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La tragica scomparsa di Giorgio Nepoti

il 02/07/2006 in Altri sport

Fondatore, con Rino Caracchi, della celebre Scuderia NCR, era un meccanico tra i più bravi e conosciuti al mondo, specializzato nell’elaborazione dei motori Ducati da corsa. È morto con la moglie mentre con la sua auto andava in vacanza al mare, investito

La tragica scomparsa di Giorgio Nepoti
Una foto dell'inizio della 'carriera' di Giorgio Nepoti. Sono i primissimi Anni '60
e Giorgio, a destra col cronometro al collo, festeggia assieme ad altri la vittoria di un corridore della Ducati. Era un'immagine che gli era particolarmente car

di Luigi Rivola

Giorgione” non è più nel suo e nel nostro mondo. Ci ha lasciato tragicamente la sera di venerdì 30 giugno mentre, con suo moglie, si dirigeva verso i lidi ravennati per una vacanza. Sono morti entrambi – in un attimo – all’interno della loro Suzuki Ignis ridotta a una massa informe di lamiere da un urto tremendo. Ad investirli frontalmente è stata un’auto con a bordo due ragazzi giovanissimi; quello che era alla guida, per cause ancora da accertare, è uscito dalla propria corsia di marcia andando ad occupare quella opposta e lo scontro, improvviso, imprevedibile e micidiale, è stato inevitabile.


Giorgio Nepoti era semplicemente e realmente uno dei meccanici di moto più bravi e famosi del mondo. La sua vita erano i motori, la sua bandiera la Ducati. Con Rino Caracchi aveva fondato nel 1969 la scuderia NCR in uno scantinato di via Telemaco Signorini, a Bologna, non lontano dalla Ducati, che in breve tempo era diventato luogo di pellegrinaggio di tantissimi appassionati di tutto il mondo e di campioni della velocità.


Come Giorgio e Rino, pochissimi sapevano elaborare tanto magistralmente i motori Ducati: prima i monocilindrici, poi i bicilindrici. Scrupolo, precisione, raffinatezza, passione erano gli ingredienti, e i risultati erano clamorosi: vittorie in Italia, poi anche trionfi prestigiosi all’estero, tanto che la scuderia NCR era identificata spesso col reparto corse della Casa bolognese, e non era un accostamento azzardato, visto che in effetti la Ducati collaborava continuamente con la NCR, riconoscendone l’esperienza e le capacità.
Giorgio era un tipo estroverso, mentre Rino era più riservato. Erano una coppia formidabile. Dopo essersi imposti in tante corse, culminate nella leggendaria vittoria di Hailwood al TT del 1978 su Ducati 900SS assistita dalla NCR, e nella conquista del titolo mondiale SBK nel 1991 con Doug Polen su Ducati 888 NCR, Giorgio e Rino alcuni anni fa avevano deciso di godersi un meritato riposo.
Giorgio però continuava a mettere le mani nei suoi motori, e spesso si ritrovava con Franco Farnè e con Stefano Caracchi nei box dei circuiti del mondiale SBK per aiutare Farnè a sviluppare la Ducati del Team Caracchi. L’ultima grande soddisfazione se l’era concessa con la vittoria di Nannelli nel GP di Imola Supersport dell’anno scorso. Lui e Farnè erano raggianti, commossi, felici come se fosse la loro prima vittoria.
Giorgio era un grand’uomo. In più di trent’anni di professione giornalistica ho scritto tante volte di piloti e personaggi scomparsi che avevo conosciuto bene. L’episodio che più mi aveva colpito fino ad oggi era stata la morte di Otello Buscherini, un amico, un grande campione. Ma Buscherini morì in corsa, al Mugello nel 1976. Giorgio e sua moglie sono invece morti per strada, incolpevoli, in un incredibile e assurdo appuntamento col destino. Giorgio aveva 70 anni e un grande amore per la vita. Amava gli scherzi e le battute ma aveva rispetto per tutto e per tutti; era generoso e modesto. Lo ripeto ancora: un grand’uomo. Ciao, Giorgione.

La tragica scomparsa di Giorgio Nepoti
Una foto dell'inizio della 'carriera' di Giorgio Nepoti. Sono i primissimi Anni '60
e Giorgio, a destra col cronometro al collo, festeggia assieme ad altri la vittoria di un corridore della Ducati. Era un'immagine che gli era particolarmente car

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Cristian Lancellotti

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