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Prove della redazione

Yamaha XT 1200 Z Super Ténéré

Andrea Padovani il 04/05/2012 in Prove della redazione
Yamaha XT 1200 Z Super Ténéré
Yamaha XT 1200 Z Super Ténéré
1199 cc / 80,9 kW (110 CV) / 2 cilindri in linea / Euro 3
€ 15.490 c.i.m.

Fuggire dove l'orizzonte fi nisce, lasciare le strade battute per quelle sconosciute, viaggiare per giorni e giorni. La nuova enduro giapponese è in garage che attende. Non resta che partire...

L'ufficio, il capo che rompe, il telefono, le mail che incombono, la coda per tornare a casa. Giorno dopo giorno. Le stesse facce, le stesse situazioni, gli stessi problemi. Quelli che prendono allo stomaco. Scappare, l'unica soluzione! Verso quel luogo che esiste nella nostra fantasia di viaggiatori, dove lo spazio non ha memoria, dove il tempo scorre senza lancette, dove il cielo si incontra con la terra. Mollare tutto e partire. Giù in garage, due scalini alla volta, dove la Super Ténéré ci attende. Una tanica di benzina, due attrezzi, un po' di nastro telato in una valigia. Lo spazzolino, due magliette, un paio di jeans strappati nell'altra. Manca solo una carta geografica e un libro. Il completo da enduro è lì sulla sedia, il sole sta sorgendo. Due minuti e siamo pronti. È tempo di andare! La meta? Il mondo! In verità nelle valigie un po' di spazio avanza e la carica dall'alto permette di stivare parecchi oggetti. Regoliamo la sella e tiriamo fuori il bisonte dal garage. Certo, la manovra non è facile vista la stazza, ma l'orizzonte ci aspetta e non possiamo deluderlo. Dobbiamo scappare! Costi quel che costi… All'aperto la Ténéré incute un po' di soggezione: il frontale, la carenatura, il serbatoio si fanno notare. In compenso in sella la protezione offerta è buona, magari non a livello di una tourer, ma le ginocchia trovano un buon riparo negli svasi del serbatoio e il plexiglas protegge spalle e casco. Fuggire in autostrada non dovrebbe essere difficile. Lasciamo casa, la città, i suoi problemi: i pensieri si sciolgono e una sorta di leggerezza ci prende la testa, chilometro dopo chilometro. In sella l'aria ci accarezza e quasi non ci accorgiamo di essere alla guida da due ore: la fatica non si sente anche perché la seduta piatta e larga permette una certa libertà di movimento e le gambe non troppo angolate non soffrono, al pari delle braccia correttamente piegate. Insomma, si viaggia sul velluto: peccato per le vibrazioni che si sentono soprattutto sul manubrio.

Divoratrice di chilometri

Qualcuno diceva che si può scappare da tutto tranne che da se stessi. Continuiamo a correre via da un mondo che non ci molla: la Yamaha è inchiodata a terra anche nel veloce, sia sui curvoni sia in rettilineo, e possiamo permetterci di distrarci un po'. Giochiamo con la strumentazione (ma non potevano mettere un pulsante sul blocchetto al manubrio per le informazioni del computer?), pensiamo a quanto manca all'uscita dall'autostrada, al fatto che possiamo permetterci trasferimenti di oltre 340 chilometri prima del distributore, al fatto che siamo soli. Certo che anche con un passeggero non sarebbe stato male: una volta precaricato il mono con il pomello, l'assetto non ne avrebbe risentito troppo… Visto che viaggiamo in solitaria, avremmo potuto smontare anche la sella del passeggero per ottenere un piano unico di carico con le borse. A guadagnarne sarebbe stata anche la linea... Mancano 15 chilometri all'uscita. È fatta, il mare! Sarà l'azzurro del cielo, il blu dell'acqua, lo sguardo che si perde, ma il mare regala serenità. Le curve si susseguono, la moto si getta dentro la svolta con tutti i suoi 267 kg. Non pochi, ma ben distribuiti e perfettamente gestiti dalle sospensioni, uno degli elementi di forza della Yamaha. Torniamo a concentrarci nella guida, il panorama lo teniamo per la prima sosta. La Super Ténéré in frenata si accuccia sull'anteriore con fermezza e scende in curva con incredibile efficacia e comunicativa, questo nonostante la ruota anteriore da 19" e l'escursione lunga della forcella. In percorrenza, poi, offre la sicurezza di una stradale e invita a piegare, piegare, piegare... È come se l'anteriore parlasse e dicesse ogni istante «tutto ok, spingi pure, ti avverto io quando siamo al limite». Il peso torna protagonista nei cambi di traiettoria: ma il manubrio largo e ben sagomato offre un valido braccio di leva. Verrebbe voglia di non fermarsi: solo il motore, usato sempre nella mappa S (la più cattiva), meriterebbe qualche CV in più. Una moto nata per viaggiare anche a pieno carico dovrebbe avere «badilate» di coppia ai bassi: ma è qui che la Ténéré lascia un po' a desiderare. Se si cerca un po' di verve in uscita di curva, occorre scalare marcia e non risparmiarsi col gas. Destra, sinistra, allungo: la strada corre sui nostri «pensieri» che iniziano ad essere solo ricordi. Ci meritiamo una sosta.

Qualche caduta di stile

Dal tavolo del Caffè osserviamo la nostra Yamaha: la linea, pur essendo asetticamente giapponese, non è male. Peccato per qualche pecca sulle finiture: il cupolino regolabile con un cacciavite, il telaio e le sue saldature, qualche vite scadente…Per non parlare della trasmissione finale ad albero, efficace e funzionale quanto una tradizionale a catena, però brutta. Ma c'è anche del bello nella Yamaha: i cerchi a raggi, i carter motore, i comandi, le plastiche solide e ben verniciate, le protezioni laterali. Abbastanza da esserne soddisfatti. Una voce ci riporta nel mondo degli umani. Ci dicono che qualche chilometro più avanti inizia uno sterrato che corre tra mare e montagne, di quelli che si perdono nel nulla. Impostiamo il motore nella mappatura T (Touring), meno brillante nella risposta, e il traction control nella modalità più libera (TCS2) che permette un certo slittamento della ruota motrice su fondo a bassa aderenza. Operazione necessaria, altrimenti si avanzerebbe a singhiozzo: siamo in piedi sulle pedane, le ginocchia che stringono i fianchi, lo sguardo a cercare buche e ostacoli. Anche qui la Super Ténéré mantiene il suo bilanciamento, il feeling con l'avantreno e con la forcella che copia senza problemi anche il fondo accidentato. La taratura del TC fa il resto, limitando le derapate al minimo indispensabile, così come i rischi di caduta ma anche il… divertimento. Con il pulsante sulla sinistra della strumentazione si può ovviare al problema escludendo il TCS. Peccato non esista un pulsante anche per l'ABS: in caso di emergenza, fermare questo bisonte sulla terra, specie se in velocità, non è semplice. La strada sterrata accarezza la costa, il caldo del pomeriggio si fa sentire. Oltre il promontorio c'è una caletta dimenticata da dio. Procediamo di buon passo, sempre all'erta per il problemino dell'ABS. Su strada il suo comportamento è irreprensibile, qualsiasi fondo si affronti. E anche il lavoro del ripartitore (UBS), che attiva il posteriore sempre con misura, è ottimo. Qui, invece, tra polvere e pietre, la leva anteriore va azionata con parsimonia e conviene usare sempre prima il pedale perché il sistema non giochi brutti scherzi. Infatti, solo così l'UBSABS mantiene separato l'intervento dei dischi anteriori da quello posteriore, come farebbe un impianto tradizionale. Un paio di derapate e arriviamo alla spiaggia. Il sole è basso sull'orizzonte, ma ancora scalda. Togliamo il casco. Un attimo dopo anche l'abbigliamento e restiamo come Adamo nell'Eden. Un tuffo. Il mondo ai nostri piedi… Driiiiiinnnn…. «Oddio. La presentazione, dov'è la presentazione? Siamo in ritardissimo, ci stanno aspettando per la riunione. Non ce la faremo mai! Arriviamo! Fermate l'ascensoreeeee...»
Portare una moto di questo genere in fuoristrada non è semplice. Il peso è il limite maggiore, ma anche i pneumatici stradali non aiutano. Per l'occasione abbiamo quindi installato i più specialistici e tassellati Metzeler MCE Karoo e ci siamo diretti verso il primo sottobosco per un test «estremo». Il responso è immediato: la Yamaha, pur con i limiti dettati dalle sue caratteristiche strutturali, è una delle migliori maxi per l'off-road (KTM Adventure esclusa, moto nata espressamente per questo). La Ténéré si distingue per la buona conformazione della zona sella-serbatoio che favorisce la guida in piedi e per l'ottima direzionalità garantita su ogni tipo di fondo. Ma la parte del leone è giocata dalle sospensioni in grado di filtrare gli ostacoli senza mettere in crisi il pilota. L'erogazione estremamente lineare aiuta sui fondi a bassissima aderenza mentre la frizione non ha mostrato la minima tendenza a gonfiarsi anche se sfruttata in maniera continua e poco gentile. Un discorso a parte merita l'UBS-ABS non disinseribile: se su fondi in terra battuta e omogenei, con pendenze contenute, il sistema comunque garantisce decelerazioni accettabili, nel fuoristrada vero (fango, sassi più o meno grossi, discese ripide…) il limite è insormontabile: come dire, il rischio di finire a terra per un «lungo» è elevato. Non a caso tutte le moto pensate anche per l'off-road (più o meno spinto) offrono la possibilità di disinserirlo. Il problema è che non sempre si può prevedere il tipo di fondo che si affronterà: e magari, scendendo per la stradina di ghiaia alla volta della caletta nascosta, con passeggero e borse, occorre superare quel piccolo dislivello non previsto. Un attimo, l'ABS che «molla» i freni, l'avantreno che chiude e… Bastava un pulsantino!

Dati Tecnici

 
Yamaha
XT 1200 Z Super Ténéré

Motore

2 cilindri in linea trasversali a 4 tempi, raffreddamento a liquido; alesaggio per corsa 98,0x79,5 mm; cilindrata 1199 cc; rapporto di compressione 11,0:1. Distribuzione bialbero a camme in testa con comando a catena e 4 valvole per cilindro. Alimentazione a iniezione elettronica con sistema YCC-T, diametro corpi farfallati nd. Capacità serbatoio carburante 23 litri (riserva nd). Lubrificazione a carter secco.

Trasmissione

primaria ad ingranaggi, finale ad albero (2,987). Frizione multidisco in bagno d’olio e comando idraulico. Cambio a sei marce.

Ciclistica

telaio a traliccio in tubi di acciaio; sospensione anteriore, forcella rovesciata da 43 mm completamente regolabile, escursione ruota 190 mm; sospensione posteriore, forcellone con mono ammortizzatore regolabile nel precarico, escursione ruota 190 mm. Pneumatici: anteriore 110/80- R19, posteriore 150/70-R17. Freni: anteriore a doppio disco flottante in acciaio da 310 mm e pinze a 4 pistoncini, posteriore a disco singolo in acciaio da 282 mm e pinza a un pistoncino con sistema ABS-UBS.

Dimensioni

lunghezza 2255, larghezza 980, altezza sella 845-870, interasse 1540. Peso in ordine di marcia 261 kg.

Prestazioni

potenza 80,9 kW (110 CV) a 7250 giri, coppia 114,1 Nm (11,6 kgm) a 6000 giri.

Prestazioni

Il commento del centro prove

Tutti i rilevamenti riportati si riferiscono al motore in mappatura S, la più performante delle due disponibili: nonostante questo, i dati registrati non entusiasmano. Il biciclindrico frontemarcia della Yamaha offre prestazioni brillanti che però non segnano nuovi traguardi: sulla distanza dei 1500 m la velocità è prossima ai 200 km/h, limite tuttavia superato dalla rivale più accreditata, la BMW R 1200 GS. Rispetto a quest’ultima, la Super Ténéré viene distaccata in accelerazione di 5 e 8 decimi, rispettivamente sui 400 e sui 1000 m. Ma è nella prova di sorpasso che il gap si fa sensibile: il secondo e mezzo di ritardo accusato dalla Yamaha mette in evidenza una carenza di coppia ai bassi, una conferma delle sensazioni ricavate nella guida su strada. Lieve, ma presente, il ritardo anche nella prova di frenata: in questo frangente, oltre alla taratura dell’ABS, la Yamaha è penalizzata da un peso maxi, 267 kg che diventano 278 con le borse laterali fornite di serie.

Curva di accelerazione

Yamaha XT 1200 Z Super Ténéré

Condizione della prova

Cielo sereno
Vento 1 m/s
Temperatura aria 28°C
Pressione atmosferica 1005 mb
Temperatura asfalto 45°C

Rilevamenti

 
Yamaha
XT 1200 Z Super Ténéré

RILEVAMENTI

Velocità a 1500 m con partenza da fermo (tempo) 196,4 km/h (33,5 s)

ACCELERAZIONE

0-400 m 12,7 s (173,2 km/h)
0-1000 m 24,3 s (194,8 km/h)
0-90 km/h 3,7 s (49,8 m)
0-130 km/h 6,5 s (134,5 m)

PROVA SORPASSO (nella marcia più alta)

80-130 km/h 6,5 s (192,1 m)

FRENATA (compreso tempo di reazione convenzionale pari a 1 s)

130-80 km/h 2,5 s (79,1 m)
50-0 km/h 2,5 s (24,9 m)

CONSUMO

Urbano 13,1 km/l
Extraurbano 15,5 km/l
Autostrada (130 km/h indicati) 16,2 km/l

PESO

In ordine di marcia e serbatoio pieno 267,0 kg
Distribuzione masse senza conducente (% ant./post.) 50,0/50,0
Distribuzione masse con conducente (% ant./post.) 47,5/52,5

Pagelle

 
Yamaha
XT 1200 Z Super Ténéré

In sella

4.0

Maestosa da vedere, importante da guidare, accogliente come una tourer: dalla sua sella gli ostacoli sembrano meno difficili e la strada (qualsiasi sia) meno lunga.

Comfort

4.5

Il parabrezza protegge, il serbatoio pure. Le sospensioni poi filtrano l’impossibile e la posizione in sella è regale. Se non fosse per quelle vibrazioni al manubrio...

Dotazioni

4.5

ABS, controllo di trazione, componentistica di alto livello. E in questo primo anno di vendita, le borse, la piastra paramotore e la griglia protettiva anteriore sono di serie.

Qualità percepita

3.5

Tra alti e bassi il giudizio rimane comunque positivo: qualche caduta di stile si poteva però facilmente evitare. Altre meno.

Capacità carico

4.5

Considerando le borse di serie, la capacità di carico è notevole. Che aumenta ancora se si asporta la porzione di sella del passeggero.

Motore

3.0

Ci aspettavamo di più dal bicilindrico Yamaha: un po’ più di coppia ai bassi non avrebbe fatto male. Il ricorso al cambio si fa quasi indispensabile, specie a pieno carico.

Trasmissione

4.5

Un plauso va alla finale ad albero, dolce ed efficace alla stregua di una tradizionale catena. Meno apprezzabile il cambio, un po’ duro negli innesti.

Sospensioni

5.0

Feeling elevatissimo, efficacia indiscutibile su ogni tipo di percorso. E se pensiamo ai chili in gioco e ai trasferimenti di carico da gestire, l’apprezzamento sale ancora.

Freni

3.0

Spazi di arresto buoni ma non eccezionali e quell’ABS che non si può disinserire. In questo ambito la Yamaha può migliorare.

Su strada

5.0

Il piacere di guida e l’efficacia in curva sono al top, sui brevi come sui lunghi tragitti. E anche il fuoristrada è alla sua portata.

Versatilità

5.0

Ovunque, comunque, sempre: la Super Ténéré non ha confini d’uso, limiti di guida o di carico. Attenti solo all’ABS nell’off-road... estremo.

Prezzo

3.5

Non è regalata, ma compreso nel prezzo c’è molto. Pensateci!

Pregi e difetti

 
Yamaha
XT 1200 Z Super Ténéré

PREGI

Versatilità, Guida, Sospensioni

DIFETTI

ABS non escludibile, Prestazioni motore

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  • lawrencedarabia
    i primi 2 mesi - Due mesi che ho la supertenerona e la trovo veramente ok. Arrivo da vstrom e, pur trovando il vstrom ottimo, con il supertenere siamo ad altro livelli. In due mesi percorsi 3.500 km. Cosa dire: consumi ottimi, 16-17 litro, comfort totale. Il motore ? buono ma per essere un 1200 qualcosa in pi? me l'aspettavo. Grande maneggevolezza.
  • angiolo-1951
    il primo anno col Supertener? - Aprile 2011 ritiro la moto dal concessionario Motortimes di Saronno. Febbraio 2012 dopo 13.000 Km. cambio le gomme rimettendo le Bridgestone. Aprile 2012 dopo 17.000 Km. mi si rompe la molla del ritorno pedana. L'unico inconveniente che ho accusato. Cosa devo dire: grazie ad Yamaha per aver prodotto questa moto. L'anno scorso ho fatto i Pirenei e mi sono divertito un sacco.

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