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Deus Cub Cubed, all'ennesima potenza

Marco Gentili, foto Massimiliano Serra il 14/02/2018 in Moto & Scooter

Prendi un Honda Cub e fallo diventare gigante... no, aspettate: dentro a questa creazione firmata da Deus Italia, che riporta in auge il mitico scooterino degli Anni 90, batte il cuore dell'X-Adv. Ecco a voi il cub Cubed (ossia al cubo)

Deus Cub Cubed, all'ennesima potenza
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In "Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie", capolavoro di Lewis Carroll, la protagonista ingurgita il biscotto con su scritto "Mangiami" e diventa enorme. Centocinquanta e passa anni dopo quel romanzo, dalle parti di Milano qualcuno ha preso un vecchio Honda Z5 Cub e gli ha fatto mangiare la stessa roba.

È vero, il nome che campeggia sulla fiancata è lo stesso del piccolo scooter prodotto dal 1991 al 1996, così come le forme e le sovrastrutture. Solo che tutto è ingrandito in scala. Si tratta di un Cub al cubo nel vero senso della parola, come si intuisce da quel numero 3 che indica l'esponente. Ma si tratta solo di un'illusione ottica. Perché il cuore del rinato Cub è l'Honda X-ADV. Il ritorno al futuro è stato possibile grazie alla creatività di Deus Italia.

Tutto in carbonio

Certe volte le idee vincenti sono anche le più semplici. Così lo scorso giugno, una volta ricevuto da Honda Europe l'XADV con il compito di trasformarlo in qualcosa di diverso, innovativo, di rottura, il team guidato in Italia da Filippo Bassoli lo ha prima spogliato di tutte le sovrastrutture. E ha pensato di riportare in auge il mitico Cub, trasformandolo in un'opera d'arte. L'input era quello di lasciare intatto l'originale: in questo Cub Cubed non cambiano i cerchi, la ciclistica, la centralina, perfino la strumentazione è la stessa. Ma non per questo il lavoro è stato facile. Tutt'altro. La realizzazione di questo X-ADV specialissimo è durata cinque mesi, molti dei quali spesi nella creazione di una scocca in fibra di carbonio che riproducesse in modo fedele i volumi dello scooter originale.

"Siamo andati decisamente controcorrente - spiega Luca Viglio, socio di Deus Italia e tra i più attivi in questo progetto - in tempi in cui tutti ostentano la trama del carbonio, noi l'abbiamo occultata sotto la livrea tricolore del Cub". In una fase iniziale della lavorazione c'era la possibilità di fare una scocca in alluminio, un materiale spesso usato nelle realizzazioni Deus. Ma proprio perché si voleva fare un lavoro diverso dal solito, si è deciso di mettersi all'opera con un materiale che non faceva parte del proprio Dna. Poi riunioni su riunioni, la scelta della linea definitiva con il reparto artistico, quella dei partner che hanno collaborato al progetto (tra questi, ha svolto un ruolo cruciale Kaos Design per la parte della colorazione e della grafica) e le infinite discussioni su come trasformare lo schizzo iniziale in una special fatta e finita. Il risultato finale, anche grazie alle modifiche e agli aggiustamenti in corso d'opera, è sorprendente. "Dall'esterno si percepisce poco, ma non avete idea della difficoltà di creare le strutture anteriori, a becco d'anatra, e quelle laterali a sbalzo", dice Viglio parlando della creatura di Deus. Prima di continuare con il racconto, una precisazione. Quello scooterino Honda che fin qui abbiamo chiamato Cub, in Italia aveva il nome di Honda Z5 Cub e cilindrata di 50 cc. La versione originale per gli altri mercati, denominata solo EZ9, era invece spinta da un bel 90 cc. In ogni caso, era un monocilindrico due tempi... però qualcosa c'era in comune con l'X-ADV 750 bicilindrico di oggi: la trasmissione finale a catena, occultata in entrambi i casi da un carter bianco.

A ben vedere, nonostante il Cub Cubed sia esattamente l' X-ADVdi serie (i cerchi sono stati solo verniciati di bianco), non mancano parti speciali nella componentistica. Lo scarico è stato realizzato ad hoc da SC-Project, mentre le frecce integrate nella zona dei contrappesi del manubrio sono del catalogo Motogadget. Piccoli dettagli impreziosiscono l'opera e danno una somiglianza ancor più impressionante con l'originale, come i soffietti blu sulla forcella. La strumentazione, come detto, è l'originale, solo riposizionata più in basso. Dietro al faro invece c'è una storia tutta da raccontare: "Avremo sfogliato migliaia di cataloghi senza trovare niente che avesse quel sapore Anni 90 che cercavamo. Poi alla fine è saltato fuori dal fondo di un'officina questo faro con luci a LED, di madre ignota ma di in dubbia resa", dice Viglio. Decisamente laborioso è stato anche il manubrio: "Abbiamo stuccato e verniciato i paramani originali dell'X-ADV, dando continuità alla linea del carbonio che lo riveste".

La prova

Ma come si guida questo preziosissimo X-ADV trasformato in Cub gigante? Incredibilmente bene, grazie anche alla maggior leggerezza rispetto all'originale dovuta all'ampio uso del carbonio nella carenatura. In pista piega che è un piacere, è agile e divertente. Ma è fuoristrada che si esalta di più, tirando fuori quell'anima dirt e ignorante che caratterizzava anche il Cub originale. Le macchie di fango e di terra quasi abbelliscono lo scooter Honda, nonostante vadano a sporcare la livrea bianca. Viglio è entusiasta quando scende dal mezzo. E ci racconta tutte le difficoltà incontrate durante la lavorazione: "La sfida maggiore è stata quella di andare a toccare l'elettronica 'blindata' dell'X-ADV.

Per dare la forma attuale alla parte anteriore del becco abbiamo dovuto rimuovere la centralina dell'ABS, che nell'originale è sistemato sulla parte sinistra dello scudo, e cambiare del tutto l'impianto frenante. E non avete idea dei problemi che abbiamo incontrato per far dialogare tra di loro il faro, che non è un originale Honda, e l'impianto elettrico. Ma è stato ancor più esaltante superare le difficoltà e dare nuova vita a un mezzo che ha segnato l'adolescenza di molti, e che ancora oggi rappresenta uno degli scooter più avanzati, sia nel design che nella concezione meccanica, mai prodotti". Ma se dal Paese delle meraviglie torniamo alla realtà, ecco una brutta notizia. Il Cub Cubed resterà solo un meraviglioso esercizio di stile. Honda non ha intenzione di metterlo in produzione. Bene, adesso continuate a sognarlo...

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  • Pollopullo
    dite sul serio... - Gentili come le ha suggerito anche honey l'Honda Club faceva schifo a tutti, costava uno sproposito ed era un aborto a due ruote. Non ci sorprende che la Honda si rifiuti di metterlo in produzione proprio per niente.
  • honey
    Orrore!!!! - Mettendo da parte la ricercatezza dei materiali utilizzati e le capacita' tecniche di coloro che l'hanno realizzata il risultato estetico e' pessimo proprio come lo scooter anni 90 da cui prende spunto!!!

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