Moto & Scooter
Honda Monkey e Honda Dax: cosa vuol dire guidare in miniatura
Cosa significa guidare e viaggiare oggi con due moto vere, ma in miniatura? L'abbiamo scoperto usandole tutti i giorni, e realizzando una "prova dei 20 euro" un po' speciale
Il mito che aleggia intorno alla Honda Monkey e alla Honda Dax ha radici molto lontane. In principio fu il gioco: la Monkey non nacque con queste forme e, tantomeno, fu creata per girare su strada. La genesi di questo incredibile mezzo risale ai primissimi anni 60 quando, al parco divertimenti a tema motoristico Tama Tech di Tokyo, la versione embrionale di questa motoretta in salsa ridotta veniva utilizzata per divertire (e spostare) bambini e ragazzi all'interno del parco stesso.
Non aveva sospensioni, le dimensioni erano ancora più compatte e, di fatto, non era lontanamente pensata per circolare su strada. Non voglio raccontarvi tutta lo sviluppo che fu dietro questo modello, bensì andare dritto al sodo. Qualche anno più tardi la Monkey incontrò i favori del pubblico americano. Erano gli anni del sogno a stelle e strisce, gli anni in cui si concretizzava, meccanicamente, il concetto di "tempo libero". La Monkey (il Monkey??) e successivamente il (la?) Dax erano la risposta alle esigenze dei camperisti, di chi cercava una moto da poter mettere nel bagagliaio dell'auto, di tutti quelli affascinati da un concetto un po' ambiguo che definerei "matrioska motoristica": la possibilità di avere a disposizione qualcosa di sempre più piccolo per avvicinarsi all'arrivo.
Sto andando lungo. Al sodo, Fede, al sodo.