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Prove della redazione

Aprilia Tuono 1000 R, Aprilia MX 125 , Aprilia Pegaso 650 Trail

Andrea Padovani il 25/07/2012 in Prove della redazione
Aprilia Tuono 1000 R, Aprilia MX 125 , Aprilia Pegaso 650 Trail
Aprilia Tuono 1000 R
997,6 cc / 98 kW (133 CV) / 2 cilindri a V di 60° / Euro 3
€ 11.990 c.i.m.
Aprilia MX 125
124 cc / Potenza n.d. / 1 cilindro verticale / Euro 2
€ 4.515 c.i.m.
Aprilia Pegaso 650 Trail
659 cc / 37 kW (50 CV) / 1 cilindro verticale / Euro 2
€ 7.150 c.i.m.

Tre piloti di estrazione diversa, tre Aprilia ideate per altrettanti impieghi e percorsi, e una sfida: capire, tempi alla mano, chi è il rider più adattabile e veloce. La cronaca del confronto

Il gioco è una delle componenti della nostra esistenza. In ognuno di noi, magari nascosto o assopito da anni di lavoro, c'è un bambino pronto a scatenarsi se le condizioni lo permettono. I nostri hobby in fondo non sono altro che un intermezzo ludico tra più o meno seriose faccende. La moto, in questo senso, come la bicicletta quando eravamo più piccini, è una sorta di sfida alle leggi della natura. E in molti casi più la sfida si fa impegnativa, più il gusto aumenta. Così, in maniera spensierata (ma nemmeno troppo...) anche noi di Dueruote ci siamo messi a giocare, inventandoci una sorta di triathlon. Poche le regole. Tre moto di estrazione completamente differente, ma tutte marcate Aprilia (un'enduro: la Pegaso 650 Trail; una supermotard: la MX 125, e una naked: la Tuono 1000 R). Tre percorsi che rispecchiano le caratteristiche dei mezzi impegnati: un insidioso fettucciato su terra, una tortuosa pista da supermotard e il tecnico handling di Vairano. E per finire tre aggressivi piloti specializzati in altrettante tipologie di guida e discipline. Il gioco consiste nel mettere alla prova i tre tester a rotazione su tutti i tracciati e su tutte le moto per verificarne pregi e limiti (il tutto spietatamente quantificato dal cronometro), le capacità di adattamento e gli eventuali errori di impostazione. La formula di gara prevede due giri di riscaldamento per ciascuno e tre tiratissimi giri cronometrati. Come era prevedibile il divertimento e le sorprese non sono mancate...

Enduro: vince il fango

È una tipica giornata invernale, temperatura poco sopra a 0°C e il terreno è in fase di scongelamento. Il fettucciato attende la Pegaso Trail che, viste le condizioni, è stata opportunamente equipaggiata con pneumatici tassellati Michelin T63 e Starcross rispettivamente nelle misure 70/100-19 e 130/80-17. Iniziamo la prova proprio con il nostro esperto di fuoristrada, Bergamaschi: la tenuta del fondo, si intuisce subito, è praticamente nulla, e in sella Paolo mette a nudo i limiti sullo sterrato di questa tuttoterreno. La Pegaso Trail è infatti una enduro dell'ultima generazione, orientata prevalentemente all'utilizzo stradale (dove peraltro mette in mostra un comportamento eccellente). Si può intuire quindi perché è parsa poco a suo agio in un contesto tanto ostico. Innanzitutto c'è una posizione di guida comoda e intuitiva finché si guida seduti, ma poco funzionale nella guida in piedi sulle pedane: queste ultime, troppo aperte, unite alla poco redditizia sagomatura di sella e serbatoio, limitano il feeling e quindi la capacità di reagire tempestivamente alle perdite di aderenza. Che la Pegaso sia nata soprattutto per l'uso su asfalto lo si intuisce anche dalla scarsa luce a terra, dalla misura del cerchio anteriore e dalla ridotta escursione delle sospensioni (per gli standard fuoristradistici, s'intende). Nel tratto «hard», caratterizzato da pronunciati dossi, carraie e pietre, la pegaso fatica a mantenere la traiettoria impostata proprio per la scarsa capacità di assorbire i colpi e di copiare le ondulazioni. Meno problematico il propulsore, pastoso e fluido, anche se è caratterizzato da una massa volanica eccessiva per questo tipo di utilizzo: con poca aderenza infatti manca quella connessione diretta (tipica delle proposte da fuori-strada) tra acceleratore e ruota posteriore che permette di riprendere e gestire le perdite di aderenza e di superare con un colpo di gas gli ostacoli più ostici. Se la Pegaso ha mostrato dei limiti, i piloti non sono stati da meno: fatto salvo l'esperto Paolo, Fabrizio e soprattutto Andrea hanno faticato a familiarizzare con la posizione in piedi sulle pedane e col fondo viscido. Il «motardista», facendo fruttare l'esperienza con la guida in derapata e l'impostazione in sella più composta, ha comunque portato a casa il secondo miglior tempo e una buona costanza sui tre passaggi. Il miglior tempo fatto registrare da Andrea non è parso così lontano da quello di Fabrizio, anche se è stato il frutto di un giro piuttosto fortuito affrontato praticamente a «vita persa».

Supermotard: mancano CV

La sfida tra i tre piloti sulla piccola MX 125 è stata quella più combattuta ed equilibrata. Forse proprio perché il supermotard è la disciplina di compromesso per eccellenza, dove i diversi stili di guida - quello stradale e quello enduristico - trovano una sorta di punto d'incontro. La piccola due tempi veneta in questo si è rivelata perfetta per mettere in evidenza le varie impostazioni - anche quelle non proprio corrette o eleganti - imponendosi all'attenzione con una ciclistica davvero ben progettata. Fin dai primi giri di prova tutti i piloti hanno apprezzato la grande agilità e la buona taratura delle sospensioni che hanno permesso di acquisire subito un buon feeling. La tenuta in curva alle massime inclinazioni è parsa assolutamente eccellente, merito anche dei pneumatici Michelin Pilot in versione rain (da 160/ 63-17 e 120/60-17) installati al posto di quelli di primo equipaggiamento. Questo per le condizioni atmosferiche difficili che non avrebbero permesso di portare in temperatura il battistrada. La MX 125 si fionda in curva con grande velocità e con altrettanta determinazione cambia direzione: la lunga escursione delle sospensioni non pare essere un limite nella guida, soprattutto in staccata: la forcella è infatti caratterizzata da una taratura di compromesso che non dispiace. Avremmo invece desiderato un freno anteriore più modulabile e un mono ammortizzatore leggermente più frenato nel ritorno per godere di una guida più composta e quindi efficace in particolar modo nei rapidi cambi di direzione. Tanta abbondanza avrebbe meritato qualcosa di più in termini di potenza: la piccola unità di 125 cc, peraltro depotenziata, non offre quella verve necessaria a raggiungere velocità degne di nota e non riesce a supportare adeguatamente l'azione all'interno e in uscita di curva. Insomma è necessaria una grande pulizia di guida per essere efficaci e veloci: quella che ha messo in campo il solito Paolo (che oltre a quelli in fuoristrada può vantare trascorsi anche in supermotard). La sua guida è parsa subito misurata ed efficace soprattutto nello stretto dove a una spettacolarità solo modesta ha contrapposto pieghe da capogiro, con le pedane (che nell'Aprilia sono davvero alte...) sempre significativamente incollate all'asfalto. La compostezza di guida ha premiato anche il motardista Fabrizio, distanziato di solo mezzo secondo dal leader. Il problema in questo caso sono state le dimensioni della moto, non proprio commisurate a una statura di 1 metro e 84. Le gambe, in curva, entrano troppo facilmente in conflitto con il manubrio, limitando così la fluidità di guida. Assolutamente sopra le righe invece lo stradista. Andrea è stato forse il più spettacolare ma anche il più sporco nella guida e quindi il meno redditizio: in ingresso di curva faceva derapare troppo la ruota posteriore con conseguenti perdite di tempo. In sella è parso anche quello più scomposto, con la gamba interna alla curva impostata in maniera tale da non permettere un valido punto di appoggio in caso di perdita di aderenza. Alla fine un secondo lo ha separato dal «record ufficiale» del tracciato.

Pista: una nuda cattiva

Manca solo il verdetto della pista. La simbolica «vittoria finale» è comunque già saldamente nelle mani di Paolo Bergamaschi, seguito da vicino da Fabrizio Giulini, che ha fatto della costanza di rendimento la sua arma migliore. La Tuono attende al cancello di partenza. Anche in questo caso le coperture originali sono state sostituite con pneumatici Michelin, i Pilot Power Race nella versione più morbida (Soft), in grado di offrire un buon grip anche con temperature davvero basse. Qualche giro per rodare il battistrada, operazione mai semplice con le coperture francesi, e la sfida con il cronometro ha inizio. La nuova Tuono si rivela fin da subito eccellente sotto tutti i punti di vista e si impone come una delle migliori maxi-naked in commercio. Non per niente la base su cui è sviluppata è quella della sportivissima RSV 1000 Factory. Il suo miglior pregio è di saper coniugare una grande maneggevolezza e un'incredibile stabilità, questo nonostante il manubrio piuttosto largo cui inevitabilmente ci si va ad appendere alle alte velocità. La bicilindrica di Noale saetta nei cambi di direzione in maniera veloce e mai scomposta, aggredisce la curva come poche altre proposte – qui il manubrio largo gioca invece un ruolo determinante – ed esce dalla svolta a una velocità davvero elevata. Merito anche del propulsore, uno dei bicilindrici più in forma che ci sia capitato di testare, notevolmente migliorato rispetto a quello che spingeva la precedente versione. Ai bassi infatti non è più ruvido e poco trattabile mentre ai medi si ha a disposizione una spinta che proietta fuori dalle curve in maniera incredibile. Anche per questo non serve insistere con l'acceleratore fin nella zona rossa, ma conviene cambiare qualche centinaia di giri prima del limitatore. Le prestazioni di questa nuda sono apparse davvero impressionanti, soprattutto quando le velocità in gioco si fanno elevate: nei curvoni in appoggio si viaggia come su un binario (e dire che la temperatura rigida giocava a sfavore...) mentre in staccata si arriva davvero veloci. In compenso la forcella solida e ben frenata e soprattutto il potente doppio disco anteriore (che offre anche tanta modulabilità) non deludono sotto alcun punto di vista. Così, nella guida impegnata i tempi di reazione si fanno sempre più ridotti. Forse anche per questo che Fabrizio e soprattutto Paolo hanno faticato a prendere il ritmo. Abituati a velocità più contenute e con uno stile di guida pulito sono apparsi un po' «ingessati» e timorosi di fronte alla potenza che si scarica a terra a ogni rotazione del gas. Tra i due, Fabrizio si è rivelato il più deciso anche se la temperatura rigida gli ha consigliato prudenza. Chi invece non ha lesinato sul gas è stato Andrea, più a suo agio tra staccate e pieghe con ginocchio a terra: la sua maggior aggressività in frenata e la capacità di osare in piega, grazie anche alla maggiore sensibilità, gli hanno regalato secondi di vantaggio in termini di tempo sul giro.


Paolo Bergamaschi

La sua specialità è la «terra», di qualsiasi consistenza sia. L'esperienza maturata nel fuoristrada e la tecnica di guida sopraffina ne fanno un pilota esperto e veloce. Ciò è ben evidenziato dall'immagine nella pagina a fronte: rigorosamente in piedi sulle pedane riesce ad uscire immacolato anche da situazioni che a prima vista appaiono impossibili. Questo tipo di guida gli permette infatti di poter gestire qualsiasi reazione della moto, anche nello stretto e con aderenza insufficiente.

Fabio Giulini

La guida in derapata lo appaga e lo diverte: il Supermotard è la sua disciplina, che pratica con passione e costanza. Il suo stile è pulito e misurato e per questo è molto redditizio nella guida: gamba interna alla svolta pronta a riprendere qualsiasi perdita di aderenza e busto sempre ben centrato in sella. Nello stretto riemerge il suo passato da fuoristradista, quando bisogna inclinare molto la moto per contrastare la forza centrifuga, mantenendo al contempo il corpo eretto.

Andrea Padovani

Tra staccate e pieghe non se la cava affatto male: l'abitudine alla velocità e la sensibilità in curva lo avvantaggiano sugli «avversari». Grazie a ciò riesce ad essere più aggressivo in frenata, quando bisogna azionare i freni a moto inclinata, e più deciso nell'inserire la moto in curva e nei rapidi cambi di direzione. In uscita poi non ha remore a spalancare sfruttando tutti i CV della moto in rettilineo. E i tempi sul giro, e i distacchi dagli altri piloti, lo testimoniano.

Dati Tecnici

 
Aprilia Tuono 1000 R
Aprilia
Tuono 1000 R
Aprilia MX 125
Aprilia
MX 125
Aprilia Pegaso 650 Trail
Aprilia
Pegaso 650 Trail

Motore

bicilindrico a V di 60° a 4 tempi monocilindrico verticale a 2 tempi monocilindrico verticale a 4 tempi

Raffreddamento

a liquido a liquido a liquido

Alesaggio corsa

97,0x67,5 mm 54,0x54,6 mm 100,0x84,0 mm

Cilindrata (cc)

997,62 cc 124 cc 659 cc

Rapporto di compressione

11,8:1 12:1 10:1

Distribuzione

bialbero a camme in testa con comando misto a catena ingranaggi e 4 valvole per cilindro n.d. monoalbero a camme in testa con comando a catena e 4 valvole

Alimentazione

a iniezione elettronica multipoint a carburatore Dell’Orto PHBH 28 RD a iniezione elettronica

Lubrificazione

a carter secco con miscelatore automatico a portata variabile a carter secco

Serbatoio (litri/riserva)

18 litri (di cui 4 di riserva) 11 litri 16 litri (di cui 3,5 di riserva)

Frizione

multidisco in bagno d’olio con dispositivo antisaltellamento PPC e comando idraulico servoassistito multidisco in bagno d’olio con comando meccanico multidisco in bagno d’olio con comando meccanico

Telaio

a doppio trave diagonale a culla sdoppiata monotrave

Materiale

alluminio acciaio acciaio

Sospensione ant/regolazioni

forcella rovesciata da 43 mm completamente regolabile forcella rovesciata da 40 mm forcella da 45 mm non regolabile

Sospensione post/regolazioni

forcellone con monoammortizzatore regolabile nel precarico e nel freno idraulico in estensione forcellone oscillante con monoammortizzatore regolabile nel precarico forcellone oscillante con monoammortizzatore regolabile nel precarico e nel freno in estensione

Escursione ruota ant/post

120 mm/ 133 mm 260 mm/ 280 mm 170 mm/ 170 mm

Pneumatico ant/post

anteriore 120/70- ZR17, posteriore 190/50-ZR17 anteriore 110/70- ZR17, posteriore 150/60-ZR17 anteriore 100/90-ZR19, posteriore 130/80-ZR17

Freno anteriore

a doppio disco in acciaio da 320 mm e pinze con attacco radiale a 4 pistoncini e quattro pastiglie a disco in acciaio da 320 mm e pinza flottante a 2 pistoncini a disco in acciaio da 300 mm e pinza a 2 pistoncini

Freno posteriore

a disco singolo in acciaio da 220 mm e pinza a doppio pistoncino a disco singolo in acciaio da 220 mm e pinza a singolo pistoncino a disco singolo in acciaio da 240 mm e pinza a singolo pistoncino

Lunghezza

2.025 2.165 2.16

Altezza sella

810 870 820

Interasse

1.41 1,480 1.479

Peso a secco

185 kg n.d. n.d.

Potenza max/giri

98 kW (133 CV) a 9.500 giri n.d. 37 kW (50 CV) a 6.250 giri

Coppia max/giri

102 Nm (10,4 kgm) a 8.750 giri n.d. coppia 61,31 Nm (6,25 kgm) a 5.200 giri

Prestazioni

Il commento del centro prove

L’MX 125, limitata nella potenza, non offre prestazioni esaltanti. I dati, in questo senso, sono impietosi: 103,3 km/h di velocità massima sui 1.500 m e 20,4’’ sui 400 m. Nella prova di accelerazione la Pegaso ha mostrato dei limiti dovuti alla modulabilità non perfetta della frizone e al ristretto range di utilizzo del monocilindrico. Della Tuono va invece segnalata la marcata tendenza all’impennata nello spunto da fermo, dovuta al generosissimo propulsore. La bontà del bicilindrico ha permesso comunque di strappare prestazioni di altissimo livello.

Curva di accelerazione

Aprilia Tuono 1000 R, Aprilia MX 125 , Aprilia Pegaso 650 Trail

Condizione della prova

Cielo coperto
Vento assente
Temperatura aria 5°C
Pressione atmosferica 1007 mb
Temperatura asfalto 6°C

Rilevamenti

 
Aprilia Tuono 1000 R
Aprilia
Tuono 1000 R
Aprilia MX 125
Aprilia
MX 125
Aprilia Pegaso 650 Trail
Aprilia
Pegaso 650 Trail

RILEVAMENTI

Velocità a 1500 m con partenza da fermo (tempo) 234,9 km/h (29,3 s) 103,3 km/h (59,7 s) 162,4 km/h (39,4 s)

ACCELERAZIONE

0-400 m 11,8 s (200,5 km/h) 20,4 s (94,8 km/h) 14,4 s (144,0 km/h)
0-1000 m 21,6 s (230,6 km/h) 42,2 s (101,7 km/h) 28,3 s (160,7 km/h)
0-40 km/h 2,8 s (17,6 m)
0-80 km/h 10,2 s (150,4 m)
0-90 km/h 3,6 s (42,0 m) 4,8 s (70,9 m)
0-130 km/h 5,6 s (103,4 m) 10,2 s (240,0 m)

PROVA SORPASSO (nella marcia più alta)

50-90 km/h 38,5 s (796,9 m)
80-130 km/h 6,7 s (195,7 m) 10,2 s (299,7 m)

FRENATA (compreso tempo di reazione convenzionale pari a 1 s)

130-80 km/h 2,3 s (75,3 m) 2,6 s (83,6 m)
90-50 km/h 2,4 s (54,4 m)
50-0 km/h 2,3 s (23,5 m) 1,5 s (24,4 m) 2,4 s (23,7 m)

CONSUMO

Urbano 8,3 km/l 12,2 km/l 9,5 km/l
Extraurbano 14,5 km/l 21,4 km/l 16,5 km/l
Autostrada (130 km/h indicati) 16,4 km/l n.d 15,6 km/l

PESO

In ordine di marcia e serbatoio pieno 214,0 kg 131,0 kg 196,0 kg
Distribuzione masse senza conducente (% ant./post.) 48,5/51,5 46,5/53,5 46,0/54,0
Distribuzione masse con conducente (% ant./post.) 45,0/55,0 43,5/56,5 kg 43,0/57,0

Pagelle

 
Aprilia Tuono 1000 R
Aprilia
Tuono 1000 R
Aprilia MX 125
Aprilia
MX 125
Aprilia Pegaso 650 Trail
Aprilia
Pegaso 650 Trail

In sella

In fuoristrada la Trail è apparsa poco a suo agio a causa della posizione di guida non proprio funzionale. Eccellente l’impostazione della MX 125 e della Tuono: la prima, alta e dotata di una sella lunga, è funzionale all’agilità. La bicilindrica offre invece la classica posizione di guida aggressiva delle naked sportive.
4.5
4.0
2.0

Comfort

Su strada, la Trail non offre il fianco a critiche, anche grazie al piccolo ma efficiente plexiglass: meno piacevole è su terra. La MX è carente in protezione aerodinamica, ma facile e poco impegnativa. Dalla Tuono avremmo invece gradito più capacità filtrante da parte delle sospensioni.
2.0
3.0
4.0

Dotazioni

La Pegaso Trail vince la sfida a livello di equipaggiamento: strumentazione moderna, un bel maniglione e due vani (uno sottosella e uno nel serbatoio). La palma dell’essenzialità va alla MX che non ha neppure l’avviamento elettrico. Raffinata la Tuono, dotata di componentistica di prim’ordine.
3.0
1.5
4.5

Qualità percepita

La Tuono e la Pegaso Trail gratificano con una qualità costruttiva di prim’ordine e finiture di alto livello: la prima si distingue per il bellissimo telaio e per la fattura delle plastiche, la seconda per la raffinata carenatura. La MX 125 è orientata alla robustezza e alla praticità d’uso: e la cura dei dettagli ne risente...
4.0
2.0
3.5

Capacità carico

La MX 125 non è certo adatta a fare del turismo: la capacità di carico è tra l’altro nulla. Decisamente meno controindicata la Pegaso, per l’ampia sella su cui poter fissare un bagaglio e i due capienti vani. La Tuono offre solo un piccolo portaoggetti nel codone. Poco, ma meglio di nulla.
3.0
1.0
4.5

Motore

Nonostante la potenza limitata, il propulsore della MX si è dimostrato robusto, affidabile e relativamente brioso, con vibrazioni contenute. Gustoso e grintoso il monocilindrico della Pegaso mentre è un vero portento il bicilindrico della Tuono: potenza a non finire, grande coppia per prestazioni da urlo.
4.5
2.5
3.5

Trasmissione

Nessuna delle tre moto impegnate nel test ha manifestato problemi a livello di trasmissione: tutte hanno ben impressionato con innesti del cambio precisi e una frizione a prova di bomba, in particolar modo la Pegaso Trail messa a dura prova sul terreno viscido e fangoso.
4.0
4.0
4.0

Sospensioni

La Trail soffre in fuoristrada per la ridotta escursione della forcella e del mono; buono invece il comportamento della MX 125 anche se avremmo desiderato qualcosa in più dall’unità posteriore. Davvero splendide le sospensioni della Tuono, ottime su strada, irreprensibili in pista.
4.5
3.5
3.0

Freni

Il doppio disco anteriore della Tuono non ha nulla da invidiare a quello delle maxi sportive carenate quanto a potenza e modulabilità. Non presta il fianco a critica nemmeno l’impianto della Pegaso mentre pecca, a livello di feeling, il disco anteriore della MX, poco gestibile in ingresso di curva.
5.0
3.0
4.0

Su strada

...o meglio, «su terra» dove abbiamo provato la Pegaso. E i limiti di una proposta creata prevalentemente per l’asfalto sono emersi tutti. Divertente, invece, nonostante la cilindrata, la MX 125: un fulmine nel misto. Per piloti la Tuono: i suoi limiti sono elevatissimi al pari delle sue prestazioni.
4.5
3.5
2.0

Versatilità

Strada o sterrato (leggero però...), la Pegaso non conosce confini; e nemmeno i viaggi sembrano spaventarla. All’opposto la MX: in città diverte ma è solo in pista che gratifica. Per il resto soffre. La Tuono è una sportiva a tutti gli effetti e solo nella guida impegnata rende. Per il resto è un po’ impacciata.
3.0
2.0
4.5

Prezzo

Per tutte le tasche e per tutti i gusti. La MX 125 è la più economica del gruppo ma è anche quella che offre meno. All’opposto troviamo la Tuono, una vera prima donna per impostazione e prezzo. Nel mezzo la Pegaso Trail, la proposta forse più sensata, un mezzo polivalente e pure affidabile.
3.0
2.0
3.5

Pregi e difetti

 
Aprilia Tuono 1000 R
Aprilia
Tuono 1000 R
Aprilia MX 125
Aprilia
MX 125
Aprilia Pegaso 650 Trail
Aprilia
Pegaso 650 Trail

PREGI

Prestazioni, Stabilità, Frenata Maneggevolezza, Taratura forcella Comfort, Stabilità su strada, Finiture

DIFETTI

Rumorosità meccanica Prestazioni, Feeling, Freno anteriore Guida e sospensioni fuori strada

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  • zek
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