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La nuova DesertX sembra la stessa moto. In realtà cambia tutto

Roberto Ungaro
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Abbiamo provato la nuova Ducati DesertX: più versatile, più facile e ancora più divertente su strada e sterrato

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Nuova al 100% dopo appena quattro anni di vita. La ragione è doppia: da una parte il passaggio obbligato all’Euro 5 Plus, dall’altra l’occasione perfetta per introdurre il nuovo motore V2 Ducati. Il risultato è una DesertX 2026 che esteticamente resta fedelissima a sé stessa, ma tecnicamente è quasi una moto completamente nuova. Di fatto, i componenti rimasti invariati sono pochissimi: la pinza freno posteriore e l’ammortizzatore di sterzo, che però ora è fissato in modo differente. Tutto il resto è stato ripensato con un obiettivo preciso: migliorare la guida, soprattutto in fuoristrada.  

Ergonomia e ciclistica: enorme passo avanti

La nuova Ducati DesertX evolve soprattutto nella sostanza. Ora c’è il leveraggio progressivo posteriore, prima assente, mentre ergonomia e posizione di guida sono state completamente riviste. La triangolazione tra sella, manubrio e pedane funziona benissimo: la seduta è più naturale, il manubrio permette di avere maggiore controllo e i fianchi della moto sono più stretti. Anche il serbatoio si fascia meglio con le gambe, migliorando sensibilmente la gestione della moto in piedi. Le pedane sono leggermente più alte e arretrate, mentre sella e manubrio sono stati avanzati. Il risultato è una maxi enduro Ducati che si sente molto più “in mano”, soprattutto quando si alza il ritmo. La sella resta alta — 880 mm da terra — ma è ben profilata e si tocca meglio di quanto il dato lasci immaginare.  

Nuovo motore V2: più trattabile, ma sempre Ducati

Il nuovo bicilindrico V2 da 110 CV è una delle vere sorprese di questa prova. Non tanto per i numeri, quanto per come cambia carattere rispetto al passato. È un motore molto più usabile, soprattutto in basso. Regolare, pieno, mai scorbutico. Sale di giri con naturalezza, rimane vivace a metà e conserva comunque quel tipico carattere Ducati quando si allunga. In fuoristrada, nella primissima apertura del gas, forse si vorrebbe un filo più di corpo, ma è una scelta precisa: rendere la moto più facile, più leggibile, più adatta anche a chi non è esperto. Interessante anche la nuova rapportatura interna: seconda, terza e quarta sono più corte, mentre la sesta è stata allungata. In pratica si è cucita una trasmissione su misura per l’utilizzo reale della moto. A velocità costante, la DesertX viaggia rilassata: a 130 km/h si sta intorno ai 5.500 giri.  

Elettronica completa, forse persino troppo

L’elettronica resta uno dei punti di riferimento della categoria adventure Ducati. Funziona bene, è completa, forse addirittura un po’ troppo ricca per chi cerca immediatezza. Le modalità Enduro e Rally, ad esempio, sono davvero due mondi diversi. La Enduro è più addomesticata, con potenza limitata a 75 CV e una risposta più morbida. La Rally, invece, lascia tutto più libero, con controlli molto meno invasivi e una guida decisamente più diretta. ABS e controllo di trazione sono completamente personalizzabili, con una gestione molto raffinata. L’ABS offre diversi livelli di intervento, fino alla modalità off completa, e tarature specifiche anche in base alle tre diverse gomme Pirelli previste. È tutto molto Ducati: sofisticato, preciso, ma non sempre immediato.  

Su strada sorprende ancora di più

La Ducati DesertX 2026 continua a essere una delle migliori moto della categoria quando si parla di comportamento su asfalto con un anteriore da 21 pollici. L’ingresso in curva è progressivo, mai nervoso, sempre rassicurante anche quando si aumenta il ritmo. Le sospensioni sono tarate in modo sostenuto: la moto resta composta, non affonda facilmente e dà sempre una sensazione di solidità. Il comfort non è il suo punto di forza assoluto, soprattutto nelle prime fasi di utilizzo, ma il comportamento dinamico è davvero convincente. Il cambio rapido è una delle cose più divertenti da usare: veloce, preciso, molto diretto. Richiede però un po’ di attenzione, perché la sensibilità del comando può portare a qualche inserimento non perfetto.  

Freni, vibrazioni e protezione aerodinamica

Davanti la frenata è decisamente “stile Ducati”: potente, immediata, quasi aggressiva. Dietro invece il primo attacco è più morbido rispetto ad altre moto adventure moderne. Buono il raggio di sterzo, mentre le vibrazioni restano contenute fino ai regimi più elevati, dove iniziano a farsi percepire oltre i 7.000 giri. Più evidente invece il calore generato dal motore, soprattutto nell’utilizzo lento. Il plexiglass non è regolabile, ma la forma funziona bene e garantisce una protezione aerodinamica convincente.  

TFT piccolo ma molto affollato

La nuova strumentazione TFT da 5 pollici passa da verticale a orizzontale per lasciare spazio all’installazione di navigatori o device aggiuntivi, grazie anche al supporto già presente di serie. Le informazioni disponibili sono tante, forse persino troppe per una superficie così compatta, e la leggibilità in movimento ne risente.  

In fuoristrada è migliorata davvero

È qui che la nuova Ducati DesertX 2026 si stacca nettamente dalla precedente. Non tanto nei numeri, quanto nella sensazione generale di controllo. I 209 kg senza benzina ci sono ancora, ma si gestiscono meglio. Il nuovo link posteriore, l’ergonomia rivista e la distribuzione dei pesi migliorata fanno la differenza. La moto è più intuitiva, più prevedibile, meno impegnativa. E questo la rende anche più veloce per chi sa guidare.  

Versatilità: il suo vero punto forte

La cosa più impressionante resta la doppia anima. Finito lo sterrato, si torna su asfalto e la DesertX cambia pelle senza soluzione di continuità. Diventa quasi una motardona con i tasselli, capace di divertire anche quando si guida in modo deciso. È una moto che copre davvero due mondi opposti senza mai sembrare fuori posto in nessuno dei due.     

Praticità e uso reale

Ducati ha lavorato anche sulla sostanza. La manutenzione è stata allungata, l’accessibilità al filtro aria migliorata e il serbatoio ora è in plastica, con protezioni dedicate in caso di caduta. La capacità scende da 21 a 18 litri, ma la nuova forma migliora molto il controllo della moto tra le gambe. È una scelta che si sente nella guida.  

Il prezzo cala rispetto al 2025!

La nuova Ducati DesertX 2026 arriva nei concessionari a 16.990 euro, in un’unica versione e con una sola colorazione. Una scelta che le dà identità immediata. Costa anche meno del modello precedente, circa 700 euro in meno. La vecchia DesertX resterà probabilmente una instant classic, più iconica in alcuni dettagli estetici. Ma questa nuova è, senza dubbio, una moto più completa e soprattutto molto più efficace da guidare.

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