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Uccio Salucci: vi racconto il "mio" Valentino Rossi

Marco Gentili
di Marco Gentili foto Marcello Mannoni© il 16/02/2019 in Motogp
Uccio Salucci: vi racconto il "mio" Valentino Rossi
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L'amico più intimo del pilota di Tavullia parla del "suo" Rossi: "Ritardatario cronico e testone". E della sua vita come direttore sportivo della VR46 Academy

Valentino Rossi o un altro pilotino non fa differenza: alla vigilia della stagione si passano ore a provare la tuta. “Il corpo cambia e per la prima gara stagionale deve essere perfetta. Una tuta che non calza bene può anche far venire male ai tendini del braccio, pregiudicando la prima parte della stagione”. Parola di Alessio Salucci, per tutti Uccio, amico d’infanzia di Valentino Rossi, suo storico braccio destro e adesso direttore sportivo della VR46 Academy. Una struttura d’eccellenza che adesso coltiva talenti (11 i piloti che fanno parte della squadra) e gestisce lo Sky VR46 Racing Team che corre in Moto2 e Moto3.

Scouting, alimentazione e allenamenti: la vita al Ranch

Uccio, qual è il tuo ruolo all’interno dell’Academy?

“Seguo i piloti a 360 gradi, risolvo i loro problemi, mi occupo della parte sportiva e anche umana. Ogni giorno c’è da fare qualcosa, un problema da risolvere. Bisogna che ogni giorno le cose filino liscio”.

La cosa più difficile?

“Consigliare i ragazzi a prendere le decisioni migliori per il proprio percorso. Sai, a volte ci sono piloti che funzionano meglio in team sulla carta peggiori. Quindi non è detto che team fortissimo più pilota fortissimo sia una somma vincente a tutti i costi. Il nostro sport è fatto di sottili equilibri, difficili da cercare e mantenere”.

Che funzione ha il Ranch?

“Qui facciamo due motorsport alla settimana, una al mercoledì e una al sabato, sempre al Ranch. È un luogo fondamentale di allenamento, sia per il fisico sia per la testa. È il luogo dove tutti si scontrano, danno il massimo. Per certi versi, è anche il segreto della nostra Academy”.

Qui i piloti sono controllati anche dal punto di vista medico.

“Certo. Ci avvaliamo della collaborazione del professor Angelini di Empoli, un luminare nella gestione degli atleti. Per i nostri ragazzi studia anche una dieta ad hoc”.

Cosa mangia un pilota prima delle gare?

“Prima di mezzogiorno una pasta in bianco. Valentino invece ha uno stomaco di ferro e nessun problema di digestione: si fa una pasta al pomodoro, con salsa poco condita e del parmigiano grattugiato sopra. Però la dieta varia molto a seconda del periodo dell’anno”.

Attualmente in Academy avete 11 piloti.

“Puntiamo a crescere come numero, anche perché i ragazzi sono cresciuti troppo in fretta, arrivando in tre-quattro anni in MotoGP. Al momento ne teniamo d’occhio quattro o cinque, sempre italiani. Noi infatti abbiamo come politica quella di valorizzare i piloti del nostro Paese”.

Come fate scouting?

“Ci appoggiamo a strutture esterne per avere delle dritte. Poi vado a vedere il ragazzo, spesso anche insieme a Valentino, quando lui ha tempo. Cerchiamo nuovi talenti sin dalle minimoto e dalle MiniGP. Nella scelta vado molto a pelle, cerco di cogliere il talento, lo stile, i numeri, ma anche le capacità del ragazzo. Noi infatti dobbiamo crescere i piloti, formare in primo luogo sportivi, uomini”.

Vi racconto il Valentino segreto

Tra i talenti coltivati, chi potrà il nuovo Rossi?

“Ci sono tanti ragazzi che potranno vincere e togliersi grandi soddisfazioni. In Niccolò Bulega ho visto alcune cose del primo Vale, ma uno con le sue caratteristiche credo che debba ancora nascere”.

A proposito di Valentino: tu sei la persona che lo conosce meglio in assoluto.

“Ci conosciamo fin da quando eravamo bambini perché i nostri genitori erano amici. Io e lui siamo cresciuti insieme, con il nostro gruppo di amici del paese che è rimasto sempre unito nonostante il passare degli anni. Poi, quando Valentino ha intrapreso la carriera da pilota a tempo pieno, io sono andato a lavorare con lui. Tra tutti gli amici del gruppo, io ero quello che aveva più possibilità di sganciarsi dal lavoro, perché lavoravo con mio padre. Valentino da giovane non aveva la possibilità di pagarsi un assistente fisso, e io ho deciso di mollare tutto e andare con lui”.

Secondo te qual è stato l’anno della svolta per Rossi?

“Il 1995, quando correva l’Europeo. Lì ho capito che era davvero fortissimo: aveva un’Aprilia standard e, nonostante si scontrasse con piloti che avevano una moto ufficiali decisamente più performante, è riuscito ad arrivare terzo”.

C’è qualcosa del Rossi segreto che la gente non sa?

“È un ritardatario cronico, e la cosa mi manda in bestia. Quando era giovane i ritardi ammontavano anche a qualche ora. Adesso sta migliorando, ma sotto la mezz’ora non scende. E poi è un testone, nelle sue cose è uno che vuole fare come dice lui. Ascolta gli altri, ma alla fine fa sempre come gli pare”.

La cosa più strana che avete fatto insieme?

“Quando Valentino correva per l’Aprilia, doveva fare uno shooting a Padova. Doveva durare un giorno, poi le cose andarono per le lunghe e Carlo Pernat disse che dovevamo trattenerci anche al mattino, nonostante le lamentele di Vale. Ma non siamo riusciti a terminare il servizio fotografico, allora in pausa pranzo, mentre stavamo andando al ristorante con tutto il gruppo, noi fuggiamo e torniamo a casa a Tavullia, spegnendo i cellulari. Pernat non la prese benissimo”.

Tra Biaggi e Marquez, qual è il pilota che proprio non sopporta?

“Marquez tutta la vita! In fondo quella con Biaggi era una rivalità pane e mortadella, vera e sincera”.

Valentino compie 40 anni. Secondo te si sposerà?

“Enzo Ferrari diceva che un pilota quando si sposa perde un secondo a ogni figlio che gli nasce. Quindi per me può sposarsi subito. Ma a scanso di equivoci e per non rischiare di perdere velocità, meglio che si sposi dopo il ritiro!”.

E quando si ritirerà?

“Per lui non è il momento di smettere. In tanti anni non l’ho mai visto così in forma come adesso. Se pensi che l’anno scorso, con una moto tecnicamente inferiore a Honda e Ducati, siamo arrivati secondi… credo che prima di lui ci sono tanti altri che dovrebbero smettere. E poi ha ancora una voglia di correre incredibile, glielo vedo negli occhi”.

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