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Cinque cliniche e un nuovo libro

di Luigi Rivola
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Grande evento a Imola per i quarant'anni degli ospedali viaggianti inventati dal dott. Claudio Costa. Personaggi, campioni, stampa e un suo nuovo libro dedicato a Simoncelli

Il dott. Claudio Costa attorniato dai campioni del motociclismo
Un sabato davvero speciale a Imola. Il 21 aprile nella sala stampa dell'autodromo del Santerno si sono ritrovati i rappresentanti della stampa nazionale di settore, noti personaggi legati al motociclismo e un folto gruppo di ex campioni del mondo della velocità provenienti non solo dall'Italia, ma anche da altri Paesi d'Europa e addirittura dalla lontanissima Australia.
A convocare questa riunione e a tenerne le redini è stato il dottor Claudio Marcello Costa, un uomo che non ha bisogno di presentazione nel nostro ambiente. Il "dottorCosta" intendeva celebrare i quarant'anni della sua più bella invenzione, la Clinica Mobile, e presentare il suo ultimo libro, intitolato "La vittoria di Marco".
Al suo richiamo hanno risposto con entusiasmo tanti piloti che da Costa e dal suo ospedale viaggiante sono stati salvati in occasione di gravissimi incidenti in pista, e grazie al suo intervento sono tornati a correre e a vincere. Testimoni a Imola di questi casi soprattutto Mick Doohan venuto apposta dall'Australia, Franco Uncini, Loris Capirossi e il campione di automobilismo Alex Zanardi. Con loro nella sala di Imola, seduti su emblematiche balle di paglia, c'erano Lucchinelli, Lega, Bianchi, Spaggiari, Reggiani, Ferrari, Coulon, Fernandez, Salmi e Catalano. Tutti hanno attestato con un ricordo personale la gratitudine a Costa e alla sua opera.
"Sono passati quarant'anni di piloti, di corse, di emozioni, di gioie esaltanti e di dolori crudeli – ha detto Claudio Costa rivolgendosi alla sala gremita – La creazione della Clinica Mobile può somigliare ad un atto d'amore nei confronti degli eroi del motociclismo, un atto generoso nei confronti di chi ci ha insegnato che il dolore può essere sconfitto".
Cinque sono le Cliniche Mobili costruite in questi quarant'anni. La terza oggi è in Senegal per realizzare il progetto Roadway For Africa, un'iniziativa di solidarietà volta a fornire assistenza medica alle popolazioni rurali e nomadi e a prestare servizio ai bisognosi nei villaggi dove la sanità è carente. Un bellissimo filmato e un commento dell'attore Luca Zingaretti hanno illustrato durante l'evento di Imola il viaggio della Clinica Mobile n.3 dall'Italia a Dakar.
Altri due filmati hanno commemorato i momenti magici di due campionissimi dello sport a cui il dottor Costa era molto legato: Marco Pantani e Marco Simoncelli. Ad essi, alla madre di Pantani e al padre di Simoncelli, entrambi presenti, Costa ha dedicato parole che hanno commosso il pubblico.
Poi il libro. "Inizialmente si intitolava 'il sogno del dinosauro' – ha spiegato l'autore – ma una settimana e un giorno dopo aver consegnato il libro all'editore, Marco Simoncelli muore. Questo mi ha sconvolto dal punto di vista umano come ha sconvolto migliaia di persone, un'infinità di giovani che hanno scoperto di amare questo magnifico ragazzo; mi sono sentito a disagio, disperato perché Marco era già nel mio primo libro e nelle sue parole, nelle mie parole, si presagiva la tragedia".
"Così è nato un secondo libro che ho voluto costituisse la seconda parte di ciò che avevo già scritto fino a quel punto, perché mi sono reso conto che esso era un tutt'uno, una storia abbracciata all'altra, era un unico discorso".
"Voglio concludere – Claudio Costa ha terminato così il suo intervento – con le parole scritte da un marinaio su una nave norvegese che all'inizio del '900 ha sfidato i ghiacci dell'Antartide: 'Fino a che sei in pericolo sei vivo' ".
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