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LGR 1000: Una special per pistaioli

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Un mezzo unico che nasce dalla collaborazione fra un esperto telaista, un “cacciavite” famoso nelle corse e un esperto di informatica. L’idea è quella di fare una moto da pista a costi accettabili: l’abbiamo provata sull’autodromo di Magione

Franco Lenci è uno dei preparatori Ducati più noti nel mondo delle corse.
Dal suo sodalizio con Massimiliano Gagliardi, pilota-informatico, e con il telaista Massimo Pierobon (che già fa telai per Ducati…), è nata la LGR 1000.
Si tratta di una special da pista costruita intorno al motore 1000 della Ducati, con un semplicissimo telaio a vista in tubi d’alluminio.
L’idea è quella di offrire un kit a 8000 euro per chi ha già una 1000 SS in casa; in alternativa si può avere la moto completa a 15.000 euro.
Il kit base comprenderà il telaio, le sovrastrutture, il telaietto anteriore e posteriore, lo scarico e le pedane regolabili. Ovviamente si parla di una moto strettamente da pista, in allestimento base per le prove libere, senza preparazione alcuna per il motore.
Da lì, chi vuole usarla per correre, dovrà spendere per tirare fuori i cavalli veri (circa 120) che servono per correre nel Campionato Supertwins.
Però Lenci e Gagliardi stanno studiando una formula che comprenda anche l’assistenza in pista a prezzi accettabili.
Non credo si possa parlare di conflitto d’interessi se ammetto che Lenci è un amico di vecchia data.
Non mi aspettavo però di trovarlo a Magione per il “Racing Party”, quando me lo sono visto venirmi incontro con il sorriso delle migliori occasioni e prendermi sottobraccio.
Ti ricordi che tempo fa ti avevo parlato del mio progetto di fare una special? Vieni a vederla, ce l’ho nel box”.
L’aspetto è quello di una moto piccolina, minuta.
La sta provando Andrea Brunotti (ve ne ho già parlato, ricordate?), che il prossimo anno sarà il pilota di punta.
Questa portata a Magione, però, non è la versione base: rispetto a quella ha in più i cerchi leggeri, la forcella anteriore completamente rivista e i freni in carbonio.
E’ sui 150 Kg di peso. “Se la provi e ci dici cosa ne pensi ci fa piacere”, dicono simultaneamente Lenci e Gagliardi.



Ok ragazzi, se proprio devo farvi questa cortesia, faccio volentieri un turno in più…
La prima sensazione, appena salito in sella, è quella di una moto piccolissima, una due e mezzo GP.
Però basta affrontare a velocità turistica la prima curva di Magione, per scoprire la sua vera dote: cade letteralmente dentro la curva in maniera più veloce di quanto uno si immagini.
E quando è dentro è neutra, puoi frenare od accelerare.
Ecco, forse la LGR ve l’ho già raccontata.
Inizio a spingere un po’ di più, cercando di tenere a bada il timore di “sdraiare” una moto ancora in esemplare unico, e dribblando il traffico in pista.
La sensazione è quella di una moto sempre agilissima eppure stabile.
Dove la metti sta, e la cosa che stupisce è la sua rapidità nell’eseguire i comandi.
È stabile come su un binario anche in fondo al rettilineo, quando si stacca a velocità relativamente elevate, o quando si imposta la curva veloce di Magione.
Se si arriva lunghi permette di pinzare senza troppi complimenti, idem; se si vuole uscire forte da una curva basta aprire il gas perché lei permette anche la guida senza troppi complimenti.
Ovviamente al ritmo allegro-tranquillo del mio test, ma Andrea, che già ci gira in 1’16” a Magione nonostante il traffico, conferma che ho capito bene il carattere della sua FP04.

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