Il mercato delle assicurazioni moto in Italia


Marco Gentili lunedì, 16 aprile 2018
Come cambia il mercato delle assicurazioni: il premio medio si riduce, ma la mobilità legata al commuting urbano viene ancora penalizzata dalle compagnie. La scatola nera resta l'unica possibilità per contenere il premio annuale e ridurre le frodi


Segnatevi questo numero: 223.520.769. A tanto ammonta (in euro) il monte dei premi assicurativi annuali relativo alle moto e ai ciclomotori in Italia. Un settore sempre più dinamico e pieno di sfaccettature, spinto anche da un mercato del nuovo e dell’usato che fa registrare il segno più da tre anni a questa parte. E che fa gola alle compagnie di assicurazione che presidiano il mercato con tariffe (più o meno competitive) per i propri clienti.

Le macrotendenze


Al netto degli esempi pratici descritti nelle tabelle che trovate nelle pagine seguenti, entrare troppo nel dettaglio in un settore così spinoso rischia di ingenerare una serie di equivoci. Anche perché il costo di un’assicurazione deve tener conto delle infinite integrazioni e variabili che possono far lievitare il premio e che, soprattutto tra i motociclisti, sono assai apprezzate. Una su tutte, quella dei servizi accessori che vengono attaccati alla polizza per incrementare il ventaglio dei servizi offerti, dall’assistenza stradale alla tutela legale, fino alle garanzie accessorie come l’infortunio del conducente e la protezione del bonus che permette, in caso di sinistro, di mantenere la classe di merito. Per questo preferiamo seguire i sentieri tracciati dai numeri e dalle statistiche di Ania. A partire dal 2013, infatti, i premi medi relativi ai motocicli (al netto delle imposte e del contributo al Servizio sanitario nazionale) si sono costantemente ridotti. Anche se, fatta eccezione per la flessione del 2014 (260 euro e -4,4% su base annua), la percentuale dietro al segno meno si è sempre assottigliata: -1,9 nel 2015, -1,9 nel 2016, -0,9 nel 2017.

La concorrenza cresce

Un rallentamento dei prezzi comunque costante, che è il figlio di molti fattori. In presenza di un parco veicoli assicurati sostanzialmente invariato, è dovuto - come si legge nella relazione annuale dell’associazione che raccoglie le compagnie assicurative - al calo del numero complessivo dei sinistri (a sua volta effetto della crisi e del minor utilizzo dei veicoli, ma anche dell’introduzione nel codice della legge sui danni fisici lievi), all’uso delle scatole nere e alla concorrenza tra le imprese. Alcune delle quali cambiano anche pelle, come Direct Line, che da poche settimane ha cambiato nome (in Verti) e corporate identity, per essere più vicina e facile per i propri clienti. Una concorrenza che, nel giro di qualche anno, si arricchirà di un player di fondamentale importanza, ossia Poste Italiane. L’ingresso nel mercato delle assicurazioni RC moto (e auto) di una società che già gestisce una rete diffusa e capillare di sportelli a livello nazionale (e che potrebbe affiancarsi a un broker di provata esperienza per il suo debutto) cambierà sensibilmente il panorama del mondo assicurativo in Italia.