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BMW R 80 G/S Paris-Dakar. L'Africa dietro casa

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Nata per celebrare le prime tre vittorie di BMW nel grande rally, la boxerona da deserto si è rivelata una straordinaria moto per viaggiare. Anche e soprattutto... con la fantasia

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Te la immagini insabbiata in una duna, il serbatoio finito a far da otre in qualche villaggio del Senegal. Invece lei è lì che si riposa in una malga dell'alta bergamasca. Una delle 3.190 BMW R 80 G/S Paris-Dakar originali, quelle con la barra tra le due lettere e lo scarico cromato e la componentistica come si deve.
Trent'anni di storia e di popolarità hanno depositato una spessa patina di preconcetti su questi nomi, ma bisogna cercare di guardare senza lenti deformanti e ricordarsi che cos'erano la BMW e la Paris-Dakar all'inizio degli anni Ottanta.
I francesi, sempre appassionati alle corse di durata (la Pechino-Parigi è del 1907), correvano nei deserti delle loro ex colonie fin dagli anni Cinquanta, ma fu con la folle idea di Thierry Sabine di una gara lunga 10.000 km da Parigi a Dakar che il mondo dei rally trovò la sua forma definitiva. Definitiva e perfetta nel suo arrivare a fine Anni 70, nel momento di massima popolarità delle moto da fuoristrada: la prima Dakar parte il 26 dicembre del 1978, e ammalierà mezzo mondo per il decennio successivo.

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