Moto & Scooter

Prototipo Honda NAS

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Concentrato di tecnologia e materiali pregiati, utilizza il propulsore della VTR e pone al centro della progettazione l’impatto emozionale



di Daniele Massari




In occasione della tappa del Campionato del Mondo di Superbike svoltasi a Laguna Seca, la Honda America ha mostrato una nuova concept bike la New American Sports, dalla linea innovativa e dotata del propulsore della VTR 1000. Il veicolo è stato progettato dalla Honda R&D America (HRA), dipartimento votato allo studio di soluzioni e mezzi futuristici per gli utenti di domani.


Si tratta di un mezzo che individua una nuova linea di progettazione, che privilegia l’impatto estetico sull’utenza. L’obiettivo, ha confermato Martin Manchester, executive designer della HRA, è mantenere un elevato profilo prestazionale, ma aumentando l’impatto emozionale dei motociclisti nei confronti del mezzo: si tratta di una sportiva che privilegia, insomma, l’arditezza stilistica pur senza rinunciare alle elevate prestazioni di cui è capace il suo propulsore.




Naturalmente si tratta di un prodotto che, visti i presupposti, trascende dalle comuni esigenze di produzione in quanto a cura costruttiva, materiali e soluzioni adottate: la sovrabbondanza di fibra di carbonio, titanio e parti in alluminio ricavato dal pieno, ne fanno un oggetto dal valore difficilmente quantificabile.

L’idea che ha guidato il progetto, iniziato nel 1999, della NAS, è stata quella di una rivisitazione del concetto di sportiva, in quanto la maggior parte degli utenti vivono la propria moto, anche ad elevate prestazioni, sulla strada e non in circuito. Di qui la scelta di concentrarsi sulla qualità delle finiture e su soluzioni stilistiche d’effetto




Il primo effetto che ha ottenuto è però stata una polemica presa di posizione della Sachs, che ha accusato la Honda di aver copiato il suo prototipo “Beast”, che da un paio d’anni si fa notare nello stand della rinata Casa tedesca in occasione del Saloni internazionali. Indubbiamente esistono fra la NAS e la Beast diversi punti di contatto, tuttavia la Honda può dimostrare di aver iniziato lo studio della NAS in tempi non sospetti, inoltre, anche se probabilmente mai diventerà un veicolo di serie, il prototipo della Honda appare molto più di una semplice bozza da Salone.






Centro estetico di questo prototipo è il propulsore, bicilindrico a V di 90° (996 cc) raffreddato a liquido a quattro valvole per cilindro (lo stesso della VTR), ed il telaio, del quale il propulsore stesso è elemento interante di primo piano; le ruote vengono lasciate scoperte e distanti il più possibile dalle sovrastrutture, per ottenere una sensazione di leggerezza.

Il telaio è in alluminio, e ad esso è ancorato il monobraccio in alluminio e fibra di carbonio che funge da sospensione anteriore. Le foto non chiariscono il funzionamento del nuovo sistema, ma sembrano indicare che l’apparato ammortizzante risieda nel voluminoso cannotto di sterzo che si prolunga in basso oltre il consueto, e che superiormente è caratterizzato dalla presenza di un frenasterzo simile a quello in voga sulle moto Anni ’60.




Anche il forcellone posteriore è monobraccio e in alluminio, pregevolmente conformato secondo linee curve molto complesse. I cerchi sono in alluminio lucidato a specchio a sei razze sdoppiate; quello anteriore è dotato di un disco singolo flottante perimetrale, con doppia pinza a quattro pistoncini.

Soffermandosi sul reparto anteriore, si nota platealmente la mancanza del radiatore per il raffreddamento, che è invece nascosto nella parte inferiore del codone (rigorosamente monoposto), ad imitazione della clamorosa scelta tecnica fatta dall’ingegner Rosa nella progettazione della Benelli Tornado.




Il gruppo ottico anteriore è dotato di quattro proiettori accoppiati in due palpebre ed inseriti in un cupolino minimalista, così come i blocchetti elettrici e l’aspetto del reparto strumentazione, interamente digitale. La zona inferiore del propulsore è protetta da un esteso puntale dalle forme aerodinamiche che si estende fino al retrotreno. Un semplice “scatolone” in funzione puramente estetica? No: è il silenziatore, così sagomato per mantenere il più possibile ariosa la parte posteriore della moto.

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