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BSA: il rilancio passa (anche) dall'Italia

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Intervista con Vikas Gautam, direttore vendite e marketing del redivivo marchio inglese (ma di proprietà indiana). Che - forte di un nuovo importatore - vuole fare breccia tra i cuori dei motociclisti italiani: "La nostra storia sarà la nostra forza. Novità in arrivo? A EICMA ne vedrete delle belle"

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Il lancio (anzi, il rilancio) di BSA in Italia inizia oggi. Dopo un avvio stentato durante il periodo in cui Mahindra (il gigante indiano che è capogruppo di BSA) controllava anche Peugeot e si era appoggiata alla sua rete, la storica azienda inglese riparte con un nuovo importatore e una gamma che promette di diventare davvero interessante e competitiva. Ne abbiamo parlato con Vikas Gautam il quale, dopo una lunga esperienza in Royal Enfield, adesso è a capo delle vendite e del marketing per tutti i mercati.

Vikas, qual è la strategia di BSA per conquistare i mercati europei?

"L'esperienza fatta con Peugeot, che fino a pochi anni fa era un'azienda del nostro gruppo, ci ha insegnato che la differenza la fa una rete esperta e motivata. In tutti i paesi chiave dell'Europa abbiamo scelto importatori solidi, con cui intendiamo stabilire relazioni di lungo periodo. Per l'Italia la scelta è caduta su Pelpi: conosco Cesare Galli da molti anni e so che è la persona giusta".

BSA è un marchio storico, dal blasone un po'appassito.

"Abbiamo una grandissima storia alle spalle: non dimentichiamo degli anni in cui la moto preferita dai piloti di mezzo mondo era proprio la BSA. L'azienda ha un passato glorioso che deve essere valorizzato. Il gruppo Mahindra ha deciso di recuperare questo brand con un'ottica ben precisa, ossia individuare le aree di mercato lasciate ancora scoperte e studiare prodotti giusti per questi segmenti. La nostra politica non è quella di fare grossi volumi fin da subito".

 

BSA: il rilancio passa (anche) dall'Italia
La BSA Bantam 350

Quali saranno i primi passi?

"Dobbiamo intanto far conoscere il marchio, la sua storia e la sua gamma attuale, che è composta dalla modern classic Bantam 350 e da due monocilindriche 650, vale a dire la Scrambler e la classicissima Goldstar. Per fare questo, dobbiamo lavorare anche in Italia sulla rete vendita. Adesso BSA conta 30 concessionari, ma l'obiettivo è di raddoppiare questo numero e coprire meglio il sud dell'Italia".

Arrivate in un momento nel quale la concorrenza è feroce. 

"Sappiamo bene che i produttori cinesi sono molto forti, e la presenza di marchi anglo-indiani come Royal Enfield è radicata. Ma noi abbiamo dei contenuti veri, che vogliamo far conoscere alle persone".

La domanda a questo punto è: perché scegliere una BSA, invece di un'altra moto?

"La risposta è facile: perché sono moto con un ottimo rapporto qualità-prezzo, perché hanno contenuti (come ad esempio il motore raffreddato a liquido o la potenza) superiori alla concorrenza, e poi perché sono moto indiane. Vede, spesso in occidente si ha una percezione sbagliata del mercato indiano, che con 35 milioni di pezzi all'anno è il più grande al mondo. Prendiamo l'esempio della Bantam: in India una moto 350 è considerata un veicolo premium, e da noi la clientela che cerca e compra questi mezzi è esigentissima, ben più di quella europea: vuole un mezzo stiloso, ma allo stesso tempo resistente perché deve sopravvivere alle strade indiane, che sono terribili. Noi non facciamo altro che mettere insieme le esigenze indiane di qualità e robustezza, e quelle europee di stile ed eleganza".

 

BSA: il rilancio passa (anche) dall'Italia
La BSA Goldstar 650 ha prezzi a partire da 6.599 euro

A proposito di stile, dove vengono disegnate le vostre moto?

"Abbiamo un centro stile in India, uno in Inghilterra e ci appoggiamo anche allo studio di Kiska in Austria. L'unione di queste competenze ci permetterà di lavorare al meglio per intercettare i gusti dei motociclisti europei".

A EICMA 2025 abbiamo visto l'interessantissima adventure 350 Thunderbolt. Quando arriverà?

"Sarà in vendita entro la fine dell'anno, e siamo sicuri che piacerà, dato che la tendenza delle piccole adventure-crossover sta prendendo sempre più piede".

A proposito di EICMA, quali anteprime presenterete a novembre 2026?

"Al netto della Thunderbolt definitiva, contiamo di arrivare con almeno due novità assolute. A differenza delle aziende cinesi, noi perseguiamo la politica dei piccoli passi e del lungo periodo. Siamo in Europa per restarci a lungo".

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