Lombardia: verso la via Mala


di Flavio Gilardoni giovedì, 11 agosto 2005
Boschi e paesaggi prealpini accompagneranno il viaggio fino a questa strada poco conosciuta nei pressi di Darfo Boario in Val Camonica. Un saliscendi di curve e tornanti  per oltre duecento chilometri 



Via Mala: una strada poco conosciuta in provincia di Brescia. Per la precisione si trova nei pressi di Darfo-Boario in Val Camonica, e ci si può arrivare facendo percorsi diversi, a seconda di qual è il luogo di partenza. Partendo per esempio da Brescia, o da città vicine, la strada più rapida, è quella che costeggia il lago d'Iseo in direzione del Tonale fino ad arrivare a Darfo, e da lì immettersi sulla statale 294 o via della Mala.
Chi parte invece da Bergamo ha due possibilità: costeggiare il lago d'Endine, arrivare a Lovere, e ricongiungersi alla statale 42 della Val Camonica fino a Darfo; o raggiungere la via della Mala attraverso la Presolana.
Partendo da Milano, essendo obbligati a passare da Bergamo, ci sono le stesse opportunità viste prima ma, poiché lo scopo del viaggio è quello di visitare posti nuovi, la decisione è quella d'arrivare percorrendo la Val Seriana. Giunto a Bergamo con l'autostrada A4, che come tutte le autostrade non offre emozioni particolari imbocco la circonvallazione della città orobica in direzione delle valli.
 
Occorre prestare attenzione all'uscita del casello, poiché la segnaletica non brilla di chiarezza e si rischia di prendere la strada per l'aeroporto di Orio allungando di parecchio il giro, e avere difficoltà a ritrovare la strada che porta in valle. Bisogna seguire le indicazioni per Bergamo centro e i cartelli per le valli (quelli marroni per intenderci). Superato quest'ostacolo di poco conto, ci si dirige in direzione di Clusone percorrendo la provinciale 35. Essendo una strada di grande scorrimento non offre emozioni particolari. Unico vantaggio, un fondo stradale buono che permette di concentrarsi nella guida e prestare attenzione al traffico domenicale che, nelle belle giornate, è particolarmente intenso.
Arrivati ad Albino, l'attenzione è attratta da un segnalazione  che indica la valle Luio. Seguendo l'indicazione ci si imbatte in una strada ben asfaltata di norma poco affollata dalle auto del traffico domenicale ma in compenso molto battuta dai ciclisti. Poco male: moderando l'andatura, si prolunga il piacere di respirare i profumi del bosco che si attraversa in alcuni tratti.


Passato il paese di Gaverina, conosciuto per le fonti dell'omonima acqua minerale, si arriva sulla statale che costeggia il lago d'Endine; la strada che unisce l'alto Sebino a Bergamo.
Dopo pochi chilometri in direzione Lovere, si raggiunge Monasterolo, dove sorge un castello derivato dalla ricostruzione di un monastero distrutto nel ottavo secolo. Per visitare il castello occorre la prenotazione presso la ProLoco del Paese.
Arrivati a Endine, si prosegue verso Lovere seguendo la statale che la congiunge a Bergamo.
Un trasferimento senza emozioni particolari fino a Sovere, paese a metà strada tra Lovere e Clusone.


Passato il paese, comincia la parte divertente del giro. Dopo che ci si é resi conto della qualità del fondo stradale, la confidenza con la strada aumenta in proporzione alle curve e dopo poche centinaia di metri, si raggiunge il giusto equilibrio tra velocità e sicurezza.
Arrivati a Clusone  ci concediamo una sosta per visitare il paese. Il centro è molto ben tenuto e offre numerose ricchezze artistiche poco conosciute. Si può ammirare la chiesa di Santa Maria Assunta, costruita in una posizione che permette di vedere la valle vicina; il palazzo della Regione con l'orologio di pregevole fattura del Fanzago sulla facciata. Il Palazzo Fogaccia, costruzione del XVII secolo, dove si avvicendarono diversi pittori della zona, per decorare pareti e soffitti della casa del conte Vittorio Maria Fogaccia. E i vicoli del centro del paese, con il caratteristico acciottolato che riporta indietro nel tempo.
Di nuovo in sella proseguiamo per Castione. La strada per la Presolana si presenta con un fondo in buone condizioni che non impegna particolarmente la guida di chi viaggia. Appena dopo il paese ci si presenta un bel tratto misto abbastanza impegnativo, a farci da contorno un panorama tipico delle Prealpi bergamasche. Dopo una serie di curve e tornanti entusiasmanti, si arriva al fondo della valle dove comincia la Via Mala.





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