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Aprilia Scarabeo 500

il 28/11/2002 in Moto & Scooter

Era già disponibile in due famiglie (50/100 e 125/200) e ora  arriva  il top di gamma di 500 cc. Confortevole, sicuro, veloce e ben rifinito, mantiene il family feeling dei suoi predecessori ma è tutto nuovo, dal motore alla ciclistica

E’ il turno di motonline di provare il nuovo Scarabeo 500 ma veniamo nettamente premiati di essere stati inseriti nel secondo giorno di prove: il sole splende limpido sul monte di Portofino, le strade sono asciutte e la temperatura fa addirittura rinunciare al giubbotto pesante. Lo scooterone ci aspetta così, lucente nella sua livrea argentea, imponente mentre sta appoggiato - leggermente inclinato - sul cavalletto laterale.



La prima impressione è quella di un mezzo molto “ricco”: più che completo nelle dotazioni, studiato con cura in ogni minimo particolare, ben rifinito, molto di sostanza senza concessioni a gadget inutili. Insomma, si fa guardare con piacere anche per la linea “di famiglia” che rimane assolutamente originale e unica nel suo genere.
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Prima di salire in sella completiamo un po’ di analisi statica e la prima sensazione viene pienamente confermata: chiaro e leggibile il cruscotto completo di computer, comoda l’apertura elettrica comandata dalla chiave principale del baule posteriore (da 54 litri), rassicuranti le dimensioni di freni, sospensioni e pneumatici, degni di nota molti particolari che si notano man mano che si approfondisce l’esame, come le pedane passeggero e relativi attacchi realizzati con una pregevole fusione di alluminio.



In definitiva, l’espressione ormai molto abusata di “moto automatica” in questo caso trova piena giustificazione, e definire semplicemente scooter questo Scarabeo sarebbe davvero limitativo: è quindi ora di accendere il 500 cc a iniezione che sta nascosto sotto le plastiche e vedere che succede una volta in marcia…

Si sale scavalcando il grosso tunnel centrale e ci si prepara a partire. La sella, ampia e confortevole, ha un’altezza da terra standard (800 mm) ma la larghezza delle pedane non facilita l’appoggio a terra dei piedi e questo fatto, unito ai 200 kg di peso, rende all’inizio un po’ impacciate le manovre da fermo. Ma, superato questo primo momento e percorsi i primi metri, tutte le sensazioni di peso e di ingombro miracolosamente scompaiono.



La posizione in sella è naturale e le pedane hanno dimensioni tali da consentire di trovare la migliore posizione delle gambe senza restrizioni. La sella è confortevolissima, i comandi sono tutti chiari e a portata di mano e il parabrezza non interferisce con la visuale. Lo Scarabeo si avvia morbido, senza strappi, con il motore che spinge senza salire troppo di giri, e si dimostra subito leggero e agile alle richieste del suo pilota. Quasi stona, in questo contesto, il rumore scandito - tipico dei monocilindrici - che esce dallo scarico: su una limousine di tale fatta l’orecchio si si aspetterebbe qualcosa di più pieno e rotondo…



All’inizio, la dolcezza con cui tutto avviene a bordo (dall’accelerazione, alla frenata, all’assorbimento delle asperità e all’inserimento in curva) fa quasi sottovalutare le prestazioni di questo 500. In realtà, se si apre il gas con decisione lo Scarabeo allunga in modo davvero brillante e, in pochi secondi, ci si trova già a cavallo dei 120-130 km/h. L’accelerazione poi continua decisa anche se l’erogazione di potenza assolutamente lineare del motore, ancora una volta, nasconde la grinta che invece c’è tutta. Rispetto ad altri scooter, lo Scarabeo non ha quindi la caratteristica di accelerare sino ad una certa velocità per poi richiedere lanci lunghissimi per guadagnare ulteriormente velocità: al contrario, anche in due continua a guadagnare progressivamente e raggiunge senza sforzi apparenti i160 km/h promessi, garantendo un passo eccellente anche in in autostrada e sorpassi sempre sicuri.


In velocità si apprezza anche il gran lavoro svolto dai progettisti Aprilia in galleria del vento: non ci sono vortici sul casco, le gambe o la schiena e anche il passeggero (a cui è riservata una fetta di comfort assolutamente paritetica con quella del pilota) viaggia chiuso in una sorta di bolla aerodinamica che lo protegge da vento e pioggia. Bisogna solo ricordare di far salire per primo il passeggero che, in caso contrario, tra tunnel centrale e baule posteriore sarebbe costretto a veri funambulismi.

Dall’Aurelia, all’autostrada, alle stradine più strette e tormentate, la zona di Portofino ha consentito di mettere alla prova tutte le caratteristiche dinamiche di questo 500.



Di nuovo la prima sensazione è quella di una grande scoltezza e dolcezza in tutte le situazioni, come se – pur avendo percorso pochi chilometri - lo Scarabeone fosse una vecchia conoscenza di cui si conoscono le preferenze e le reazioni più intime.
In velocità è sempre stabile, in curva piega con naturalezza e tiene la traettoria senza nessuna tendenza a chiudere o allargare; anche sullo stretto si dimostra agile, molto oltre a quanto farebbero pensare peso e dimensioni. Ottimi in tutte le situazioni, anche sul bagnato, i pneumatici Michelin Maxxis forniti come primo equipaggiamento.



La forcella è assolutamente solida e assorbe tutte le asperità, pur senza mai mostrarsi troppo cedevole. Gli ammortizzatori vanno altrettanto bene: sono forse un po’ più duri e secchi nella risposta ma, questa caratteristica, non influisce sul comfort mentre garantisce un funzionamento più corretto con passeggero e bagagli.



I freni (modificati nella taratura e potenziati rispetto a quelli dell’Atlantic con lo stesso motore), coniugano bene le esigenze degli scooteristi puri e di chi, invece, è abituato alla guida delle moto. Infatti, la frenata integrale è potente e non presenta mai - in nessuna condizione anche esasperata - fenomeni di bloccaggio delle ruote. Chi però è abituato a frenare “di destro” con il disco anteriore, ha a sua disposizione una dose generosa di potenza in più. Inoltre, anche sollecitato, questo impianto frenante non ha mai dato segni di affaticamento: non a caso è di dimensioni, caratteristiche e qualità da moto sportiva…

Niente da dire: tutto quello che serve o che potrebbe essere utile c’è di serie, dal computer di bordo ai blinker delle frecce, dai vani sotto chiave per i documenti a quello più direttamente acessibile per i biglietti dell’autostrada, dal baule illuminato alla presa di corrente per ricaricare il cellulare.


Quello che però colpisce è l’evidente attenzione che è stata data ad ogni particolare, anche il più minuscolo, in fase di progettazione. Tutto infatti si trova “nel posto giusto”, è ergonomico e ben visibile, rifinito e montato con cura.
La sensazione è quella di un’ottima qualità complessiva, confermata anche da un’analisi della verniciatura e della finitura delle plastiche, sempre la sezioni più critica di ogni scooter.


Il prezzo di vendita al pubblico - non basso in assoluto - ci sembra quindi corretto e, soprattutto, con un rapporto “value for money” addirittura favorevole. Certo, le qualità dello Ascarabeo vanno capite e apprezzate e, in questo senso, l’ultimo nato di Casa Aprilia ci sembra destinato ad utenti esigenti e competenti, sia che provengano da altri scooter o dalla motocicletta vera e propria. Ci immaginiamo quindi un pubblico potenziale di acquirenti dai gusti molto precisi e individuali, anche se la sicurezza dinamica e la facilità di guida rendono lo Scarabeo 500 davvero adatto a tutti.



Come utilizzo si tratta di un mezzo certamente ottimo per il commuting urbano ed extraurbano, ma lo vediamo anche perfetto per un turismo in tutto relax, senza limiti anche in due, soprattutto se si completa la dotazione con le due valigie laterali . Chi poi è di indole sportiva, non è da escludere che possa dare qualche dispiacere a mezzi apparentemente più grintosi e votati esplicitamente alla guida sportiva.

F

Motore: a 4 tempi, monocilindrico orizzontale con raffreddamento a liquido, alesaggio e corsa 92 x 69 mm, cilindrata 460 cc, rapporto di compressione 10,5:1; distribuzione monoalbero a camme in testa a 4 valvole; lubrificazione a carter umido. Alimentazione a iniezione elettronica con cut-off in rilascio. Accensione elettronica. Avviamento elettrico. Sistema di scarico con marmitta catalitica a 2 vie, omologazione Euro 2.
Trasmissione: cambio con variatore automatico di velocità. Frizione automatica centrifuga; trasmissione finale a ingranaggi.
Ciclistica: traliccio di tubi d’acciaio doppia culla. Sospensione anteriore: forcella teleidraulica con steli di 40 mm, escursione 100 mm; sospensione posteriore a gruppo motore oscillante e doppi ammortizzatori caricati a gas con idraulica a doppio effetto regolabili nel precarico molla; escursione 110 mm. Ruote: anteriore in lega leggera a 5 razze da 16” con pneumatico 110/80, posteriore in lega leggera a 5 razze da 16” con pneumatico 140/70. Freni: sistema integrale con valvola distributrice; anteriore a doppio disco di 260 mm con pinze flottanti a 2 pistoncini; posteriore a disco di 220 mm con pinza a 2 pistoncini contrapposti.
Dimensioni e peso: interasse 1605 mm, lunghezza 2310 mm, larghezza 785 mm, altezza sella 800 mm. Peso in ordine di marcia senza carburante 220 kg. Capacità serbatoio 17 litri.
Prestazioni: vel.max 160 km/h, potenza max 39 cv a 7.250 giri, coppia max 40 Nm a 5.500 giri, consumo medio 18-20 km/litro
Omologazione: Euro-2

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