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Moto & Scooter
Kawasaki W650
aggiornato il 21/03/2001 in
Moto & Scooter
Dalla Casa di Akashi una riproposizione credibile del gusto anni '60 di andare in motocicletta. Piacevole da guidare, comoda e ben rifinita, presenta qualche aspetto migliorabile. Prezzo un po' alto
di Giampaolo Bergamaschi, foto Gianluca Bucci
La Kawasaki W650, riprodotta in chiave moderna è l’erede della W1, una bicilindrica di 650 cc ispirata alla BSA A 10, ma prodotta da Kawasaki negli anni ‘60 e ‘70. La W650 ha un design classico che nasconde tecnologia moderna. Associa elementi stilistici e caratteristiche tipiche delle “grandi moto” degli anni Sessanta: a partire dall’armonioso serbatoio con paraginocchia in gomma, fino a citare la lunga sella con bordino superiore bianco, e le cromature dei parafanghi e degli scarichi.
Nonostante il design classico, la Kawasaki W650 è una moto dalla tecnica decisamente moderna. E’ dotata di un nuovissimo motore bicilindrico in linea con albero a camme in testa da 676 cc, ruote a raggi con cerchi in alluminio, telaio a doppia culla con traversino di rinforzo a sezione quadrata, avviamento elettrico ed a pedale, contachilometri digitale, freno a disco anteriore.
Questa “mescolanza” di tecnica moderna e stile retrò potrebbe far storcere il naso ai puristi, ma in realtà può essere considerata una filosofia che ben si adatta alle esigenze dei nostri giorni. La riproposizione di forme del passato per un uso quotidiano, la tecnologia moderna come elemento di congiunzione tra le sensazioni di un tempo e le esigenze odierne di comfort e affidabilità. Una nuova sfida, raccolta anche da altri costruttori che cominciano a riproporre vecchi cavalli di battaglia mantenendo la linea ma rivoluzionando la tecnica.
Il motore ha un notevole impatto estetico ed è parte integrante della linea generale della moto, tuttavia la sua costruzione è molto curata e tecnicamente di alto livello. I due cilindri paralleli sono assistiti da un albero a camme in testa che comanda le 8 valvole ed il particolare delle coppie coniche per la distribuzione rendono questa unità molto caratteristica e raffinata. L’alimentazione avviene tramite due carburatori Kehin di ultima generazione che rendono sempre omogeneo e privo di buchi l’utilizzo del motore. Anche il cambio ci è piaciuto, preciso e morbido pur se un poco lungo di spaziatura.
Le quote della ciclistica vedono il canotto di sterzo inclinato di 26,5° e interasse di 1.450 mm. Queste quote regalano alla W650 un ottimo compromesso tra stabilità e maneggevolezza, mentre l’agilità passaggi più stretti e in città è garantita dal largo manubrio. Il telaio ha quindi una geometria moderna ma l’aspetto estetico ricalca le classiche inglesi degli anni Settanta, con la struttura in tubi tondi di acciaio e doppia culla continua.
Le sospensioni filtrano bene le asperità, ma se si forza l’andatura mostrano i limiti sia per dimensionamento che per mancanza di regolazioni. In situazioni “estreme” l’anteriore va a fondo corsa; anche gli ammortizzatori posteriori hanno prestazioni limitate e sono regolabili esclusivamente nel precarico della molla. Queste mancanze, peraltro quasi irrilevanti nell’uso turistico, vengono accentuate quando si viaggia in compagnia del passeggero. L’impianto frenante è di tipo misto. All’anteriore troviamo un disco da 300 mm con pinza flottante a due pistoncini, nel posteriore un tamburo centrale da 160 mm. In frenata l’unità anterire mostra qualche deficit di potenza, ma se non altro il comando è molto modulabile; il tamburo posteriore fa onestamente il suo dovere senza tendere a bloccare la ruota.
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La posizione di guida è molto confortevole. Appena saliti ci si sente a proprio agio grazie al manubrio alto e largo, piegato verso l’interno in modo che le braccia restino leggermente flesse, permettendo al guidatore di mantenere il busto eretto ed assumere una posizione naturale che infonde sicurezza e confidenza con il mezzo. La sella è ampia e lunga, quasi priva di dislivello tra pilota e passeggero e soprattutto comoda, anche se forse fin troppo liscia, tanto che nel corso delle prove abbiamo verificato la tendenza a scivolare in avanti in occasione di “staccate” energiche, nonostante l’esistenza dei “paraginocchia” sul serbatoio. Considerata comunque la destinazione d’uso, tale inconveniente può essere considerato decisamente sopportabile.
La sella è ampia e lunga, quasi priva di dislivello tra pilota e passeggero e soprattutto comoda, anche se forse fin troppo liscia, tanto che nel corso delle prove abbiamo verificato la tendenza a scivolare in avanti in occasione di “staccate” energiche, nonostante l’esistenza dei “paraginocchia” sul serbatoio. Considerata comunque la destinazione d’uso, tale inconveniente può essere considerato decisamente sopportabile. La W 650 vanta una delle qualità più richieste dall’utenza odierna: la facilità di guida, garantita da un baricentro basso, dal peso contenuto (204 kg) e dal ridotto diametro di sterzata, più vicino a quello di un ciclomotore che a quello di altre moto della medesima categoria. Questa sua caratteristica si apprezza molto sia sui percorsi cittadini, dove l’agilità è paragonabile a quella di uno scooter, sia su tragitti tortuosi come le stradine di collina o di montagna, dove è possibile guidare in totale relax.
Le pedane poggiapiedi sono basse, in modo da evitare affaticamenti alle ginocchia nella guida prolungata e in città, e la posizione consente un rapido contatto con il suolo anche a chi è di statura non elevata. Le vibrazioni sono molto ridotte a qualsiasi regime. I comandi sono morbidi da raggiungere e da azionare; manca però il pulsante del lampeggio. L’altezza della sella, in aggiunta al design classico, dalle linee stilistiche non aggressive, al peso contenuto e alla buona manovrabilità rende questa moto una scelta apprezzabile anche da parte di un vasto pubblico femminile.
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La W 650 è una moto che si adatta bene a tutte le esigenze ma in particolar modo risulta votata alla guida nel misto, alle trasferte di medio raggio e all’uso cittadino. Ha uno stile tutto suo, si guida quasi come una moto da enduro, si inclina bene fino a toccare le pedane e nei cambi di direzione è stabile ed intuitiva come una sportiva, mentre le prestazioni sono da maxi scooter. La gommatura a prima vista non infonde sicurezza, ma all’atto pratico si rivela adeguata e adatta allo stile della moto, anche grazie alla mescola piuttosto morbida del battistrada.
La scelta di utilizzare un avantreno con ruota da 19” ha senza dubbio influito positivamente sulla definizione delle caratteristiche dinamiche, che permettono anche ai meno esperti una sensazione di sicurezza e confidenza già dai primi metri. Stando in sella si apprezza il bel “canto” dello scarico del bicilindrico, che ha nella notevole regolarità di erogazione il suo punto di forza. La potenza non è entusiasmante, ma non è quello che si ricerca in moto come questa; tuttavia nell’uso su strade di montagna si sente la mancanza di qualche CV e la moto fatica un poco a salire di giri. Se si viaggia in due sono frequenti i cambi di marcia per avere il giusto regime di giri ed il motore sempre pronto ed “in tiro”.
In città, grazie alla maneggevolezza di guida, offre performance più che buone, a patto di non considerare troppo severamente le doti degli ammortizzatori: sui percorsi sconnessi o sul pavé si accusa una certa rigidità paragonabile a quella di molti scooter. A differenza di questi, però, la W650 garantisce più fluidità di movimento e agilità da fermo.
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Motore: a 4 tempi, 2 cilindri in linea frontemarcia, raffreddamento ad aria, alesaggio e corsa 72 x 83 mm, cilindrata 676 cc, rapporto di compressione 8,6:1; distribuzione monoalbero a 4 valvole per cilindro, comando ad alberino e coppie coniche; lubrificazione a carter umido. Alimentazione: 2 carburatori Keihin CVK da 34 mm; capacita’ serbatoio 15 litri. Accensione elettronica digitale con sensore di apertura farfalla. Avviamento elettrico e a pedale.
Trasmissione: primaria a ingranaggi; frizione multidisco in bagno d’olio, comando a cavo; cambio in cascata a 5 marce; finale a catena.
Ciclistica: telaio a doppia culla in tubi d’acciaio, inclinazione asse di sterzo 26,5°, avancorsa 105 mm. Sospensione anteriore: forcella telescopica con steli da 39 mm, escursione 130 mm; sospensione posteriore: forcellone in acciaio con doppio ammortizzatore regolabile, escursione 105 mm. Ruote: anteriore a raggi con canale in lega leggera, pneumatico 100/90-19”; posteriore a raggi con canale in lega leggera, pneumatico 130/80-18”. Freni: anteriore a disco da 300 mm, pinza flottante a 2 pistoncini affiancati; posteriore a tamburo monocamma da 160 mm.
Dimensioni e peso: interasse 1450 mm, lunghezza 2185 mm, larghezza 905 mm, altezza sella 800 mm. Peso a secco 195 kg.
Prestazioni: potenza 50 CV (37 kW) a 7000 giri, coppia 5,6 kgm (55 Nm) a 5500 giri, velocità 178 km/h.
Omologazione Euro-1: si’
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