Granfondo Milano: 1.800 partecipanti alla prima edizione!


Lorenzo Cascioli, foto Max Serra lunedì, 18 settembre 2017
Dal motociclismo al ciclismo con la Granfondo Milano organizzata da Dueruote. Ecco com'è andata la prima edizione: le foto, le classifiche e il report. Ci vediamo nel 2018!



Dalla Danimarca, dalla Francia, dall’Australia. Dall’Italia, isole comprese. Dalla Lombardia tutta. E da Milano città. Ecco i 1.800 partecipanti venuti da mezzo mondo per la prima edizione della Granfondo Milano. Un successo clamoroso nei numeri di partecipazione che conferma l’appeal della capitale meneghina, da qualche anno ormai in testa a tutte le classifiche di gradimento. Tra i suoi grattacieli si girano spot e film, le presenze turistiche corrono, le manifestazioni si moltiplicano. E allora eccola anche nel mondo del ciclismo, la Milano che corre.

LA GARA
Alla partenza da Bresso, ai confini del grande Parco Nord che unisce Milano con l’area metropolitana, c’è fibrillazione. Ore 8.00 di domenica 17 settembre, questi i numeri del grande giorno. I 1.800 sono lì, a mordere il freno. Chi farà “Il lungo” (132 km per 1.900 metri di dislivello) chi “il medio” (103 km e 1.000 metri), tutti caldissimi. Uomini, donne, giovani e meno giovani. Li chiamano cicloamatori, ma tanti hanno “la gamba” degna di un professionista.
Si va in Brianza. Il passaggio di prima mattina alla Bagaggera è memorabile. Lì, nelle colline sotto Montevecchia, sembra di essere in Toscana. Una nebbiolina irlandese fa il resto. Poesia pura. Scene da giro delle Fiandre al temibile Lissolo: qualcuno va su a piedi. Ma per chi fa il lungo il mostro è l’ascesa al Colle Brianza dal versante cattivo, quello di Giovenzana. Punte al 20%, una salita che morde le gambe. (Vuoi sapere dov’è? Guarda il percorso sul sito della Granfondo Milano).

C’è chi va a testa a bassa per fare il risultato (qui le classifiche) chi la prende con filosofia. C’è chi sfiamma l’asfalto a quasi 38 di media come il vincitore del lungo Federico Pozzetto e chi arriverà a mezzo pomeriggio, giusto in tempo per il suo meritato vassoio al “Pasta Party”. Ognuno ha il suo obiettivo. Alla fine, facce stanche ma felici. Anche tra noi di Dueruote, che abbiamo partecipato in prima persona sia in gara, pedalando, sia nell’organizzazione.“Siamo felici di aver dimostrato quanto un evento simile mancasse nella nostra città. Una sfida ciclistica pensata e dedicata ai tantissimi appassionati che a Milano e in Lombardia sono sempre di più; essendo la prima edizione facciamo tesoro delle criticità riscontate in alcuni punti del percorso e ci impegniamo a risolverli in vista della prossima edizione a cui vi invitiamo ancora più numerosi. Un grazie va a tutti i partecipanti, giunti da tutto il mondo, alle istituzioni e agli sponsor che ci hanno supportato” ha commentato Cristian Lancellotti, Direttore di Dueruote, a margine delle premiazioni.

LA PRIMA GRANFONDO DI DUERUOTE
E allora adesso vi starete chiedendo: “Ma che diavolo c’entra Dueruote con le bici?”. Beh, negli ultimi anni sono tanti gli eventi che ci hanno visto in prima persona come organizzatori o come partner di grandi Case motociclistiche. Ma a volte le passioni si contaminano e allora, visto che in redazione c'è qualcuno che pedala molto volentieri, abbiamo deciso di lanciarci. E ci siamo detti: qual è l'evento che manca nel panorama nazionale? In un mondo dove le Granfondo stanno spopolando, in un mondo dove Roma, Torino, New York e Londra hanno il loro grande evento... perché mai una grande città come Milano deve rimanere a bocca asciutta? Ecco, per chi scrive, che non arriva né dalla Danimarca né dall’Australia, ma da un qualsiasi quartiere di Milano, è stata impagabile la soddisfazione di uscire di casa e andare alla partenza direttamente in bici, trovando di prima mattina tanti altri ciclisti meneghini che avevano avuto la stessa idea. Con la notte che diventa giorno, le piccole luci della bici da corsa che lampeggiano, le strade deserte e l’aria ancora frescolina. Momento mistico. Da ripetere. Ci vediamo nel 2018.