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Provato per voi: guanti Tucano Urbano Handwarm

Christian Cavaciuti
di Christian Cavaciuti foto Massimiliano Serra© il 08/02/2019 in Equipaggiamento
Provato per voi: guanti Tucano Urbano Handwarm
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In inverno è fondamentale proteggere le dita delle mani. Come? Con questi nuovi guanti riscaldati elettricamente. Di cui vi raccontiamo tutti i segreti, pregi e difetti

Grazie alle moderne batterie al litio, per la gioia dei motociclisti da 365 giorni l’anno si sta diffondendo sempre più l’abbigliamento riscaldato, come i nuovi guanti Handwarm (“mano calda”) di Tucano Urbano. Che rispetto ai precedenti Hot Road (non più in commercio e provati su Dueruote n. 117, Gennaio 2015), offrono un maggiore isolamento termico di base e hanno una parte elettrica semplificata.

Si tratta di un prodotto pensato per un utilizzo prevalentemente urbano e per i commuter “professionisti”, quelli che ogni giorno inforcano scooter o moto e, bardati di tutto punto, magari percorrono statali e tangenziali prima di infilarsi in centro città. Ovviamente nulla vieta (anzi!) di allargare il tiro per un utilizzo turistico, abbinando questo guanto a una moffola, per un comfort termico assoluto.

 

Provato per voi: guanti Tucano Urbano Handwarm

Come sono fatti

Gli Handwarm non sono guanti “basici” (infatti costano 189 euro): al di là del riscaldamento, possono quindi vantare una costruzione sofisticata che include le protezioni intelligenti D3O sulle nocche e la membrana isolante “Primaloft” (sviluppata per l’esercito americano) della serie silver. Le due compatte batterie da 2.200 mAh ciascuna sono alloggiate sul polso nella parte inferiore del guanto, in una pratica tasca chiusa con velcro e contenente una presa jack. Sono piuttosto piccole e relativamente leggere: con le mani sul manubrio, la loro presenza è praticamente inavvertibile.

Il riscaldamento si aziona con un tasto sul dorso. Non è più regolabile su tre livelli come in precedenza, ma va detto che i livelli intermedi non si usavano praticamente mai. In più, l’Handwarm ha un’imbottitura interna vera che già di suo funziona bene; se poi c’è da fare sul serio, si accende il riscaldamento. Quindi non si è perso in funzionalità.

L’aspetto è essenziale, da guanto “full winter”: fuori ricorda quelli da neve con una banda in similpelle scamosciata sul dorso. Anche la calzata li ricorda molto: morbida ma poco aderente. Il polso è lungo e largo per accogliere le maniche anche di giacche abbondanti, e la vestibilità è comoda. La taglia M è corretta per chi ha mani normali, la L per chi ha mani lunghe ma sottili, per gli altri meglio valutare la XL. La microfibra interna è morbida e confortevole, e la flessibilità del palmo buona nonostante la presenza del circuito riscaldante.

 

Provato per voi: guanti Tucano Urbano Handwarm

La prova

Abbiamo provato gli Handwarm su una moto priva di paramani, con temperatura esterna attorno allo zero, e possiamo dire che è buona la tenuta al freddo: di base sono già ottimi guanti. Quando si passa al riscaldamento l’intensità non è altissima, ma finché si rimane sopra allo zero o attorno assicura comunque un buon comfort non solo nell’uso urbano, ma anche sulle lunghe distanze. Se fa più freddo, è efficace il riscaldamento del palmo ma meno quello delle dita, in particolare della punta. A livello pratico, consigliamo di partire con i guanti accesi, perché mantenere le dita calde è più facile che non riscaldarle una volta fredde. Per l’uso per cui è studiato, guanto dunque promosso. La durata dichiarata della batteria è di quattro ore, noi abbiamo visto circa tre ore ma anche la ricarica è relativamente rapida.

Ci è piaciuta meno la presa un po’ “lasca” legata alla calzata larga, che toglie un po’ di feeling sulle manopole – dovuta probabilmente allo scorrimento interno dei tanti strati che compongono gli Handwarm. Questo modello non prevede il collegamento alla presa 12 V della moto: se da una parte ciò riduce potenza e durata del riscaldamento, dall’altra è una scelta sensata in chiave urban, perché semplifica tutto ed evita di ritrovarsi vincolati con i cavi alla moto. Questo guanto può inoltre essere una scelta interessante anche se si ha già un mezzo con manopole riscaldate, perché anche se la batteria è scarica, la circuiteria interna provvede a trasportare il calore della manopola all’interno del guanto in modo ben più efficace rispetto a un guanto tradizionale, che è progettato invece solo per isolare.

 

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  • arcaturbo
    Avevo il modello precedente. Il primo paio si è rotto dopo 1 mese, e mi sono stati sostituiti in garanzia. Il secondo paio si è rotto dopo 2 anni, utilizzati in tutto per sei mesi. Non è stato possibile ripararli, nel senso che non c'è assistenza after market.