Urban Mobility

Targa monopattini obbligatoria: rischio multe fino a 400 euro

Redazione
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Targa monopattini obbligatoria: rischio multe fino a 400 euro
Targa monopattini obbligatoria: rischio multe fino a 400 euro

Dal 16 maggio obbligo di targa per i monopattini elettrici. Assoutenti denuncia problemi tecnici e rischio multe fino a 400 euro

Dal prossimo 16 maggio entrerà in vigore l’obbligo di contrassegno identificativo per i monopattini elettrici. I proprietari dei mezzi dovranno applicare la nuova targa adesiva prevista dalla normativa, pena sanzioni fino a 400 euro. La novità, però, sta già sollevando dubbi e polemiche. Assoutenti ha infatti inviato una richiesta formale al Ministero dei Trasporti segnalando diverse criticità legate all’utilizzo del contrassegno. Secondo l’associazione, numerosi utenti avrebbero riscontrato problemi durante l’applicazione dell’etichetta adesiva sui monopattini. Le superfici indicate per il posizionamento della targa — come parafango posteriore e piantone dello sterzo — non sempre garantirebbero un’aderenza efficace. Sporco, umidità, materiali plastici porosi o superfici curve rischiano infatti di compromettere la tenuta dell’adesivo già dopo poco tempo.  

"LE TARGHE RISCHIANO DI DETERIORARSI"

Tra le criticità evidenziate da Assoutenti c’è soprattutto la fragilità del contrassegno adesivo durante l’utilizzo quotidiano del monopattino. Il posizionamento sul parafango posteriore espone infatti l’etichetta a vibrazioni, pioggia, fango e sbalzi di temperatura, fattori che potrebbero renderla rapidamente illeggibile. A complicare ulteriormente la situazione c’è la natura antimanomissione della targa adesiva. Il contrassegno è progettato con microtagli che ne provocano la frammentazione in caso di rimozione, rendendo impossibile riutilizzarlo. Questo significa che un’applicazione errata comporterebbe la necessità di richiedere una nuova targa, con costi aggiuntivi per il cittadino. Per questo motivo Assoutenti ha chiesto al Mit di valutare soluzioni alternative, come contrassegni rigidi avvitabili, supporti con QR code oppure sistemi digitali collegati a una banca dati nazionale. Secondo l’associazione, queste opzioni garantirebbero la tracciabilità dei mezzi senza i rischi legati al deterioramento o agli errori di applicazione.

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