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Protagonisti: Ivano Beggio, presidente Aprilia

Un mercato difficile, la concorrenza, i progetti per il futuro… per vincere la ricetta è una sola: “Dopo 25 anni di successi, il rischio è stato che Aprilia invecchiasse. L’antidoto sta nell’amore di tutta l’azienda per il proprio lavoro...”.

Protagonisti: Ivano Beggio, presidente Aprilia
"Aprilia deve evitare il rischio di invecchiare, deve mantenere il suo slancio, la sua capacità di fare squadra, di innovare… "
Un mercato difficile, la concorrenza, i progetti per il futuro… per vincere la ricetta è una sola: “Dopo 25 anni di successi, il rischio è stato che Aprilia invecchiasse. L’antidoto sta nell’amore di tutta l’azienda per il proprio lavoro...”.


di Luigi Bianchi





Con Ivano Beggio, presidente della più giovane e innovativa delle Case Italiane, Motonline inizia una serie di interviste ai protagonisti del mondo delle due ruote.

Ivano Beggio, ci riceve nel suo grande ufficio: alle spalle il plastico del complesso Aprilia di Noale, di fronte le vetrine con le coppe delle tante gare vinte, sul tavolo le carte che testimoniano di un lavoro quotidiano nella “sua” azienda. Diversamente dal solito, lo sguardo è proprio su quelle carte e il presidente pesa le parole con cura. Non lo dice esplicitamente, ma si capisce che questi non sono i momenti dell’entusiasmo e del facile ottimismo, ma i momenti in cui ci si guarda indietro, si traccia il bilancio dei primi 25 anni di crescita tumultuosa e di successi, si cercano i motivi del brusco stop del 2001, si analizzano cause e motivi di ciò che ha o non ha funzionato. E si guarda avanti, disegnando e ridisegnando le strategie per il futuro, in un mercato difficile, competitivo, che lascerà spazio a pochi. Andiamo subito al sodo.

- E allora, quali sono i movimenti e le tendenze profonde nel mercato di oggi?
“E’ terminata la crescita tumultuosa degli anni passati: le moto vanno bene, ma stiamo anche aspettando di capire quando il mercato degli scooter targati terminerà la sua flessione, e ci darà indicazioni precise sulla dimensione su cui andrà a stabilizzarsi. Tendenze già chiare ci sono: i consumatori chiedono soprattutto moto di prezzo competitivo, nella fascia 7.000 – 10.000 Euro. I maxi scooter cresceranno ancora, ma è un fenomeno che andrà ad esaurirsi quando il loro prezzi si sovrapporranno troppo a quelli delle moto vere e proprie. Nei 50 cc, infine, credo che l’accordo sugli incentivi, recentemente firmato con il governo, porterà a benefici consistenti anche perché, almeno nel caso di Aprilia - ma non saremo soli in questa politica – verranno girati integralmente ai consumatori”.




Poi Ivano Beggio chiede ai suoi collaboratori i dati più aggiornati sul mercato: l’incognita e la proccupazione sono gli scooter da 125 a 200 cc, ma febbraio sembra confermare che la discesa sta terminando. Il sollievo è evidente.

“La politica delle grandi Case giapponesi in Europa, perché è di loro che si parla, è molto aggressiva e segue una strategia precisa. Infatti, non sembrano tanto preoccupati dai numeri del mercato europeo – in fin dei conti non così essenziali per loro a livello mondiale – quanto del know how esistente nella UE e del potenziale del suo sistema economico che, in futuro, temono possa portare a intaccare il loro monopolio mondiale, nel far east, soprattutto. Tra l’altro, sentono molto la concorrenza di Paesi emergenti come Cina, Taiwan, Corea o India e, anche in quelle realtà, si muovono nell’ottica di conquistare – o riconquistare - posizioni predominanti. Questa strategia aggressiva si esprime attraverso politiche di prezzi al consumatore ridotti all’osso, che consentono di conquistare quote nei segmenti di mercato di maggior interesse”.

- E le Case italiane ed europee come possono reagire?
“La risposta sta in accordi come quello che abbiamo recentemente firmato con Piaggio e che riguarda, lo ricordo, unicamente gli scooter. Bisogna ottimizzare i costi condividendo gli investimenti più onerosi, creando quindi piattaforme comuni per telai, motori e componentistica, sia per quanto riguarda la ricerca e la progettazione e sia per quanto riguarda la produzione. Poi ognuno andrà a vestire e personalizzare queste basi e si tornerà a essere concorrenti sul mercato, ma con il vantaggio di risparmi importanti che potranno darci la competitività che serve nei confronti di chiunque”.




- Questo è il quadro generale, ma tornando ad Aprilia?
“Il nostro problema è quello di tesorizzare le esperienze costruite in 25 anni di lavoro e di successi, senza perdere la freschezza che a questi successi ci ha portato. E’ solo una casualità, ma lo stop del mercato è coinciso per noi con la fine di un ciclo: eravamo e ci sentivamo l’azienda giovane per eccellenza, ma gli anni erano passati anche per noi e qualche ruga non la vedevamo, ma c’era. Insomma, Aprilia deve evitare il rischio di invecchiare, deve mantenere il suo slancio, la sua capacità di fare squadra senza personalismi, di innovare… Ho sentito questo rischio negli ultimi tempi, ne sono ben cosciente e su questo punto sono irremovibile: dove Aprilia ha perso amore per il proprio lavoro, cambia, o la cambio…”.

- Non c’è proprio il rischio di fraintendere. E’ già iniziata questa inversione di rotta, e in che cosa la si vede?
“E’ già iniziata con la 3 cilindri per il MotoGp. E’ una moto bellissima, nella tecnologia ma anche nel design. E’ di linee morbide all’esterno, disegnata dal vento, ma poi si vedono anche quegli spigoli sul telaio e sul forcellone che danno un’idea di forza, di energia. Le belle moto io le vedo così: un’idea di potenza incastrata in un contesto di armonia, di linee dolci. Anche in campo auto c’è questa tendenza a ritornare a linee curve più morbide, tendenza di cui antesignana è stata la Ford Focus. Per quanto riguarda la nostra produzione, in futuro avremo tre linee di motori e, come conseguenza, di modelli: una basata sul bicilindrico longitudinale che oggi equipaggia la serie delle RSV, una sul tre cilindri fronte marcia della Cube nata per il campionato MotoGp e una sul bicilindrico trasversale della Moto Guzzi che, non dimentichiamolo, è anche una fabbrica di motori. Ma anche negli scooter stanno arrivando novità importanti…”.

Ivano Beggio non lo può dire e non lo dice, ma per noi è evidente che sta pensando allo Scarabeo 500, primo scooter a ruote alte di questa cilindrata e che arriverà dai concessionari entro quest’anno. Che ci fa però sognare è l’idea della 3 cilindri con il fanale e la targa…

- Quanto ci vorrà per vedere compiuto un rinnovamento radicale dell’attuale gamma Aprilia ( e Moto Guzzi e Laverda, ovviamente…)?
“Aprilia deve cambiare pelle e sta cambiando pelle. Ci vorranno due o tre anni”.

Ci salutiamo e lo sguardo corre su una mensola con i caschi di alcuni piloti che hanno corso e vinto con Aprilia. Con gli occhi Ivano Beggio ne accarezza uno con un sole e una luna: anche questo è amore, e non ci sembra proprio finito.
Protagonisti: Ivano Beggio, presidente Aprilia
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