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Peugeot XPS Supermotard

il 27/10/2004 in Moto & Scooter

Bisogna tassativamente avere al massimo 14 anni per poter apprezzare questa piccola mangiacurve? La risposta ovviamente è “no!”: andiamo a vedere il perchè

di Alessandro D’Aiuto, foto Massimo/Ag Treeffe



Per la legge è semplicemente un ciclomotore. Si guida col patentino dall’età di 14 anni e, almeno per ora, non richiede molte delle trafile burocratiche che sono necessarie per salire in sella ad una motocicletta vera e propria.
Ma la differenza è tutta qui perché, dati tecnici a parte, con il Peugeot XPS Supermotard ci si diverte tantissimo, come su una moto “vera” ed anche andando al trotto c’è sempre modo di avere un bel sorriso sotto il casco, alla faccia della città, del traffico e dei tombini profondi mezzo metro.
E’ un dato di fatto che il settore delle supermotard stia godendo di ottima salute: le proposte si moltiplicano e si differenziano sempre di più ed in città la facilità di utilizzo e la relativa economicità di una moto con tale impostazione d’uso, sono tali che basta provare a farci un giretto una volta sola per volerne una.
E così a volte si scopre con sorpresa che sono sufficienti quei 50 cc “messi giù bene" per avere una motoretta che non è forse pensata per  i “deraponi” in circuito, ma che nell’utilizzo quotidiano è talmente efficace ed appagante che potrebbe veramente essere difficile, in seguito, voler risalire su un anonimo scooter.



Al pari della sorella da Enduro, infatti, la XPS è ovviamente dedicata ai più giovani, ma le sue qualità potrebbero sorprendere anche più di un “adulto” stufo del variatore: il cambio a sei marce e l’erogazione appuntita ma vitalissima del piccolo monocilindrico 2 tempi, possono diventare un piacevole “divertimento” per arrivare in ufficio magari meno comodi, ma sicuramente più contenti. Il tutto a 2.699 euro franco concessionario, e ovviamente con omologazione Euro2.

La sigla XP per definire i cinquantini da fuoristrada non è certo nuova in casa Peugeot, anzi, ma tra i vecchi XP a variatore dei primi anni ’90 e quest’ultima realizzazione c’è veramente un abisso.
A livello estetico il Peugeot XPS non si contraddistingue certo per soluzioni stilistiche ardite o spiccatamente sportive, ma d’altronde questo contribuisce a far capire fin da subito e chiaramente l’indole del mezzo, che non vuole certo passare per bolso e sottotono, ma nemmeno pretende di dettar nuovi canoni in tema di sportività.
Ecco quindi un design classico, con il frontale e i fianchetti che riprendono i classici stilemi delle moto da cross, arrotondando ed ammorbidendo un po’ tutte le linee, che rimangono sempre abbastanza equilibrate e ben raccordate tra di loro, senza dare l’impressione che sella, serbatoio e parafanghi siano semplicemente “avvitati” su un telaio, ma tutto l’insieme è figlio di un progetto armonico. Solo la mascherina anteriore, forse, rischia di dispiacere a qualcuno, con un design un po’ troppo movimentato rispetto al resto, ma è questione di gusti.
Le finiture sono più che discrete in senso assoluto e molto buone pensando al tipo di mezzo: le pedaline dentellate sono certo semplici di fattura ma robuste, i comandi a pedale hanno anche una raffinatezza come il piedino retrattile (a molla) per preservarle in caso di caduta, le saldature non sono assolutamente “segnacci ossidrici” tra un pezzo di telaio e l’altro, i cablaggi sono ordinati e la componentistica è di buona qualità.
Componenti come leve e manubrio sono di fattura semplice ma onestissima e perfettamente in linea col prezzo.
Le plastiche di carrozzeria ed equipaggiamenti (filtro e parti di motore) sono di aspetto robusto e ben verniciate, mentre per gli adesivi non ci sarebbe da stupirsi se si rovinassero col tempo.
Un plauso meritano i bellissimi cerchi a raggi, dal canale largo e lucidato, mentre la strumentazione è completa nelle sue funzioni (tachimetro, contakm e spie di servizio) ma davvero “poverella” per gli elementi impiegati.

Anche a livello tecnico il Peugeot XPS si mantiene su livelli medio alti: non sfoggia niente di più e niente di meno di quanto è dato anche dalla concorrenza, ma è l’omogeneità del progetto a far sì che ciò che è presente possa svolgere al meglio il suo compito.
E così se da un lato il piccolo monocilindrico non presenta nulla di particolarmente innovativo (è un classico 2 tempi raffreddato a liquido, con ammissione lamellare nel carter, alimentazione a carburatore) è comunque realizzato e messo a punto a dovere, garantendo prestazioni ottime per la categoria.
E’ invece la ciclistica ad attrarre maggiormente l’attenzione: il leggero telaio a doppio trave, oltre che a fare una bella scena, è assolutamente sovradimensionato per le potenze espresse dal propulsore, e ciò permette di fare praticamente qualsiasi cosa senza incorrere in problemi di sorta. Ad esserne capaci, ci si potrebbe permettere di percorrere quasi ogni curva col motore a pieno regime senza sentire la benchè minima esitazine da parte della ciclistica.
Ugualmente le sospensioni, che pure sono (ovviamente) a livello di ciclomotore, si mostrano all’altezza del compito: la forcella Paioli da 36 mm (comune alla sorellina da enduro) e il monoammortizzatore della medesima marca hanno una resa e un aspetto molto più “tecnico” e “serio” di quello che in realtà sono chiamate a fare.
I freni sono a disco su entrambe le ruote e su tutti svetta l’unità flottante anteriore, che con i suoi 260 mm e la pinza a 2 pistoncini, offre una prestazione più che abbondante.
Inoltre i tubi in treccia fanno sentire la loro benefica presenza.
Abbondanza anche nel reparto pneumatici, dove con un 130/70-17 l’appoggio certo non manca. I Pirelli di primo equipaggiamento, inoltre, sono indovinati per grip e profilo.

Quasi non serve l’aria, una pigiatina al bottone dello start (caso più unico che raro tra i motardini 50 cc ) e il “pegiottino” prende vita. L’XPS gradisce molto di essere scaldato: infatti a freddo è proprio recalcitrante nel prendere giri e un po' scorbutico nell’erogazione. Però una volta in temperatura il piccolo monocilindrico funziona a meraviglia, permettendo di “aggredire” letteralmente la città senza mai stancarsi, nemmeno dopo cento ripartenze impiccate. Il funzionamento del motore ricalca i clichè più classici del genere: vuotissimo ai bassi giri, regala la sua piccola esplosione di colpo, non appena entra in coppia. L’effetto può essere un po’ fastidioso da gestire, specie tra un semaforo e l’altro, ma una volta presa confidenza in realtà è divertentissimo imballare da fermi il motore e poi, con la classica tattica da equilibrista, mollare la frizione “al punto giusto” e partire come una scheggia. Guidato in questo modo, magari anche sfrizionando spesso per prendere giri e tenerlo sempre vivo, l’XPS è uno degli oggettini più divertenti che ci siano: il telaio praticamente non ha limiti e potrebbe reggere tranquillamente una potenza molto superiore, così come le gomme, che manco si accorgono dei cavallucci erogati dal motore. La frizione si fa maltrattare in ogni modo, i freni sono sovrabbondanti… E intendiamoci: il motore, tenuto in tiro, è proprio vispo e spinge bene: al piccolo 2 tempi non si può certo rimproverare alcuna mancanza in una configurazione che, comunque, deve offrire garanzie di tenuta meccanica.
Semplicemente va tenuto alto di giri, in un’ottica di “tutto o niente” che fa sempre molto racing. Ed è bello così, specialmente se hai quattordici anni e non vedi l'ora di avere una manetta da spalancare. La risposta delle sospensioni è più “da fuoristrada”, e quindi è tarata un po’ morbida.



Questo fa sì che in frenata la XPS affondi vistosamente all’anteriore, ma questo non comporta alcun problema una volta prese le misure della risposta. Ugualmente l’ammortizzatore posteriore, che forse ha una risposta leggermente migliore della forcella, si comporta a dovere.
La taratura non eccessivamente sportiva delle sospensioni, d’altro canto, offre un discreto comfort al pilota e comunque basta affrontare il pavè o lo sconnesso con gas “a martello” per vedere i lati positivi di questa scelta.
Il cambio, servito da una frizione praticamente perfetta, ha un comando duretto ma è abbastanza preciso. L’unico vero difetto di tutta la moto è però dato dalla scelta dei rapporti, che di fatto sono tutti troppo lunghi. Le prime quattro marce permettono al motore di allungare benissimo fino ai regimi più alti, in quinta la moto siede anche se vorrebbe ancora allungare un pochino, mentre la sesta è completamente inutile. Basterebbero un paio di denti in più alla corona per cambiare faccia alle prestazioni. Che pure sono di tutto rispetto per tipologia e cilindrata del mezzo.
Anche l’aspetto dinamico dell’ XPS è davvero soddisfacente: le curve si affrontano al solo pensiero, con possibilità d'inclinazione ben maggiori delle prestazioni motoristiche, e solo volendo a tutti i costi forzare la piega, la ruota anteriore manifesta qualche lieve incertezza a causa, forse, di qualche dubbio del mono posteriore.
La frenata richiede un’azione decisa all’anteriore, ma è comunque modulabile e adeguatissima, mentre al posteriore è facile far bloccare la ruota: ma in questo caso fa parte integrante del gioco.
I consumi si attestano nella media della categoria, ma volendo divertirsi col gas è facile veder sparire il pieno in poco più di 120 km.
In conclusione il Peugeot XPS SM è veramente un giocattolo divertente dalle prestazioni vivaci e dotato di una ciclistica sovradimensionata che mette al riparo da una buona dose di rischi. Interesserà soprattutto al quattordicenne dal patentino fresco, ma per quello che impegna e per quello che costa potrebbe (e dovrebbe) ingolosire anche più di un “adulto”. Perché si paga quanto uno scooter, ma è troppo divertente!

Peugeot XPS SM

Motore
: monocilindrico 2 tempi raffreddato a liquido, alesaggio x corsa 40.3x39 mm, cilindrata 49.7 cc cambio a 6 rapporti

Telaio: perimetrale doppio trave in acciaio

Sospensioni: anteriore forcella Paioli da 36 mm, posteriore monoammortizzatore Paioli

Freni: anteriore a disco da 260 mm con pinza a doppio pistoncino, posteriore a disco da 200 mm con pinza a doppio pistoncino

Pneumatici: anteriore 100/80-16, posteriore 130/70-17

Dimensioni: lunghezza 1.980 mm, larghezza 840 mm

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