anno successivo, nel 1989, sceglie di correre con la Honda. Loris che lontano dalle gare lavora, prende parte al Campionato europeo velocità. La sua convinzione nei propri mezzi e la sua passione riescono a portarlo fino al quarto posto assoluto nella classifica finale del campionato. Un risultato incredibile al debutto. Una dimostrazione di forza che lo invoglia ancor di più a fare un altro salto, quello più grande. Infatti, insieme ai genitori, decide di prendere parte al campionato Mondiale 125 In tre anni, dalla prima vera stagione di gare, Loris è già nel Campionato del Mondo di Velocità.

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Un debutto da campione

È il 1990 quando Loris, insieme al team Pileri, esordisce in sella a una Honda RS125R. Le premesse per fare una bella stagione ci sono tutte, ma la competizione è difficile e molto lunga. Ci sono Fausto Gresini, che ha già messo in tasca due titoli iridati, Doriano Romboni, Alex Gramigni, Casanova e poi ci sono Hans Spaan, Jorge Martinez e Stefan Prein. Loris non è intimorito da questi nomi, è eccitato dall’idea di confrontarsi in pista con loro.

Alla prima gara chiude sesto, un buon risultato, poi settimo, ma è dalla terza tappa che inizia a dimostrare il suo talento e a inanellare risultati incredibili. A Misano e in Germania chiude le gare conquistando l’ultimo gradino del podio e poi altri due grandi risultati consecutivi: secondo in Austria e in Jugoslavia. Poi il ritiro in Olanda, lo ferma. Ma solo per un Gran Premio. Loris riesce a conquistare un secondo posto in Belgio, un quarto in Francia e finalmente la prima vittoria di categoria nella stagione di debutto in Gran Bretagna, sul circuito di Donington Park. È una gioia immensa, una consacrazione, un tuffo nella fatica per cercare di emergere, ma non finisce qui. Capirossi dopo un brutto ritiro a solo due gare dalla fine, rischia di mandare in fumo i sogni della vittoria mondiale e l’olandese Spaan, sempre in sella a una Honda, vince due gare consecutive. Le cose si fanno complicate, per conquistare il titolo bisogna arrivare sempre davanti nelle ultime due uscite della stagione. La quattordicesima prova del Mondiale prende vita in Ungheria, il 2 settembre del 90, e vede trionfare Loris Capirossi. Spaan non conquista nemmeno il podio, chiude quinto. L’ultima gara è quella decisiva. Si corre in Australia, a Phillip Island. Capirossi è davanti in classifica con 162 punti, Spaan ne ha due in meno, 160. Si gioca tutto qui, dall’altra parte del mondo. La bandiera a scacchi si colora di verde, bianco e rosso. Capirossi vince la gara “difeso” da Fausto Gresini e dagli altri azzurri Casanova e Romboni che ostacolano la strada di Spaan. Loris Capirossi diventa campione del mondo al debutto nel Mondiale 125 e sancisce un nuovo storico record, è il più giovane vincitore di un mondiale nella storia del motociclismo all’età di 17 anni e 165 giorni.

Due volte campione della 125

Squadra che vince non si cambia e l'anno dopo Loris decide di continuare con lo stesso team e ovviamente con la stessa Honda che gli ha permesso di vincere il titolo la stagione appena passata. Nel 1990 le vittorie si erano fermate a tre, un anno dopo non c’è storia: cinque vittorie in stagione nei GP di Australia, Europa, Francia, Gran Bretagna e Malesia, cinque secondi posti (Italia, Germania, Olanda, San Marino e Cecoslovacchia) e due terzi posti (Giappone e Spagna). Capirex mangia tutti i punti agli avversari e chiude a 200 punti nella classifica finale, dietro di lui Gresini e Waldmann. A soli 18 anni, Capirossi ha conquistato già due titoli iridati. Nel 1992, non vuole rimanere nella classe ottavo di litro per provare la tripletta e decide di passare in 250, sempre con la Honda.

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1992, il salto in 250

Il debutto nella categoria di mezzo del Motomondiale, però, non è come quello del 1990 in 125, le cose si fanno più complicate. Ci sono piloti affermati come Luca Cadalora, Loris Reggiani, Pierfrancesco Chili, Max Biaggi senza dimenticare Bradl e Puig. Loris chiude al dodicesimo posto in classifica con solo 27 punti e come miglior piazzamento un 5º posto al GP del Sudafrica. Dopo due vittorie mondiali consecutive, la stagione “negativa” brucia un po’ al giovane pilota italiano, ma l’anno seguente è tutta un’altra storia.

Le prime quattro gare della stagione 1993 sono da dimenticare per Loris: si ritira al debutto in Australia, dodicesimo in Malesia e due decimi posti tra Giappone e Spagna. I suoi avversari italiani però partono altrettanto male, mentre il giapponese Harada, in sella alla Yamaha, ha iniziato con la concentrazione del samurai: tre vittorie e un secondo posto. Dalla quinta gara però Loris fa lo switch mentale che serve per poter competere fino a fine stagione. In Austria e in Germania chiude secondo, mentre il giapponese non va oltre la sesta piazza. In Olanda vince proprio davanti al rivale Harada. Al Gran Premio d’Europa si ritirano sia Loris, sia Harada, ma anche Reggiani. La vittoria va a Max Biaggi. Al GP di San Marino non c’è storia, Capirossi vince davanti a Reggiani e al giapponese. Il campionato è apertissimo, soprattutto dopo la vittoria di Reggiani al GP della Repubblica Ceca, nel quale Harada e Capirossi chiudono rispettivamente sesto e quinto. Mancano solo tre GP alla fine del campionato, tutto può succedere. Nella gara italiana Harada dà forfait, Capirossi chiude secondo e Reggiani terzo. Il giapponese sembra poter dire addio al profumo di vittoria, ma ha ancora qualche punto di vantaggio e nonostante il quinto posto ottenuto a Laguna Seca è lì a giocarsi il campionato. Loris ottiene il massimo bottino negli States, ma sarà l’ultimo GP a decretare la vittoria finale. La gara è adrenalinica, ma alla fine vince il giapponese davanti a Reggiani, Biaggi e Puig. Loris chiude al quinto posto, Harada vince ed è campione del mondo. Capirossi perde il campionato per quattro punti, è vicecampione del mondo.

Nel 1994 Loris ha voglia di rifarsi, ma le quattro vittorie (Austria, Germania, Francia e Gran Bretagna) non bastano ad aggiudicarsi il campionato e nella stagione di Loris pesa anche l’infortunio. A Brno quando mancavano poche gare alla fine, ed era ancora in corsa per il titolo, incappò in una caduta che gli procurò la frattura dei quattro metacarpi della mano destra che condizionò pesantemente le gare rimaste. Capirossi diede il massimo per portarsi a casa il titolo ma alla fine chiude terzo dietro a Okada. Max Biaggi è per la prima volta campione del mondo della 250.

Dalla 250 alla 500… la brutta bestia

Dopo tre anni in 250, decide di passare alla 500, la regina, quella che tutti amano e sognano sin da piccoli. Al debutto, sempre in sella alla Honda, ottiene un solo podio, un terzo posto in Catalogna, e nessun altro risultato di rilievo, chiudendo sesto con 108 punti. Dopo cinque anni con la Honda, decide di passare alla Yamaha nel 1996. Nel corso della stagione i sei ritiri pesano come un macigno sul campionato, ma le soddisfazioni non mancano con il terzo posto ottenuto in Indonesia e la prima vittoria nell’ultima gara della stagione in Australia. La sua avventura in 500 per il momento finisce lì. Nel 1997, Loris decide di tornare in 250. Ha fame di vittorie. La sua è una nuova sfida e l’obiettivo è conquistare quel titolo strappatogli all’ultima gara qualche anno prima da Harada. Accetta l’offerta dell’Aprilia, ma il ritorno nella duemmezzo è più duro del previsto. Chiude l’annata al sesto posto con 116 punti e tre terzi posti (in Italia, Paesi Bassi e Gran Bretagna), la classe 250 è ancora di Max Biaggi che salito sulla Honda è per la quarta volta campione del mondo.

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Loris è campione del mondo della 250

Arriviamo al 1998, Loris ha 25 anni e vuole vincere il campionato della 250 per poi tornare in 500. L’obiettivo è lo stesso di sempre, arrivarci non lo sarà altrettanto. Un certo Valentino Rossi che ha vinto in 125 con la moto di Noale nel 1997 vuole ripetersi in 250 con la stessa moto di Loris l’Aprilia. L’Aprilia che in quella stagione ha così tre piloti pronti a darsi filo da torcere: Capirossi, Harada e Rossi. Loris ha l’esperienza dalla sua, e la userà tutta. Anche Harada non sarà da meno e Rossi impara in fretta. Capirossi dopo un settimo posto in Giappone e un quinto in Malesia, vince la sua prima gara in Spagna, a Jerez de la Frontera, e prima di ripetersi a Donington ottiene due terzi posti in Francia e nel GP di Madrid. 

Nelle ultime cinque gare, Rossi vince quattro GP su cinque, chiudendo a cinque vittorie totali in stagione, ma la costanza premia Capirossi e gli fa vincere l’agognato titolo della 250. Un titolo che sarà assegnato in Argentina all’ultima gara, resa celebre anche per quel sorpasso tra Loris e Harada nel finale. Quel contatto, rimasto nella storia del nostro sport, è stato sotto osservazione per lungo tempo, ma alla fine Loris è stato ritenuto non colpevole per l’incidente in cui il giapponese ha avuto la peggio e che come conseguenza ha portato anche alla fine del rapporto fra Loris e Aprilia.

Archiviate le polemiche del finale di stagione nel 1999 Loris resta in 250 e passa alla Honda, la stagione lo vedrà protagonista di tante sfide con Valentino Rossi su Aprilia. Alle fine Valentino Rossi vince il Mondiale, mentre Capirossi chiude terzo con 209 punti, ottenendo tre vittorie (Malesia, Paesi Bassi e Imola), due secondi posti (Gran Bretagna e Germania) e quattro terzi posti (Giappone, Spagna, Comunità Valenciana e Brasile).

Il ritorno in 500

Nel 2000 Capirossi torna in 500 con la Honda NSR 500 del team Pons, con compagno di squadra Alex Barros. Debutta con un terzo posto in Sudafrica, poi Loris per quattro gare non riesce a trovare la giusta costanza di risultati per poi vincere nel Gran Premio d’Italia davanti a Carlos Checa e al britannico McWilliams. Dopo il sesto posto nel GP della Catalogna, conquista un altro terzo posto in Olanda. Loris riesce a conquistare punti preziosi, ma dalla gara di Assen in poi non riesce a ottenere altri risultati positivi fino all’ultima tappa della stagione, gran premio d’Australia in cui trova un ottimo secondo posto. Il Mondiale lo vince Kenny Roberts Jr in sella alla Suzuki, davanti a Valentino Rossi e Max Biaggi. Capirossi si deve accontentare di un settimo posto con 154 punti a referto.

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Una questione italiana

Nel 2001 non c’è storia, Rossi vince undici gare in stagione e conquista il suo primo Mondiale nella massima serie, davanti a Biaggi e Capirossi. Un trittico italiano che ha lottato più volte per la conquista dei gran premi, ma Loris, pur migliorando rispetto alla stagione precedente, non è riuscito a far meglio del terzo posto finale con 210 punti conquistati. I tre secondi posti conquistati in Sudafrica, Italia e Malesia e i cinque terzi posti (Catalogna, Olanda, Repubblica Ceca, Pacifico e Australia) non sono bastati per arginare Rossi, ma Loris è arrivato a soli nove punti di distanza dal romano Biaggi.

L’anno successivo, il 2002, è la stagione del cambiamento. La massima classe del Motomondiale passa dalla 500 (con motori a 2T) alla MotoGP (con motori a 4T), ma non tutti riuscirono subito a mettere le mani sui nuovi prototipi a 4 tempi, Loris corre ancora con la 500: una sfida nella sfida, ma è anche uno dei motivi per cui anche nel 2002 la stagione di Capirossi non riesce a prendere il volo. Dopo il terzo posto in Sudafrica, nella seconda tappa del Mondiale, non riesce a ripetersi per dieci gran premi, fino al secondo terzo posto della stagione ottenuto a Motegi, in Giappone. Chiude l’annata, non molto felice per il pilota romagnolo, con 109 punti all’ottavo posto in classifica.

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L'era Ducati

Nel 2003 Loris sposa il progetto Ducati e l’obiettivo è crescere insieme e puntare alla vittoria. Dopo un bel debutto in Giappone, dove ottiene la medaglia di bronzo, incappa in tre ritiri consecutivi per poi risalire con un secondo posto in Italia e una vittoria, la prima di un pilota italiano su una moto italiana dal 1976, sul circuito di Catalogna. Dopo la vittoria catalana solo altri tre podi vengono conquistati da Loris in sella alla Ducati. Terzo posto in Portogallo e a Valencia e un secondo posto in Australia. Capirossi chiude quarto la stagione con 177 punti, stabilendo durante l'anno anche il primato per la più alta velocità di punta registrata in pista.

La stagione successiva è un fallimento per Capirossi che aveva trovato le giuste motivazioni e dei buoni risultati l’anno del debutto con la rossa di Borgo Panigale. Nel 2004 Loris non ottiene nessun risultato degno di nota e si deve accontentare della nona piazza finale con 117 punti, a pari merito con Nicky Hayden. Unico risultato degno di nota nel 2004 è il terzo posto in Australia, una pista di casa per lui, sin dalla vittoria del suo primo Mondiale nel 1990. Nel 2005 la Ducati passa a gomme Bridgestone e Capirossi ottiene in stagione solo due podi (terzo in Italia e secondo in Repubblica Ceca), ma riesce a vincere il Gran Premio del Giappone e quello della Malesia. Purtroppo subisce un grave incidente in Australia, che gli causa lo stop per due Gran Premi. La classifica finale vede Loris lontano dai primi, al sesto posto, con 157 punti.

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Obiettivo Mondiale

Nel 2006, il binomio Capirossi-Ducati è pronto per il Mondiale. Loris vince al debutto in Spagna e poi arriva terzo in Qatar nella seconda tappa del Mondiale. Dopo due gare scialbe riesce a ottenere due secondi posti consecutivi in Francia e in Italia. In Catalogna, dove aveva conquistato la prima vittoria in sella alla Ducati, è vittima di un incidente con Gibernau, Pedrosa e Melandri. L’incidente gli causa diversi infortuni e nella successiva tappa olandese non riesce ad andare oltre il 15º posto a causa dei problemi fisici. Dopo quattro gare dall’incidente durante la partenza nel GP della Catalogna, trova la vittoria a Brno e nella gara successiva in Malesia conquista un ottimo secondo posto che lo lascia sognare per la vittoria finale. Loris riesce a vincere in Giappone e poi a conquistare 20 punti a Valencia, nella tappa finale ma il campionato viene vinto dall’americano Hayden in sella alla Honda, beffando Rossi e Capirossi all’ultima gara. Loris chiude la stagione con 229 punti a 23 punti dal leader.

Nel 2007 cambia di nuovo regolamento e Capirossi, nel suo quinto anno in rosso Ducati, guiderà la nuova moto con 800cc, affiancato dal suo nuovo compagno di squadra Casey Stoner. Mentre Loris fatica a ingranare, l’australiano continua a vincere, fino alla vittoria del Mondiale. È un’impresa leggendaria quella di Stoner, a cui in pochi pensavano ad inizio stagione. Capirossi conquista solo tre podi (terzo in Turchia, secondo in Germania e Australia) e una sola vittoria in Giappone, gara dove cambia la moto per primo nel "flag to flag" per le condizioni meteo. Chiude la stagione in settima posizione con 166 punti.
Termina anche la sua avventura in Ducati che per il 2008 decide di puntare su Marco Melandri annunciando l’ingaggio del ravennate nel corso della stagione. È la fine di un’era per Capirossi che dopo 5 stagioni passa al team Suzuki.

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2008 Suzuki, una nuova sfida

La stagione però è piena di difficoltà, tra infortuni e poco feeling con la nuova moto. Capirossi trova la gioia solo durante il GP della Repubblica Ceca, conquistando l’ultimo gradino del podio e chiudendo la stagione decimo con 118 punti in classifica generale con 10 punti in meno del compagno di squadra Chris Vermeulen.

Per il 2009 Capirossi viene confermato da Suzuki, ma non riesce a ottenere risultati degni di nota lungo tutto il campionato. Chiude nono a 110 punti. Sempre in sella ad una Suzuki nel 2010 in questa stagione salta diversi GP per infortuni e ottiene un settimo posto come miglior risultato durante il Gran Premio di Catalogna. Termina la stagione al 16º posto con 44 punti.

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Il ritorno in Ducati, l’addio alle corse, la nuova vita in Dorna

La stagione successiva dice addio ai colori azzurri della Suzuki torna su una Ducati quella del team Pramac Racing, con compagno di squadra Randy De Puniet. La stagione è avara di risultati e Loris chiude al 17º posto con 43 punti. Anche in questo campionato è costretto a saltare per infortunio i Gran Premi d'Olanda, Italia e Germania. Qualche settimana prima del termine del campionato, durante il GP di San Marino a Misano, annuncia l’addio alle corse. Il 6 novembre del 2011 al GP della Comunità Valenciana, correndo la sua ultima gara con il numero 58 (per ricordare Marco Simoncelli, che ha perso la vita il weekend precedente a quella gara) chiude la sua avventura motociclistica. Ma Loris resterà sempre nel paddock: entra a far parte della Direzione Gara come rappresentante di Dorna, la società che detiene i diritti della MotoGP e dal 2014° al 2015 è anche la voce di SKY Sport MotoGP per commentare le gare della top class.

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