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I 90 anni della Benelli

il 30/09/2001 in Moto & Scooter

Gran festa a Pesaro per il novantesimo compleanno della gloriosa marca del leoncino. L’evento è stato celebrato con una mostra e una serata di gala

I 90 anni della Benelli
La Benelli oggi: la serata del debutto della Tornado 900. Sul palco, Andrea Merloni.


di Luigi Rivola




La Benelli ha compiuto 90 anni. Nella classifica di anzianità delle antiche marche che ancora operano sul mercato motociclistico la Casa di Pesaro, fondata nel 1911, si colloca al sesto posto, preceduta da Peugeot (1899), Triumph (1902), Harley Davidson (1903), Husqvarna (1903) e Gilera (1909), ma avanza al terzo posto, e al secondo in Europa, se si contano in questa classifica solo le marche la cui presenza sul mercato è rimasta costante nel tempo con un prodotto originale.





La storia della Benelli, così lunga, è costellata di grandi successi, di primati, ma anche, inevitabilmente, di momenti difficili e di vicende traumatiche. Oggi nessun erede dei sei fratelli che avviarono l’officina nel lontanissimo 1911 è più coinvolto nell’azienda, però la marca è sopravvissuta a tutte le traversie, è sempre rimasta a Pesaro e continua a costituire vanto non solo per la città, ma anche per il motociclismo nazionale. Ancora oggi è capace di proporre innovazione, con la 3 cilindri Tornado 900, come nel 1927, quando la sua 175 monocilindrica, tecnicamente rivoluzionaria con l’albero a camme in testa e il motore superquadro, nelle mani di Tonino Benelli cominciò a mietere vittorie su tutti i circuiti.





Il novantesimo compleanno della Benelli è stato celebrato con un grande meeting a Pesaro, a cura del Registro Storico Benelli, del Moto Club Pesaro “Tonino Benelli”, della Benelli Spa e dell’Assessorato allo Sport del Comune di Pesaro. Per l’occasione è stata allestita una mostra fotografica, ed anche un’esposizione di moto d’epoca della marca festeggiata, infine la celebrazione si è conclusa con una serata di gala alla quale sono intervenute le autorità cittadine, numerosi personaggi e piloti legati alla storia della Benelli e persino un gruppo di appassionati francesi, giunti a Pesaro in sella alle loro Benelli d’epoca.






Una mamma lungimirante, Teresa Boni, vedova da quattro anni, che vende alcune proprietà per finanziare la nascita di una “officina meccanica di precisione”, e sei figli amanti della meccanica: Giuseppe, Giovanni, Francesco, Filippo, Domenico e Antonio. Questo il certificato di nascita della Benelli nel 1911.
Dall’officina alla fabbrica di moto il passo fu relativamente breve e lo sarebbe stato maggiormente se i progetti non fossero stati frenati dallo scoppio della prima guerra mondiale. Un primo motore a due tempi di 75 cc venne realizzato infatti appena terminato il conflitto, nel 1919 e la prima motocicletta completa fece la sua comparsa nel 1921: una monocilindrica a due tempi di 100, poi di 150 e 175 cc, con forcella elastica brevettata, cambio a due marce e peso inferiore ai 50 kg.




Con quella moto, Tonino Benelli esordì nei panni di pilota e colse le prime vittorie, ma la fama, per sé e per la sua industria, venne col debutto, nel 1927, della 175 a quattro tempi monocilindrica con albero a camme in testa e motore superquadro, una vera rivoluzione tecnica per l’epoca. La 175 si impose in tutte le principali corse nazionali della sua cilindrata, conquisto diversi record mondiali di velocità, poi fu sostituita, nel 1930, dalla bialbero, che continuando a vincere con indiscussa superiorità, portò testimonianza della genialità tecnica dei fratelli pesaresi anche all’estero, imponendosi in Svizzera, Francia, Belgio e Olanda.




Alla fine del 1934, soppressa la classe 175, la Benelli approntò una 250 bialbero direttamente derivata dalla moto di minor cilindrata. Il nuovo bolide si rivelò subito molto competitivo e divenne vincente nel volgere di un paio di stagioni: nel 1938 trionfò clamorosamente nel Gran Premio delle Nazioni a Monza, stracciando letteralmente anche tutte le più potenti moto della classe 350.
La sua superiorità impressionò il due volte campione d’Europa, l’inglese Ted Mellors, che chiese di guidarne una al Tourist Trophy del 1939. Nella tana delle moto inglesi, fino a quel momento profanata solo dalla Indian nel 1911 e dalla Moto Guzzi nel 1935 e 1937, la Benelli, sbaragliò la concorrenza italiana e britannica in una dura gara sotto la pioggia, ma il suo incredibile potenziale era emerso già nelle prove, quando Mellors aveva stabilito un fantastico record sul giro (più veloce anche delle 350) che sarebbe stato battuto solo nel 1953.






La prima tragedia per la Benelli fu la morte di Tonino Benelli in un incidente stradale nel 1937. La seconda la distruzione degli stabilimenti di Pesaro e il furto di tutto il materiale più prezioso sul finire della seconda guerra mondiale.
La fabbrica risorse fra mille difficoltà e le Benelli tornarono a correre per le strade e sulle piste. La gloriosa 250 bialbero che aveva sbancato il Lightweight TT, ricostruita e migliorata, ricominciò a vincere, dapprima senza clamori, poi, una volta giunta nelle mani del pilota Dario Ambrosini, con sempre maggior autorevolezza, fino a cogliere, nel 1950, con tre lampanti vittorie su quattro gare disputate, il titolo mondiale della classe 250.




La morte di Ambrosini l’anno seguente e il forte impegno produttivo convinsero la Benelli ad astenersi ufficialmente dalle corse fino al 1958, anno in cui presentò una nuova 250 monocilindrica bialbero che, guidata da Grassetti e da Duke, ottenne qualche affermazione di rilievo.
Nel 1960 la Benelli tornò al centro dell’attenzione del mondo sportivo facendo esordire una 250 bialbero a quattro cilindri, un motore già realizzato nel 1940, ma mai portato in gara a causa dello scoppio delle ostilità. La gestazione del nuovo motore plurifrazionato durò due anni, ma nel 1962 arrivò la prima affermazione in ambito nazionale, sul circuito di Cesenatico, e nel 1964 la prima vittoria iridata, nel GP di Spagna. Nel 1969 la Benelli, guidata da Kel Carruthers, fu l’ultima 250 quattro cilindri quattro tempi a conquistare un titolo mondiale, poi, col mutare dei regolamenti tecnici, l’avanzata del motore a due tempi e le difficoltà di un mercato rivoluzionato dalla comparsa delle nuove proposte giapponesi, la Casa di Pesaro entrò in una crisi profonda.




Nel 1972 fu acquistata da Alejandro De Tomaso, ma a parte l’entrata in produzione, nel 1974, della 750 6 cilindri, prima moto di serie al mondo con motore così frazionato, nessun prodotto della Benelli fu veramente originale, innovativo, competitivo, tanto da essere all’altezza dei trascorsi del Marchio e da poterlo risollevare.
L’opportunità di uscire dal letargo si ripresenta ora. Andrea Merloni, nuovo proprietario della Benelli e grande appassionato di moto, ha costruito un nuovo stabilimento, ha messo in produzione una gamma completa di scooter ed ha messo in cantiere una motocicletta sportivissima, con contenuti estetici e tecnici d’avanguardia, che viene già collaudata nelle severissime competizioni del campionato mondiale Superbike.
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