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Ducati Scrambler Sixty2

Pino Mottola il 21/02/2017 in Prove della redazione
Ducati Scrambler Sixty2
Ducati Scrambler Sixty2
399 cc / 41 CV / 2 cilindri a L / Euro4
€ 7.940 c.i.m.

Buona per ogni occasione, la piccola bolognese è sempre pronta all'azione. Bella e ricercata, ha la capacità rara di sedurre chi la osserva. Scopriamola.



Come tu mi vuoi

Stasera indosso una giacchetta sciancrata e aperta sul petto, di quelle che fanno molto estate, molto aperitivo. Domattina invece metto il "gessatino", arrivano gli americani in ufficio per quella riunione programmata da mesi. Poi però indosso T-shirt e giacca di pelle, ho voglia di sentirmi libero. La mia moto? Sempre la stessa, quella scramblerina che non stona mai, camaleontica come nessuna moto è in questo momento, adatta a plasmarsi alla specificità dell'individuo e, se possibile, anche ad accrescerne la personalità. Almeno la mia, almeno quando la cavalco. È diabolica la Ducati Scrambler Sixty2: quando mi sento fighetto lei c'è, quando sono tamarro lei c'è e, alla fine, anche quando sono romantico non mi abbandona mai, grazie a quel sellone che invita la mia "lei" a saltare dietro, rassicurata anche dall'altezza e, in generale, dal suo essere amichevole e accomodante, sempre e in ogni condizione. Prima di comprarla ho avuto modo di provare anche la sorella maggiore, quella con il motore da 800 cc, ma in fondo credo che lo spirito vero della "Scrambler" si annidi in questa Sixty2. Penso infatti che "the land of joy", la tanto decantata "terra del piacere" di cui ci hanno sempre parlato i folli ragazzi di Borgo Panigale, si scopra meglio in sella alla 400 rispetto alla 800. Il merito? Il piccolo bicilindrico che meglio si accorda alla loso a "del piacere", che ha tormentato il sonno degli uomini Ducati e lo ha tolto ai tanti appassionati. È solo quando inserisco la modalità "tamarro" che rimpiango il motore da 800 cc, più scontroso ai bassi regimi del 400 ma nel complesso ben più dotato di sostanza. Mi manca un po' di "birra bolognese" fuoriporta, quando la strada si apre, ma non ne sento la mancanza nella city, dove il piccolo bicilindrico è un mostro di regolarità, perfetto per chi deve iniziare e anche per chi sceglie di muoversi con disinvoltura e allo stesso tempo con stile, nel selvaggio traffico urbano. Proprio lì, tra le macchine, la Sixty2 è eccezionale: me ne accorgo alle ore venti, quando la metropoli è piena zeppa di viveur in doppia fila e di esauriti da parcheggio... roba che per infilarsi tra le macchine come un Negroni in bicchiere – cioè con naturalezza – bisogna avere tanta agilità e un buon bilanciamento, doti che alla scramblerina non mancano di certo. A queste, lei ci aggiunge anche un manubrio dall'ampio raggio di sterzata. E a proposito di manubrio: è bello averlo largo, ti dà la sensazione di dominare la strada e di poter superare ogni ostacolo con più immediatezza, però diavolo come è rialzato... devo farci un po' l'abitudine. È l'unica cosa a cui mi devo assuefare, anche perché la frizione è morbida il giusto (non è di quelle inconsistenti), così come il comando del gas, tutte cose che aiutano non poco a districarsi nel ginepraio metropolitano.

Scrambler by night

Alle 21.30 la città inizia a respirare, le famiglie sono in casa, i single a spasso. Le stesse strade attraversate due ore prima si allargano, diventando invitanti. Posso iniziare a dare un po' difilato al mio "Desmo", che anche se non è fatto per correre quello montato sulla Sixty2 un po' di soddisfazione me la dà quando lo spremo per bene e faccio schizzare l'indicatore del contagiri oltre 4.500 giri. Quando stacco la spina ed esco dal traffico lo guido così: alto di giri, cambiate frequenti e occhio sempre vigile e attento a ciò che mi circonda. Frena bene la mia Scrambler: anche se all'anteriore ha un solo disco, quando strizzo bene la leva la potenza non delude. Certo, avrei preferito l'impianto anteriore della 800, con il suo disco un po' più grosso e, soprattutto, con la pinza a quattro pistoncini al posto di quella a due montata sulla Sixty2. Ma più attraverso la notte e più mi rendo conto di come questo freno anteriore dall'attacco dolce sia intonato alla perfezione alla forcella, più semplice e tradizionale rispetto alla sorella maggiore, che monta invece un'unità più sofisticata a steli rovesciati: se arrivo forte in rotonda e freno cattivo la metto un po' in crisi, anche se poi una volta "dentro" la Sixty2 ha un'intuitività invidiabile nel seguire le traiettorie, comportamento che deriva anche dal profilo tondo tondo delle sue gomme.

Moto da donna? No grazie

Non ho mai sopportato la frase: "È una moto ideale per le donne". Non l'ho mai digerita perché affibbiarla a una determinata moto significa, quasi sempre, sia decretarne l'insuccesso commerciale, sia enfatizzarne la pochezza tecnica. Oggi voglio dirlo: la Ducati Scrambler è "anche" una moto da donna, e lo è per le sue caratteristiche – che la fanno essere maledettamente user friendly – ma lo è soprattutto perché è bella, perché è sanguigna e perché è naturale. Ha il suo stile, che è lo stile Scrambler, un vizio di famiglia capace di contagiarti, di farti perdere il sonno, di farti venire la voglia. E quando una donna l'ammira ne rimane stregata, attratta fisicamente, rapita, come una fashion victim davanti a una scarpa di Jimmy Choo e a una borsa di Michael Kors. Gli indifferenti e i puristi dicono che sia un oggetto da fighetti e da fighette. Non credeteci: la Scrambler è un oggetto "cross", trasversale. Sono le 23.30 e fa ancora un caldo bestia. Cavo la giacca di pelle sudata, sul tavolo è già pronto il gessatino. Già, la riunione con gli americani.

Dati Tecnici

 
Ducati
Scrambler Sixty2

Motore

2 cilindri a L, 399 cc, ale- saggioxcorsa 72x49 mm, raffreddamento ad aria, rapporto di compressione 10,7:1, distribuzione con comando desmodromico, 2 valvole per cilindro, iniezione elettronica, 1 corpo farfallato da 50 mm, lubri cazione a carter umido

Trasmissione

finale a catena (48/15); frizione multidisco in bagno d'olio con comando meccanico; cambio a 6 rapporti

Ciclistica

telaio a traliccio di tubi d'acciaio, inclinazione cannotto di sterzo 24°, avancorsa 112 mm; forcella da 41 mm; forcellone in acciaio, ammortizzatore regolabile nel precarico molla; escursione 150/150 mm

Dimensioni

lunghezza 2.150, larghezza 860, interasse 1.460, altezza sella 790 (770 optional), serbatoio da 14,0 lt, peso a secco 167 kg

Prestazioni

30,1 kW (41 CV) a 8.750 giri, 34,3 Nm (3,5 kgm) a 7.750 giri

Prestazioni

Il commento del centro prove

La Scrambler Sixty2 rispolvera una cilindrata di lunga tradizione a Bologna, ma senza veri riferimenti nel mercato attuale. Ci sono naked bicilindriche di 300 cc, ma forse il vero riferimento è il mono 390 su cui oltre alla KTM Duke nascerà una "modern classic" Husqvarna. La Duke, più leggera della Scrambler di ben 30 kg e ancora omologata Euro3, è un po' più svelta della Sixty2: due secondi sui 1.000 metri, uno sui 400. La Scrambler è invece allineata alla Kawasaki Z300, più piccola ma anche più leggera e sempre di indole sportiva. Nella media i consumi, come anche i valori in frenata: tutte le moto citate hanno impianti monodisco come la Sixty2.

Curva di accelerazione

Ducati Scrambler Sixty2

Condizione della prova

Cielo sereno
Vento 1,8 m/s
Temperatura aria 25,9°C
Pressione atmosferica 1.008 mb
Temperatura asfalto 42,6°C

Rilevamenti

 
Ducati
Scrambler Sixty2

RILEVAMENTI

Velocità a 1500 m con partenza da fermo (tempo) 154,0 km/h (42,4 s)

ACCELERAZIONE

0-400 m 15,6 s (135,5 km/h)
0-1000 m 30,5 s (149,3 km/h)
0-90 km/h 6,0 s (86,3 m)
0-130 km/h 13,4 s (319,2 m)

PROVA SORPASSO (nella marcia più alta)

80-130 km/h 12,1 s (359,2 m)

FRENATA (compreso tempo di reazione convenzionale pari a 1 s)

130-80 km/h 2,5 s (79,3 m)
50-0 km/h 2,8 s (24,0 m)

CONSUMO

Urbano 19,2 km/l
Extraurbano 19,3 km/l
Autostrada (130 km/h indicati) 20,2 km/l

PESO

In ordine di marcia e serbatoio pieno 186,0 kg
Distribuzione masse senza conducente (% ant./post.) 48,0/52,0
Distribuzione masse con conducente (% ant./post.) 43,0/57,0

Pagelle

 
Ducati
Scrambler Sixty2

In sella

4.0

Accogliente e invitante, la Scrambler ha un bel sellone da far invidia a certe moto da turismo. L'altezza sella permette di toccare sempre con grande tranquillità.

Comfort

0.0

Per essere una moto svestita ha un buon comfort, soprattutto grazie a una triangolazione azzeccata; un po' troppo alto il manubrio, basse invece le vibrazioni.

Dotazioni

3.0

Essenziale per scelta. Rispetto alla sorella da 800 cc è meno ricca, soprattutto sul fronte delle sospensioni (la forcella non ha gli steli rovesciati) e dei freni.

Qualità percepita

4.0

Osservandola si ha la percezione di un oggetto ben fatto. Ruffiana, strizza l'occhio a chi da una moto si aspetta anche che sia bella e ricercata.

Capacità carico

2.5

Con un ragno si può agganciare uno zaino sulla grande sella. Optional ci sono anche le borse laterali con i relativi agganci e il borsello da manubrio.

Motore

3.0

Non è un mostro di potenza: per farlo correre bisogna spremerlo e usare spesso il cambio. Erogazione lineare, non strappa ai bassi regimi.

Trasmissione

3.5

Frizione puntuale, modulabile, dalla giusta resistenza e piacevolmente più morbida rispetto a quella della 800. Cambio preciso negli innesti, si indurisce un po' quando si forza il ritmo.

Sospensioni

3.0

Perfetta quando si passeggia, la forcella affonda tanto quando si forza la staccata. Un po' troppo secco in ritorno del monoammortizzatore.

Freni

3.0

In linea con la moto. Il freno anteriore ha potenza ma richiede forza sulla leva quando è necessario diminuire gli spazi di arresto. Ok il posteriore.

Su strada

4.0

Fa egregiamente quello per cui è nata. Disinvolta, svelta e mai impacciata in città, è ottime anche sulle strette strade di collina. Ma non chiedetele il tempo sul giro.

Versatilità

3.5

Ci fai un po' tutto, dalla città alla montagna, anche in coppia. I lunghi viaggi in autostrada, però, non sono il suo pane. Ma... chi è che cerca la "land of joy" sulla A1?

Prezzo

3.0

La Scrambler Sixty2 è bella, ma Ducati non te la regala... 8.000 euro non sono pochi per un 400, ma oltre a una motocicletta, qui, si compra anche un'icona.

Gallery

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