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Prove della redazione

Piaggio MP3 300 Yourban ERL

Luigi Rivola il 24/05/2012 in Prove della redazione
Piaggio MP3 300 Yourban ERL
Piaggio MP3 300 Yourban ERL
278 cc / 16,47 kW (22,4 CV) / 1 cilindro orizz. / Euro 3
€ 6200 c.i.m.

Dopo la Vespa, l'Ape e il Ciao, la Casa di Pontedera ha colto ancora una volta nel segno con l'MP3, un veicolo metropolitano che si conferma ideale per sicurezza e praticità

Tre ruote. Da una parte il pregiudizio del vecchio motociclista, dall'altra la curiosità. Per natura - sono della Bilancia - quando è possibile preferisco porre gli elementi che si contrappongono sui due piatti prima di esprimere un giudizio. Nel caso del Piaggio MP3 ho aspettato a lungo, ma alla fine non me lo sono fatto scappare e, dopo aver letto le prove dei miei colleghi, è finalmente arrivato anche per me il momento di salire in sella a questo rivoluzionario scooter. Il pregiudizio prende subito il sopravvento. L'esame estetico risente dell'anomalia frontale del veicolo: quelle due piccole ruote affiancate sono decisamente difficili da digerire per chi fino ad oggi ha inquadrato solo motociclette e scooter con un solo, canonico, pneumatico anteriore, alto o basso che sia, ma uno solo... Lo Yourban, il modello oggetto di questa prova, è più filante e snello dell'MP3 di prima generazione: pesa circa 15 kg in meno, ha il faro alto e la linea mostra chiaramente lo sforzo dello stilista di dargli una caratterizzazione sportiva; in questo senso il suo lavoro è certamente riuscito. L'aspetto estetico di un veicolo comunque non mi influenza mai più di tanto. Per molti anni le moto BMW sono state fra le più brutte sul mercato, eppure piacevano da matti, oltre ad andare benissimo. In campo automobilistico lo stesso si può dire delle macchine francesi, Citroen e Renault in primis, che negli Anni 70 costruivano vetture quasi inguardabili rispetto alle nostre, ma che effettivamente potevano contare su una clientela entusiasta. Ma torniamo allo Yourban 300, che ho avuto modo di strapazzare per qualche migliaio di chilometri su percorsi diversi, cercandone i limiti, i pregi e i difetti e sforzandomi di individuare accorgimenti da adottare per raggiungere il miglior affiatamento col mezzo. Appartengo a una generazione priva di elettronica, di forcelle regolabili, di marchingegni vari per adattare al proprio stile di guida la moto, per cui non dimentico il vecchio sistema, ossia cerco di adattarmi io alla moto che conduco, e penso che l'ideale stia proprio nel compromesso fra le caratteristiche della moto e la malleabilità di chi la utilizza. Il primo adattamento che lo scooter richiede appena salgo in sella è la conseguenza della mia bassa statura: chi è sotto il metro e settanta, come il sottoscritto, si deve accontentare di toccare a terra, a veicolo fermo, solo con un piede. Pazienza: è la normalità, anzi, di questi tempi è grassa... Non mi soffermo con dovizia di particolari sulle peculiarità di questo veicolo, ormai notissimo per le sue caratteristiche decisamente innovative. In sintesi si tratta di un triciclo con due ruote frontali affiancate che, grazie ad una particolare sospensione a quadrilatero articolato deformabile, possono muoversi verticalmente in modo indipendente ed assumere una posizione inclinata fino ad un angolo di circa 40°, facendo sì che in curva e nelle manovre di guida il comportamento sia praticamente analogo a quello di un comune scooter, ma con una stabilità notevolmente superiore.

La grande idea del "roll lock!"

Una studiatina prima di partire: lo Yourban è fermo col "Roll lock" attivato, una condizione esclusiva alla quale è difficile rinunciare: un po' per comodità, un po' per quel minimo di esibizionismo che alberga in tutti noi. Il "Roll lock" è il blocco della sospensione anteriore che fa sì che l'equilibrio del tre ruote Piaggio - da dinamico come le moto - si trasformi in statico, come le automobili. Azionandolo, le ruote non sono più indipendenti e libere di inclinarsi, quindi l'appoggio del veicolo è su tre punti fissi e il cavalletto non serve più, anche se lo Yourban ne è comunque dotato. Fermarsi al semaforo rosso tenendo i piedi sulle pedane è una piacevole novità, ma attenzione: il "Roll lock" ai faciloni può riservare antipatiche sorprese, magari anche una caduta e figuracce da andarsi a nascondere... In avvicinamento al semaforo, al centro del cruscotto, quando la velocità scende attorno ai 10 km/h, comincia a lampeggiare una spia gialla che informa della possibilità di inserire il "Roll lock". Se il pilota, agendo sul pulsante a leva che si trova sul semimanubrio di destra, blocca subito la sospensione senza curarsi d'altro, corre il rischio di mettere in crisi la stabilità del veicolo. Ciò si prospetta nel caso di una manovra elusiva d'emergenza quando lo scooter non è ancora fermo, pur se a bassissima velocità, oppure se una delle due ruote anteriori, non più libere di muoversi in modo indipendente, avanzando entra in una buca dell'asfalto provocando un'inattesa e brusca inclinazione del veicolo. Se poi il pilota facilone agisce con eccessiva fretta sul pulsante a leva del "Roll lock" non è escluso che il comando di bloccaggio della sospensione non venga eseguito. In questo caso basta controllare la spia, che continua a lampeggiare anziché rimanere accesa stabilmente sul giallo. Ma se non lo si fa, può accadere che lo scooter, una volta fermo, in mancanza del blocco della sospensione, cada a terra col suo stupitissimo pilota che, certo di averlo invece inserito, ha mantenuto tranquillamente i piedi sulla pedana. In fase di sosta e con "Roll lock" attivato, può rendersi indispensabile ricorrere al freno a mano e qui, proprio per l'efficienza dell'apparato, si cela un'altra insidia a danno del pilota "spensierato". Per sbloccare la sospensione basta infatti accelerare; in pratica, si può sostare coi piedi sulla pedana, poi ripartire senza spostarli da quella posizione: l'aumento del regime di rotazione del motore riporta automaticamente il veicolo in condizione di marcia. Però... se non è stato disinserito il freno a mano, il pilota accelerando sbloccherà il "Roll lock", ma lo scooter rimarrà immobile e del tutto instabile, facendo rischiare una caduta da fermo a chi è a bordo. Insomma, il "Roll lock" è una gran bella pensata, utile e dilettevole, ma va usato con attenzione per evitare sorprese.

Antidoto alle insidie metropolitane

La prima ora di guida la dedico alla conoscenza del comportamento del veicolo. La sensazione iniziale è strana: l'MP3 si conduce effettivamente come una moto, ma il feeling trasmesso dall'anteriore è piuttosto diverso, sembra difficile percepire il limite in curva. In realtà si tratta solo di entrare in sintonia con questa "diversità", dopodiché si scopre un mondo nuovo, più sicuro e anche divertente. Diciamo subito, pur se forse è un'affermazione scontata, che l'MP3, anche in questa versione "sportiva" Yourban 300, non è un veicolo che individui la sua ragion d'essere nelle pieghe al limite o nel gran turismo. La sua natura è essenzialmente metropolitana: è uno scooter da pavé, da rotaie del tram, da asfalto bagnato, sporco, irregolare. È insomma un veicolo concepito per offrire, soprattutto in queste situazioni, uno standard di sicurezza sconosciuto alle due ruote. Le ho provate tutte: asfalto sollevato e pieno di buche, sentiero sterrato con canale centrale scavato dall'acqua, mattonelle di porfido, pioggia battente, rotaie affioranti, fino al fuoristrada serio. La sentenza è inappellabile: il sistema funziona; si procede senza brividi là dove un normale veicolo a due ruote andrebbe in crisi... o peggio.
Perfetto? No. Il punto debole del triangolo d'aderenza dell'MP3 formato dalle tre ruote risiede in quella motrice posteriore che abbastanza facilmente raggiunge il suo limite. Succede accelerando disinvoltamente su asfalto bagnato, o sporco, o sul ghiaino; in questo caso, mentre l'avantreno è saldo come una roccia, il retrotreno si mette di traverso con un derapage inatteso, visto l'avanzamento sicuro delle ruote anteriori. Succede anche in frenata, se non si dosa con molta cura l'azione sul disco posteriore. Si tratta di un handicap che la Piaggio ha già cercato di risolvere dotando di frenata integrale il modello Yourban LT 300, ma sulla versione oggetto del test il problema sussiste. Frenando le due ruote anteriori si ottiene una reazione potente e sicura, anche se nella prima parte della trazione sulla leva il feeling è insufficiente; agendo sul freno posteriore il bloccaggio della ruota è invece sempre in agguato e lo si può contrastare solo esercitandosi fino al punto di gestire con un coordinamento spontaneo e corretto la frenata anteriore e posteriore. Molto positiva invece la resistenza al fading anche dopo lunghe tirate in discesa da un passo appenninico, ben oltre i "compiti istituzionali" dello Yourban. Migliorabili sono anche le sospensioni, che mostrano un'eccessiva propensione a saltellare. Se l'asfalto è rappezzato - e in città è la regola - il saltellio, specie della ruota posteriore, è continuo e fastidioso, e turba la fluidità della guida. Risolvendo anche questo problema, il tre ruote Piaggio guadagnerà altri punti importanti, visto che il suo potenziale è già notevole allo stato attuale, ma il margine di crescita è ampio. Per sondare i confini di questo potenziale ho guidato lo Yourban su strade sterrate molto aspre in forte salita e in ripida discesa, godendo della stabilità straordinaria dell'avantreno su percorsi così duri e difficili e mi sono spinto fino ad uscite puramente sperimentali su rocce che mi ispiravano a fianco della carraia... Ebbene: che cosa aspetta la Piaggio a presentare un MP3 "enduro"? Ma torniamo alla normalità. La guida in città, saltelli a parte, non richiede accorgimenti particolari: è il massimo della spontaneità e della sicurezza. Lo Yourban svolge egregiamente il suo compito e anche sotto l'aspetto della praticità si fa apprezzare, grazie alla buona (ma non eccellente) capacità del sottosella. Si avverte però la mancanza di un piccolo vano a portata di mano per riporre il solito telefonino o il biglietto dell'autostrada. Uscendo dalle "mura", si può approfondire la conoscenza con un veicolo che, sebbene nato per la città, sa elargire grosse soddisfazioni anche nelle gite fuori porta. Sulla stabilità non c'è nulla da dire, sia nei percorsi misti, sia in rettilineo. Ci si dimentica ad esempio degli scompensi aerodinamici che tutti i piloti di scooter "normali" hanno provato quando escono dalla scia di un camion per sorpassarlo e successivamente per rientrare. Qui tutto è fermo, preciso, sotto controllo. Si nota comunque nelle "esse" e in particolare in quelle veloci, una minor maneggevolezza rispetto ai "due ruote": il cambiamento di direzione richiede qualche frazione di secondo in più e maggior energia da parte del pilota, a causa delle caratteristiche particolari dell'avantreno. La posizione di guida è comoda, naturale e, a causa della sella dalla superficie liscia e perfettamente orizzontale, comporta l'obbligo di puntare i piedi al limite anteriore della pedana, per evitare di scivolare in avanti a ogni frenata. Diversa la situazione per il passeggero, ospitato su una porzione di sella ampia e comoda, ma con un dislivello a mio parere eccessivo rispetto a quella del pilota. L'ospite a bordo si trova inoltre a fare i conti con la sagoma della carrozzeria, che presenta, subito al di sotto del sellone, fianchetti con prominenze appuntite che non solo risultano fastidiose per le gambe, ma ostacolano anche il corretto appoggio dei piedi sulle staffe poiché obbligano ad una posizione innaturale e troppo divaricata.

Un motore sempre all'altezza

Chiudiamo questo esame approfondito con un altro grande protagonista di questo veicolo: il motore. Lo Yourban 300 è spinto da un monocilindrico Piaggio di ultima generazione in grado di fornire prestazioni più che soddisfacenti e affidabilità a tutta prova. Scendendo nei dettagli, il pregio che più si fa apprezzare è la coppia ai bassi regimi, che in città e nel misto stretto asseconda al meglio le esigenze del pilota nelle partenze al semaforo, facilitandogli i sorpassi e l'uscita dai tornanti in salita, sia da solo, sia col passeggero. Lo Yourban accelera con bella progressione fin verso i 90 km/h indicati, dopodiché l'impeto si affievolisce (e non potrebbe essere altrimenti, considerando la cilindrata e la giusta scelta di privilegiare la spinta ai bassi), ma l'ago del tachimetro continua a salire fino a superare i 120 km/h indicati. Questa è anche, in autostrada, la velocità di crociera, visto che l'ho tenuta per 70 km di fila senza che mai il motore desse qualche segnale di affaticamento. La Piaggio è una strana azienda, molto italiana. Nel corso della sua storia ha avuto alti e bassi, ha vissuto crisi d'identità, ha conosciuto gestioni troppo allegre o troppo tristi. Ma dal punto di vista industriale raramente ha deluso. Ai suoi tre indiscussi capolavori: la Vespa, l'Ape e il Ciao, oggi si aggiunge l'MP3, la realizzazione di un'idea che altri avevano avuto, ma che la Piaggio ha tradotto per prima in un veicolo altamente innovativo, efficace, funzionale e sicuro. Tanto di cappello!

Dati Tecnici

 
Piaggio
MP3 300 Yourban ERL

Motore

1 cilindro orizzontale 4 tempi, raffreddamento a liquido; alesaggio per corsa 75,0x63,0 mm; cilindrata 278 cc. Distribuzione monoalbero a camme in testa e 4 valvole per cilindro. Alimentazione a iniezione elettronica. Capacità serbatoio carburante 10,8 litri. Lubrificazione a carter umido.

Trasmissione

Variatore automatico CVT con asservitore di coppia. Frizione centrifuga automatica a secco.

Ciclistica

Telaio a doppia culla in acciaio; sospensione anteriore a quadrilatero articolato con ammortizzatore idraulico; sospensione posteriore, motore oscillante con doppio ammortizzatore idraulico a doppio effetto con regolazione precarico. Cerchi: anteriore 3,00x13", posteriore 3,75x14". Pneumatici: anteriore 110/70-13, posteriore 140/60-14. Freni: anteriore a disco flottante in acciaio da 240 mm e pinze a 2 pistoncini, posteriore a disco in acciaio da 240 mm e pinza flottante a 2 pistoncini.

Dimensioni

Lunghezza 2040, larghezza 760, altezza sella 780, interasse 1440. Peso a secco 206 kg.

Prestazioni

Potenza 16,47 kW (22,4 CV) a 7500 giri, coppia 23,2 Nm (2,36 kgm) a 6500 giri.

Prestazioni

Il commento del centro prove

non disponibile

Condizione della prova

Cielo
Vento
Temperatura aria
Pressione atmosferica
Temperatura asfalto

Rilevamenti

 
Piaggio
MP3 300 Yourban ERL

RILEVAMENTI

ACCELERAZIONE

PROVA SORPASSO (nella marcia più alta)

FRENATA (compreso tempo di reazione convenzionale pari a 1 s)

CONSUMO

PESO

Gallery

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  • kywest
    Incompiuto - Mi par di capire che il successo di questo modello sia stato modesto. Io almeno ne vedo in giro pochissimi. Provo ad elencare i motivi per i quali non lo comprer?. Plastiche Piaggio (compreso scudo trasparente) di qualit? scadente. Mancanza del ABS, indispensabile su questo modello. Vani di carico limitati. Ultimo, ma fondamentale, il prezzo: esagerato. Peccato, una vera incompiuta.
  • timpi
    perch? non montare il motore del Beverly 350? - Visto che il problema rilevato ? quello della scarsa aderenza della ruota posteriore in fase di accelerazione (ma pare anche in frenata) perch? non viene montato ora il motore del Beverly 350 con controllo elettronico di trazione e magari anche l'ABS? Probabilmente ne uscirebbe un veicolo pi? completo ed avvantaggiato rispetto alla concorrenza.
  • principe0602
    Mi piace - Ho provato tempo fa l'MP3 e mi e`piaciuto moltissimo, certo non ho la sensibilita`tua caro Luigi, ma per "l'uomo della strada" come me e`un bel veicolo. Allontanandomi dalla gioventu` potrebbe essere una soluzione valida, ma siccome sono abituato a distanze non italiane e a lunghe gite con gli amici, sentirei il bisogno di un MP3 con un bel bicilindrico di 500/600cc....e perche`no il motore 850!!!

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