Moto & Scooter
Boss Hoss esagera: arriva la moto con V8 da 8,1 litri e fino a 600 CV
Un V8 Chevrolet da 8,1 litri, fino a 600 CV e oltre 550 kg di peso: la nuova Boss Hoss è una cruiser fuori da ogni logica, ma omologata per la strada
Quando si parla di eccessi su due ruote, pochi costruttori possono competere con Boss Hoss. Il marchio statunitense, celebre per le sue moto equipaggiate con motori automobilistici Chevrolet V8, torna a far parlare di sé con una nuova versione ancora più estrema.
La protagonista è una cruiser spinta da un gigantesco motore V8 aspirato da 8.127 cc, derivato dalla famiglia Chevrolet big block. Un'unità che, nella configurazione più potente, arriva a sviluppare 600 CV e una coppia impressionante, valori che la collocano ben oltre qualsiasi moto di serie attualmente in commercio.
Naturalmente, numeri di questo tipo hanno un prezzo anche in termini di massa. La Boss Hoss supera infatti i 550 kg in ordine di marcia, motivo per cui adotta una trasmissione semiautomatica a due rapporti con convertitore di coppia e una pratica retromarcia, indispensabile nelle manovre.
Per scaricare tutta la coppia sull'asfalto è stato scelto un pneumatico posteriore da 300 mm, mentre la ciclistica è stata progettata per garantire la massima stabilità, più che la guida sportiva. Non è una moto pensata per affrontare passi di montagna o piste, ma una cruiser estrema costruita per stupire e offrire un'esperienza di guida unica.
Boss Hoss produce da anni motociclette di questo tipo, rivolgendosi a una nicchia di appassionati americani affascinati dall'idea di portare su due ruote la filosofia delle muscle car. Anche questo nuovo modello rimane fedele a quella tradizione, proponendo prestazioni fuori scala e dimensioni che sfidano qualsiasi termine di paragone.
Il prezzo negli Stati Uniti parte da circa 71.000 dollari, una cifra elevata ma coerente con un prodotto costruito praticamente a mano e destinato a un pubblico molto ristretto.
Più che una moto nel senso tradizionale del termine, la nuova Boss Hoss rappresenta un esercizio di stile e di ingegneria: un mezzo pensato non tanto per essere razionale, quanto per dimostrare fino a dove ci si possa spingere quando si decide di eliminare ogni compromesso.