Motogp
Rivoluzione in Moto3: Yamaha diventa fornitore unico
La casa giapponese sarà il fornitore esclusivo per il campionato del mondo FIM Moto3 dal 2028 al 2033
Il Motomondiale si prepara a cambiare volto. Con un annuncio ufficiale nel weekend di Assen, Dorna e FIM hanno ufficializzato una svolta epocale per la classe d'ingresso: a partire dalla stagione 2028, la Moto3 diventerà un campionato monomarca e Yamaha sarà il fornitore unico di moto e motori.
L’accordo, che coprirà il quinquennio dal 2028 al 2033, segna l’addio all’attuale era della categoria, caratterizzata dalla storica rivalità tecnica tra KTM e Honda.
La transizione non sarà un semplice cambio di marchio, ma una vera e propria rifondazione tecnica della categoria leggera. L'obiettivo dichiarato da Dorna e Yamaha è rispondere alle esigenze fisiche dei piloti di nuova generazione, spesso penalizzati dalle dimensioni estremamente ridotte delle attuali 250cc monocilindriche.
Si passerà a una motorizzazione di cubatura maggiore, derivata dalla piattaforma del motore CP2 Yamaha da 690 cc, la potenza salirà a circa 90-95 CV (rispetto ai circa 60 CV attuali) e la moto peserà circa 120 kg, con dimensioni più generose per favorire l'ergonomia.
L'idea alla base di questa rivoluzione è garantire un rapporto peso-potenza superiore e una ciclistica che renda il passaggio alla Moto2 più naturale e meno traumatico per i giovani talenti.
I prossimi step temporali prevedono nel 2027 la presentazione e i primi test pubblici del prototipo, nel 2028 il debutto ufficiale nel Campionato del Mondo Moto3 e nel 2029 l'estensione del format al FIM Moto3 Junior World Championship all'interno del paddock MotoJunior, con una versione della moto leggermente meno performante.
Successivamente, la stessa piattaforma tecnica verrà proposta e integrata nei principali campionati regionali e nazionali in tutto il mondo, uniformando lo step formativo iniziale a livello globale.
Come già accaduto in Moto2, prima con Honda e ora con Triumph, la scelta del fornitore unico punta ad abbattere drasticamente i costi di sviluppo per i team, garantendo al contempo una parità tecnica assoluta. In pista non saranno più i budget dei costruttori a fare la differenza, ma esclusivamente il talento puro dei piloti e la capacità di messa a punto delle squadre.
"Volevamo creare una piattaforma in grado di supportare piloti, team e campionati per molti anni a venire. Una piattaforma che unisse accessibilità, efficienza ingegneristica e pure prestazioni da corsa." ha dichiarato Paolo Pavesio, Managing Director di Yamaha Motor Europe.
Se da un lato i puristi del motorismo potrebbero storcere il naso di fronte alla fine della varietà tecnica in Moto3, dall'altro la stabilità economica e la sostenibilità del campionato sembrano aver trovato la loro nuova stella polare. I motori si accenderanno nel 2028, ma la rivoluzione è già cominciata.