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Marco Simoncelli, SuperSIC lo ricordiamo così

Redazione
dalla Redazione il 08/03/2019 in Piloti
Marco Simoncelli, SuperSIC lo ricordiamo così
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La nascita della passione, le prime gare, le vittorie, il Mondiale con la Gilera, il passaggio in MotoGP… Nessuno ha mai dimenticato e mai dimenticherà SuperSIC. La sua biografia completa su Dueruote di Marco Simoncelli

Marco Simoncelli nasce a Cattolica, in provincia di Rimini, nella terra dei motori, il 20 gennaio 1987 da mamma Rossella e papà Paolo. La sua infanzia, e il resto della sua vita, la trascorre a Coriano, un piccolo paesino di circa diecimila abitanti ed è lì, tra quelle vie strette e i saliscendi delle colline tipiche dell’Emilia-Romagna che Marco comincia a scorrazzare con le due ruote. All’età di quattro anni, papà Paolo e mamma Rossella, gli regalano per Natale una Suzuki 50 minicross ed è così che Marco inizia a sgasare nei campi intorno a casa.

La grande passione di papà Paolo per il motociclismo travolge anche Marco che all’età di sette anni sale per la prima volta su una minimoto. Marco ha talento, è veloce, certo non ha ancora le qualità che verranno fuori con il tempo ma le moto sono la sua vita, e si vede. A nove anni corre la sua prima gara ufficiale di Campionato regionale e da quel momento in poi farlo scendere dalla sella di una moto sarà davvero impossibile.

Dopo tre anni dall’inizio della sua giovane carriera, all’età di dodici anni, diventa per la prima volta campione italiano e l’anno seguente, nel 2000, comincia a gareggiare nel campionato europeo. Un palcoscenico importante che permette a Marco di farsi notare dagli addetti ai lavori e dal pubblico, grazie anche al secondo posto conquistato a livello europeo.

Dopo la vittoria nel campionato italiano e il secondo posto nell’europeo, all’età di quattordici anni Marco prende parte al Trofeo Honda NR, riuscendo a salire in due occasioni sul podio. Nello stesso anno prende parte al campionato italiano 125 GP.

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Il debutto nel Motomondiale

Marco continua a correre, a migliorare e poi nel 2002 diventa campione europeo classe 125cc e nello stesso anno, all’età di quindici anni, debutta nel Motomondiale classe 125 nel GP della Repubblica Ceca, con il team dell'Aprilia CWF - Matteoni Racing, sostituendo Jaroslav Hule e diventando compagnio di squadra di Chaz Davies. La sua prima stagione è di apprendistato e termina con solo tre punti conquistati, grazie al tredicesimo posto conquistato in Portogallo, e chiude l’annata al 33º posto.

L’anno successivo, nel 2003, Marco inizia la stagione con un anno di esperienza in più e infatti i miglioramenti iniziano a vedersi: a fine stagione chiude al ventunesimo posto, dimostrando di poter crescere sotto molti punti di vista. Miglioramento che nell’arco della stagione si è visto soprattutto nel Gran Premio della Comunità Valenciana (l’ultimo della stagione) nel quale è riuscito a piazzarsi quarto, appena fuori dal podio.

La prima vittoria in 125

La crescita di Marco è continua e alla terza stagione in 125 ci si aspetta il grande salto di qualità che però fatica ad arrivare nonostante la stagione presenti la prima vittoria nel Motomondiale per Marco che a Jerez ottiene pole position e la vittoria. Alti e bassi condizionano la stagione, chiudendo la stagione in undicesima posizione, sempre in netto miglioramento.

Nel 2005 Marco inizia alla grande vincendo a Jerez il Gran Premio di Spagna, ma sarà l’unica vittoria della stagione nonostante ci sia andato vicino a Barcellona, nel GP della Catalogna, chiudendo al secondo posto dietro il connazionale Mattia Pasini, sempre su Aprilia. Poi altri quattro terzi posti in Germania, in Repubblica Ceca, in Qatar e in Australia, chiudendo in quinta posizione la stagione. Nonostante qualche errore di troppo Marco è cresciuto, sia nelle qualità, sia nella stazza e grazie alla buona stagione coglie l'opportunità di passare alla classe di mezzo, la 250.

Nel 2006 Marco si presenta a inizio stagione con una Gilera RSV pronto per esordire nella classe 250 e a confrontarsi con piloti già formati e di grande talento come Jorge Lorenzo (che quell’anno vincerà il mondiale di categoria) e Andrea Dovizioso. Simoncelli chiude la stagione in decima posizione senza ottenere risultati rilevanti. Nessun podio, nessuna vittoria. Solo un sesto posto nel Gran Premio della Cina. Anche il 2007 è stato un anno povero di risultati in sella alla RSV 250 LE. È da queste stagioni deludenti che nasce l’amicizia e la collaborazione tra Marco e Valentino Rossi che lo ospita nella cava e gli permette di allenarsi con lui.

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Sic è Campione del Mondo con la Gilera

Nel 2008 Marco Simoncelli vince il suo primo titolo mondiale, conquistando 281 punti nella categoria 250. La stagione non era iniziata nel migliore dei modi: due ritiri, il primo in Qatar, il secondo in Spagna, a Jerez, una delle sue piste preferite. Poi arriva il secondo posto in Portogallo e dopo la parentesi cinese, chiusa con un quarto posto, sei podi consecutivi tra cui tre vittorie, al Mugello, a Barcellona e in Germania, sul tracciato del Sachsenring. Il penultimo Gran Premio, in Malesia, è quello che lo consacra campione del mondo grazie al terzo posto ottenuto in gara. L’ultima gara a Valencia è pura amministrazione ma Marco ottiene un’altra grande vittoria.

L’anno dopo parte da favorito, rimanendo nella classe 250 nonostante le richieste per passare in MotoGP, ma Marco ha più difficoltà del previsto, merito della grande crescita di Héctor Barbera e per il talento di Aoyama in sella alla Honda. Marco chiude al terzo posto la stagione nonostante le ben sei vittorie (Francia, Germania, Repubblica Ceca, Indianapolis, Portogallo e Australia). Durante la stagione 2009 Marco partecipa al Gran Premio di Imola del campionato mondiale Superbike sull'Aprilia RSV4 in sostituzione di Shinya Nakano e diventa, per un week end, il compagno di squadra di Max Biaggi. In Gara 1 Marco scivola, ma per fortuna in SBK c’è una seconda chance. In Gara 2 Marco riesce a conquistare il podio, proprio nell’ultima variante prima del traguardo, con un sorpasso estremo e aggressivo, perfettamente nel suo stile, proprio sul Corsaro Max Biaggi che, a fine gara, prenderà sportivamente quell’ultima entrata del Sic.

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Il salto in MotoGP

Nel 2010 arriva finalmente il passaggio nella classe regina, Marco Simoncelli passa in MotoGP con il Team San Carlo Honda Gresini e guida una RC212V. Al suo fianco nel team Marco Melandri. La stagione del debutto, attesa da molti nell’ambiente, consegna a Marco un quarto posto ottenuto sul circuito portoghese di Estoril. Una stagione di apprendimento conclusa comunque degnamente con l’ottava piazza e i 125 punti messi a referto. Ancor più positiva se consideriamo che Marco è riuscito a metter dietro di sé in classifica il suo compagno di squadra.

Le proposte per cambiare squadra ci sono, si parla di alcuni team interessati a Simoncelli ma Marco decide di rimanere ancora un altro anno con la stessa squadra a condizione che il team ufficiale Honda fornisca gli stessi aggiornamenti al suo team satellite. L’anno inizia molto bene per il Sic, conquistando un quinto posto in Qatar, a Losail, e poi in Francia sul tracciato di LeMans. A Brno, in Repubblica Ceca, ottiene il primo podio in MotoGP e poi a Misano chiude quarto dopo una bagarre bellissima ed emozionante con Ben Spies e Andrea Dovizioso. Poi Philip Island diventa il miglior risultato mai raggiunto in carriera in MotoGP da Marco Simoncelli che chiude al secondo posto arrendendosi a Casey Stoner.

Un risultato, quello australiano, che carica SuperSic per il Gran Premio della Malesia, quel tracciato che ricorda a lui, agli appassionati e agli addetti ai lavori la consacrazione e la vittoria del Mondiale 250 ottenuto nel 2008. Il giorno della gara, il 23 ottobre 2011, durante il secondo giro, la moto di Marco Simoncelli scivola con la ruota posteriore verso l’esterno del circuito per poi rientrare verso il centro della pista tagliando la strada ai piloti che arrivavano dietro di lui. Non c’è nessun modo per evitare l’incidente, l'impatto è enorme. La gara viene interrotta per permettere l’intervento dei soccorsi ma non c’è più nulla da fare, Marco Simoncelli perde la vita sul circuito di Sepang a causa dei traumi riportati dopo l’incidente. Aveva 24 anni.

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In ricordo e nel nome del SIC

Da quel giorno nessuno ha mai dimenticato Marco. Tutti lo ricordano semplicemente apponendo il suo numero su moto, auto, case, cartelli stradali.

La famiglia ha creato una Fondazione che ha come obiettivo quello di favorire l'impegno dello sport a favore del sociale nell'ottica di contribuire attivamente alla realizzazione di progetti umanitari. Il papà Paolo Simoncelli, ha deciso nel 2013 di creare un proprio team, SIC58 Squadra Corse, che nel 2017 ha debuttato nel mondiale di Moto3 e che ha come obiettivo quello di lanciare giovani e talentuosi piloti nel mondo delle corse. Nel 2012 il circuito di Misano ha cambiato il suo nome in Misano World Circuit Marco Simoncelli in onore del Sic. Marco Simoncelli è stato inserito nella Hall of Fame come Leggenda nel 2014 e nel 2016 il suo numero, il 58, è stato ritirato. Ogni anno migliaia di appassionati lo ricordano per la sua purezza, la sua sincerità, la sua irriverenza come persona e per il suo stile di guida aggressivo, senza filtri ma sempre corretto.

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